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S’infiammano le polemiche in vista della chiusura della campagna elettorale

Gasparri (Fi) attacca il sindaco uscente Decaro ricordandogli che il Comune è a rischio scioglimento e che la città è ancora vittima di una "cappa di potere" che potrebbe condizionare il voto anche di queste amministrative

Come facilmente prevedibile, si infiammo le polemiche in chiusura della campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale di Bari. Dove – come è noto – si è insediata da circa tre mesi la Commissione ministeriale di accesso agli atti, per verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata sull’Amministrazione cittadina e, quindi, per un eventuale commissariamento dell’Ente per infiltrazioni di carattere mafioso. Infatti su questo argomento, dopo le polemiche dei giorni scorsi tra i due candidati a sindaco di centrosinistra presenti in questa tornata elettorale, vale a Michele Laforgia e Vito Leccese, e poi del sindaco uscente Antonio Decaro del Pd contro il centrodestra, da ultimo si è inserito il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, che con una nota ha dichiarato: “Decaro e Emiliano meriterebbero una attenzione più approfondita da parte della magistratura. Resto ancora sconcertato dall’audizione del procuratore della Repubblica di Bari davanti all’Antimafia. In quel momento abbiamo capito bene come stanno le cose a Bari e perché non si riesce a venire a capo delle vicende che riguardano la città pugliese”. “Decaro – ha proseguito Gasparri – offende il centrodestra, ma non dice nulla sulle sue responsabilità da sindaco-assessore con delega alle aziende controllate dal Comune”. Difatti, ha rilevato il senatore forzista, “si moltiplicano le inchieste con assunzioni sospette in queste realtà, ma Decaro non viene mai chiamato in causa. Emiliano poi non ha risposto su una circostanza singolare”, ricordando che “pochi minuti prima dell’arresto di Pisicchio, i cui parenti sarebbero stati coinvolti nell’inchiesta delle municipalizzate che doveva controllare Decaro, lo ha destituito dagli incarichi che gli aveva attribuito in Regione”. Quindi, per il capogruppo a Palazzo Madama del partito fondato da Silvio Berlusconi, “è evidente che c’è stata una fuga di notizie”. Come è pure evidente che “non è credibile Emiliano quando dice che è stato un fatto casuale”, perché è altrettanto evidente che “il gruppo di potere che si è formato sotto l’insegna del Pd attorno a Emiliano e Decaro rappresenta una realtà che andrebbe analizzata molto più approfonditamente”. “Ma purtroppo – ha esclamato l’esponente forzista – ciò non avviene!”. Perciò, per Gasparri, “Decaro, con la sua protervia, definisce mafiosi gli esponenti del centrodestra”, quando “in realtà chi è andato a casa dalla sorella del boss è Emiliano, che dice di aver accompagnato in quel luogo anche l’allora giovane assessore Decaro, che però dice che ciò non è vero”. Per poi concludere: “Non so come finiranno le elezioni a Bari. So (ndr – invece) che l’ispezione del Ministero dell’Interno ha molto materiale per assumere delle decisioni drastiche che appaiono inevitabili. E la protervia di Decaro e le parole anche di Don Cassano che, non dimentichiamo, ha definito il ministro dell’interno Piantedosi un criminale, fanno capire bene di fronte a quale situazione inquietante ci troviamo” nel capoluogo pugliese. A replicare per primo a Gasparri dal fronte dell’Amministrazione barese uscente è stato il candidato sindaco sostenuto dal Pd, Vito Leccese, che – come è noto – è anche capo di Gabinetto di Decaro ed in precedenza è stato pure nello staff di Emiliano quando era sindaco, con la funzione di direttore generale del Comune. Infatti, l’aspirante successo di Decaro, rispondendo al senatore forzista, ha dichiarato: “Abbiamo denunciato fin dal primo giorno la politicizzazione della richiesta di istituire la commissione” di accesso al Comune di Bari “ma dal minuto successivo l’Amministrazione comunale ha garantito tutta la collaborazione possibile, nel rispetto del lavoro dei commissari, che mi sembra stiano assolvendo a un compito delicato e complesso con il massimo riserbo”. Lo stesso rispetto, per Leccese, non lo avrebbe dimostrato Gasparri, che, – ha affermato ancora Leccese – “non si sa a quale titolo, si improvvisa portavoce della commissione parlando di ‘decisioni drastiche inevitabili’ per il Comune di Bari”. Infatti, ha rilevato inoltre il candidato sindaco della coalizione capitanata dai Dem, ma soprattutto sponsorizzato dal sindaco Decaro, “non ci risulta che la commissione (ndr- di accesso agli atti) riferisca all’onorevole Gasparri i risultati del suo lavoro. Sarebbe, anzi è, del tutto impensabile”. Però, per Leccese, “l’unica cosa inevitabile è che, nonostante questo ennesimo tentativo di Gasparri di condizionare il voto, a poche ore dall’apertura dei seggi, il centrodestra si avvia a perdere un’altra volta, come sempre negli ultimi vent’anni, le elezioni baresi”. In soccorso del centrosinistra e, in particolare, del candidato sindaco del Pd è intervenuto il deputato barese Marco Lacarra che, con una nota, ha dichiarato: “Gasparri si è sentito chiamato in causa dalle polemiche degli ultimi giorni e ci ha tenuto immediatamente a ricordare a tutti chi è che brandisce il manganello da vero professionista”. Infatti, di parlamentare barese dei dem, proseguendo, ha detto: “A meno di due giorni dal voto, Gasparri decide di regalare un altro titolo ai giornali, probabilmente nel tentativo di salvare il centrodestra barese da un risultato elettorale molto negativo”. Per Lacarra, “questa ennesima uscita contro Emiliano e Decaro” non sarebbe gratuita, come sospetta il centrosinistra, perché fa sorgere inevitabilmente una serie di interrogativi. Infatti, si chiede Lacarra, “come fa Gasparri a sapere che la Commissione di accesso ha ‘molto materiale’ contro il centrosinistra?” Ed ancora: “A che titolo il senatore di Forza Italia ha avuto accesso a quei documenti?” Insomma – Ha concluso Lacarra – se non fosse una boutade delle sue, saremmo davanti a una nuova preoccupante prova dell’uso politico degli strumenti e degli organi a presidio della legalità e della giustizia. E, quindi, per Lacarra l’intervento di Gasparri non sarebbe un caso disperato, “ma un caso di pura disperazione”. Però, il capogruppo di Fi al Senato in replica a Leccese e Lacarra ha poi dichiarato: “”Leccese fa il difensore del Comune di Bari. Su quali basi? Che cosa sa?”, precisando: “Io ho replicato a Decaro, che porteremo in Tribunale perché ha definito mafioso il centrodestra, mentre i delinquenti sono quelli che sono stati assunti nelle aziende municipalizzate sulle quali doveva vigilare Decaro come sindaco con l’apposita delega che è nelle sue mani”. “Quindi – ha affermato ancora Gasparri – Leccese è inutile che faccia l’avvocato d’ufficio”, perché “vedremo i risultati delle elezioni”. “A Bari – ha sottolineato il senatore forzista nella replica – c’è una cappa che grava sulla città”. E, quindi, per lo stesso Gasparri, a Bari “non c’è libertà vera” nelle consultazioni locali e “fin quando questa nobile ed importante città non sarà liberata da certi personaggi che salgono sui palchi con accanto Don Cassano, che definisce ‘criminale’ un galantuomo come Piantedosi”, il voto è ancora a rischio di condizionamenti da parte di chi ha gestito e gestisce tuttora la città. Ma per verificare ciò non è necessario attendere ancora a lungo, poiché domani pomeriggio si aprono i seggi e lunedì prossimo si apriranno anche le urne. Di certo dalla mezzanotte di oggi parte il silenzio elettorale pre-voto e, quindi, con esso cesseranno anche le polemiche al vetriolo tra i candidati e le rispettive coalizioni. Salvo riprendere in maniera fors’anche più infocate nel dopo voto e, soprattutto, se ci sarà un eventuale ballottaggio.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 7 Giugno 2024

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