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Slot, videopoker, scommesse e riciclaggio di denaro dei clan: 23 misure cautelari della Guardia di Finanza

Circa 120 le persone indagate e sequestrati oltre 60 milioni di euro. Sotto sequestro anche 13 sale videolottery e due sale giochi

Con l’ ipotesi di reato di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e violenza
privata, aggravati dal metodo mafioso, nonché di peculato, bancarotta fraudolenta e diversi reati tributari, oggi la Guardia di Finanza ha tratto in arresto 23 persone  .Il provvedimento è  stato eseguito  nella  primissima mattinata da trecento finanzieri del Comando Provinciale di Bari con il contributo del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) .
L’odierna operazione giunge a conclusione di prolungate e complesse investigazioni, coordinate dalla locale Procura – Dda che si sono focalizzate sull’ingerenza e la penetrazione della criminalità organizzata barese nel tessuto economico locale attraverso l’assunzione del controllo, diretto o indiretto, di numerose imprese attive nel settore dei congegni elettronici da intrattenimento ,successivamente utilizzate per il riciclaggio di proventi illeciti.
In particolare – secondo l’impostazione accusatoria accolta dal G.i.p. del Tribunale barese  – gli accertamenti svolti avrebbero consentito di ricostruire l’operatività di un “gruppo societario” riconducibile a un noto imprenditore locale ( A.S. queste le sue iniziali)  affiliato a uno storico clan barese quello dei Diomede – Mercante  che, sfruttando la sua fama criminale e godendo, a seguito di elargizione di cospicui corrispettivi mensili, della compiacenza di altri clan, aveva instaurato un regime di sostanziale monopolio nel settore dei giochi e delle scommesse .
Le attività investigative operate dal G.i.c.o. del Nucleo Pef  Bari con il supporto dello Scico hanno permesso di appurare, in ipotesi d’accusa, come le numerose sale Vlt  (video lottery terminal apparecchi di intrattenimento  e svago automatici) appartenenti al “gruppo societario” oggetto di approfondimento siano state create grazie al reimpiego di proventi di attività delittuosa ed avvalendosi del know how di un professionista compiacente ( M.P. commercialista) , nonché come nella gestione delle stesse sia stata posta in essere una vera e propria “compravendita” di ticket vincenti   con l’obiettivo di favorire il riciclaggio di somme di denaro di provenienza illecita nella disponibilità anche di sodalizi criminali locali, tramite le seguenti modalità :intestazione fittizia delle vincite a persone compiacenti piuttosto che ai reali vincitori interessati a non essere identificati.
Per il servizio reso, il soggetto compiacente – spesso privo o con scarse fonti reddituali/finanziarie – avrebbe percepito, quale compenso, il 5% dell’ammontare della vincita intestatagli; di contro, la sala Vly corrispondeva all’effettivo vincitore l’importo del premio in contanti decurtato di circa il 20%;•cessione di ticket vincenti a soggetti non giocatori che chiedevano di acquistarli mediante corresponsione di denaro contante. In tal caso, una volta avuta la disponibilità del ticket ,l’acquirente lo inseriva all’interno delle Vlt e, senza giocare o facendo solo qualche “bettata”,estraeva un nuovo ticket “vincente” dalla Vlt (c.d. operazione “ticket-in/ticket-out”).
Successivamente, l’acquirente riscuoteva il nuovo ticket alla cassa mediante assegno a lui intestato e facendosi identificare ai sensi della normativa antiriciclaggio. Anche in questo caso, quale aggio, i gestori di sala richiedevano la corresponsione di una somma ammontante al 20%circa del ticket ceduto;•intestazione fittizia a soggetti appartenenti a vari clan locali di ticket vinti da parte di terzi giocatori che avevano preferito incassare il premio in denaro contante, in modo tale da  poter utilizzare i ticket vincenti come titolo giustificativo di patrimoni illeciti.
Tale procedura si perfezionava attraverso il ricorso all’operazione ticket-in/ticket-out oppure mediante la diretta cessione dei ticket vincenti, con la falsa sottoscrizione, in entrambi i casi, dei modelli antiriciclaggio di identificazione del cliente da parte del cassiere per conto del fittizio vincitore .•In secondo luogo, mediante mirate indagini finanziarie, si è teso a suffragare l’ipotesi secondo cui il sodalizio avrebbe, da un lato, sistematicamente omesso di versare al concessionario la quota di incassi, incamerati con i congegni elettronici (Vlt  e Awp), destinata al pagamento del “Prelievo Erariale Unico” , con ciò integrando, tra l’altro, l’ipotesi delittuosa di peculato e, dall’altro, al fine di drenare i profitti illecitamente conseguiti e poterli reinvestire in altre attività, utilizzato un sistema di false fatture .
A latere, durante le investigazioni è stato approfondito un episodio in cui il principale indagato durante il suo periodo di detenzione carceraria, prima avrebbe minacciato verbalmente e poi avrebbe fatto aggredire fisicamente  da cinque suoi sodali pluripregiudicati detenuti presso la stessa struttura, un altro detenuto che aveva deciso di dare avvio ad un percorso di collaborazione con la giustizia, circostanza che avrebbe potuto favorire l’applicazione di misure cautelari patrimoniali nei suoi confronti. Sulla scorta degli elementi acquisiti , il G.i.p.  ha disposto altresì il sequestro di 13 sale  Videolottery e 2 sale giochi .
P.Fer.


Pubblicato il 13 Luglio 2026

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