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Soldi e progetti solo per la costa sud. Le lamentele dei dormienti palesini e santospiritesi

Questa volta, contrariamente a quanto avvenne circa dieci anni fa per di i 295 milioni di Euro di fondi europei del “nodo ferroviario” di Bari che furono dirottati dalla parte nord a quella sud, all’Amministrazione barese non è stato necessario ricorrere ad alcun sotterfugio per destinare direttamente i 75 milioni di euro stanziati dal Recovery Plan al Comune di Bari, poiché già nel documento complementare del Pnrr, riguardante gli investimenti sul patrimonio culturale, gli edifici e le aree naturali, è già previsto che trattasi di un finanziamento per la “Costa sud, parco costiero della cultura, del turismo, dell’ambiente” del capoluogo pugliese. Invece, come si ricorderà, per le risorse ora utilizzate per spostare i binari di Rfi esistenti a Japigia a danno della tratta nord, ovvero quella che riguardava l’interramento dei binari di Rfi che attraversano l’abitato centrale di Palese e Santo Spirito, l’Amministrazione barese nel 2010 dovette trovarsi l’alibi che quest’ultimo intervento (che pure era più necessario ed urgente di quello a sud, poiché – come è noto – è sulla linea Napoli-Bari che entro il 2026 entrerà in funzione l’Alta capacità ferroviaria e, quindi, occorre eliminare tutti i passaggi a livello e mettere in maggior sicurezza la tratta) era “troppo costoso”, perché occorreva abbattere ben 56 edifici privati dislocati a fianco della linea ferroviaria che attraversa Palese, perciò il Comune e la Regione, onde evitare il rischio di perdere il finanziamento, indussero Rfi ad optare per l’eliminazione dei binari alla parte sud di Bari, lasciando irrisolto sia il problema dei 7 pp.ll. di Rfi tuttora esistenti nell’abitato di Palese e Santo Spirito, sia quello della sicurezza dovuta al transito di un alto numero giornaliero di convogli che prossimamente dovranno sfrecciare tra le case ad una velocità spesso non inferiore ai 200 chilometri l’ora. Quindi, ancora una volta, l’Amministrazione cittadina quando si tratta di destinare risorse aggiuntive ingenti al tessuto territoriale barese predilige esclusivamente le stesse zone. Ossia la parte sud o quella centrale, trascurando sistematicamente le periferie, qual è per l’appunto il territorio del V Municipio, o quello di altre ex frazioni. Insomma, i cittadini baresi sono “uguali” per l’Amministrazione comunale solo quando si tratta dei “tributi”, perché, quando si tratta di interventi o di servizi da offrire, di fatto ci sono quelli di serie “A” e quelli delle periferie, come Palese e Santo Spirito, che invece, per come vengono attenzionati dal Comune, non sono forse neppure di serie “C” o “D”. Infatti, dopo la recente notizia riguardante i 75 milioni di Euro del Recovery Plan per riqualificare la costa sud di Bari, ancora una volta la rabbia e le proteste di alcuni cittadini residenti a Palese e Santo Spirito si registrano nei gruppi Facebook locali, dove sono numerosi gli interventi di lamentele nei confronti dell’Amministrazione Decaro, per come quest’ultima prediliga sempre le stesse parti della città con evidente discapito di altre. Infatti, non è di certo un caso se i fondi straordinari previsti per il Comune di Bari dal Recovery Plan siano stati destinati interamente alla parte sud della città e non anche per altre aree cittadine. Perché è bene chiarire che a presentare al Governo la richiesta di destinare le risorse economiche previste per Bari alla riqualificazione urbana della sola costa sud è stata l’Amministrazione comunale stessa, quando ha inviato il progetto, e non altri. Ma vediamo alcuni stralci dei post di commento fatti alla vicenda da alcuni utenti palesini e santospiritesi di Facebook che si lamentano con il sindaco Decaro per questa ennesima disattenzione al territorio del V Municipio di decentramento amministrativo di Bari.  In risposta ad altro commento del post di Decaro riportato nella pagina “Solo News Municipio 5 Bari”, A. M. scrive: “Sono 75 milioni che si sommano agli oltre 300 milioni per la deviazione della ferrovia. Da questa parte invece in un’area urbanizzata solo qualche playground ed un cartellone in piazza magrini. Evviva!” Sotto questo stesso post interviene addirittura un consigliere comunale locale dell’opposizione di centrodestra all’Amministrazione barese, Michele Picaro, che ha scritto: “Si enfatizza l’accordo di programma in via Udine (ndr – a Santo Spirito) come un grande risultato raggiunto dove il Comune di Bari spende euro 0 a fronte di un privato che riqualifica un’area a fronte di edificare civili abitazioni e locali commerciali (dopo decenni trascorsi) e la stessa Amministrazione destina milioni di € del recovery found solo nel tratto sud… non aggiungo altro”. Ed il riferimento di Picaro non è solo al collega locale del centrosinistra, Michelangelo Cavone, che appena qualche giorno prima, sempre su Facebook, aveva decantato l’avvio del cantiere di un progetto privato che l’Amministrazione Decaro ha approvato nel centro di Santo Spirito in variante al Prg (Piano regolatore generale) ed in cambio della cessione al Comune di un’area a parcheggio da realizzare, per giunta, a scomputo degli oneri urbanistici per la cementificazione della restante area rimasta in capo ai privati. Insomma fiumi di critiche e lamentele all’Amministrazione barese, senza alcun cenno a ciò che invece potrebbe essere la principale causa dei “disastri” gestionali presenti nelle due ex frazioni a nord del capoluogo. Vale a dire la mancanza di autodeterminazione politico-amministrativa. E, quindi, di non essere una realtà comunale autonoma, nonostante abbia un numero di abitanti che la renderebbero in classifica l’ottava realtà comunale della Città metropolitana di Bari, che conta ben 41 Comuni. Infatti, a ricordare l’assenza di indipendenza amministrativa di Santo Spirito e Palese è stato sempre su Facebook un ex presidente della locale organo di decentramento barese, Francesco Leccese, che ha scritto: “Sempre più lamentele, insoddisfazione, progetti su progetti, solo illusioni. Nessuno, però, pensa ad un Comune Autonomo. Parola che spaventa proprio coloro che studiano progetti su progetti e che si illudono di realizzare qualcosa di vivibile e non si accorgono che sono iniziative destinate a rimanere nel libro dei sogni”. E, ha proseguito l’ex Primo cittadino locale, “naturalmente ci saranno coloro che sposteranno i problemi su altri binari e che pur di mantenere la loro posizione, continueranno a remare contro”, per poi concludere con un’ironia: “Continuate con le lamentele”. Infatti, come recita un noto detto barese, “a furia di piangere prenderanno sonno”. Ed a Palese e Santo Spirito sono in molti da tempo che dormono “sonni tranquilli”. E verosimilmente delle lamentele che si leggono su Facebook, senza individuare la causa, altro non sono che “incubi”.

 

 

Giuseppe Palella

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