Solitudine e ostinazione nel nome di Maria
Con ‘Sola contro la mafia’, giovedì scorso al Traetta, si è chiusa la terza edizione del ‘TICS Anna Rosa Tarantino’, rassegna di teatro d’impegno socio-civile. Scritto e diretto da Vito d’Ingeo (che attinge da ‘Non la picchiare così. Sola contro la mafia’, un libro di Francesco Minervini), questo monologo illustra il caso – vero – di Maria, nome di comodo di una donna di Cerignola costretta da anni a cautele da ricercata e a una vita a bassissimo profilo. Dopo averla sfruttata in qualità di testimone di Giustizia, lo Stato ha scaricato Maria privandola di scorta, copertura e assegno di ‘latitanza’. Sicché adesso Maria deve vedersela da sola… Di quest’altra esemplare caso di Ingiustizia all’italiana si fa potente interprete Arianna Gambaccini. Immersa tra scatoloni e appendiabiti – siamo alla fine di un viaggio o alla vigilia di una ripartenza? – Maria ripercorre prima il calvario di compagna controvoglia di un boss, poi il suo itinerario di fuga. Nella sua voce vibra l’amarezza di una vita malamente gettata. Meno male le resta il figlio, Claudio, che ha tutto un futuro davanti, non un passato, però, ovvero l’esatto contrario della madre. E vibra nella voce di Maria anche un’ansia sottile : il personale carnefice, di nuovo in libertà, è in agguato. E quella è gente che la vendetta non l’assapora fredda, bensì surgelata. Possono passare anche vent’anni, basta che Maria commetta l’errore anche più piccolo… Echeggia cosi nel suo racconto l’affanno dell’animale nascosto e che si sa braccato. Un’interpretazione toccante quella della Gambaccini, alla fine dello spettacolo apparsa esausta. per la generosità con cui – toccata dal personaggio – è entrata nella parte. Un’interpretazione che ha stupito pure chi, fra mille cautele, rappresenta legalmente Maria. Presente allo spettacolo, al termine dello stesso, salita sul palco insieme ad altre personalità per un forum su mafia pugliese, testimoni di giustizia e violenza di genere, l’avvocatessa ha espresso tutta la personale meraviglia nel ritrovare Maria nella mimica, nei toni e nei tempi di Arianna. Eppure la Gambaccini non ha mai incontrato Maria…. “Ci si sente piccoli e responsabili nel recare un messaggio così pesante. – ha detto poi l’attrice – Ma sono fardelli che si accetta di portare perché dietro Maria c’è un popolo di donne che sono oggetto di violenze d’ogni tipo”. Con un gesto brillante si è chiusa una rassegna coraggiosa. Per una singolare coincidenza tale gesto è giunto a pochissima d8tanza dalle oltraggiose nozze-spazzatura di Napoli. Certi ‘spettacoli’ sono figli dello stesso clima che, di fatto, costringe una Maria a pagare per colpe di altri. ‘Sola contra la mafia’, in conclusione, si pone come risposta fiera e dignitosa alla barbarie imperante.
Italo Interesse
Pubblicato il 9 Aprile 2019



