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Sono iniziate le udienze penali nella sede ex Telecom di Poggiofranco

Nella nuova sede della giustizia penale barese di primo grado, ossia nella Torre ex Telecom di via Saverio Diogardi, al quartiere Poggiofranco, sono cominciati a celebrarsi i processi che per circa un anno si sono invece svolti nelle sedi distaccate di Bitonto e Modugno. Quella di via Diorgardi è – come è noto – la soluzione ponte individuata dal Ministero della Giustizia dopo lo sgombero, nel 2018, per inagibilità (rischio crollo) del Palagiustizia di via Nazariantz, in attesa che a Bari venga realizzata – stante le ultime indicazioni dell’Amministrazione comunale al Ministero – un’unica sede per gli Uffici di Giustizia.Le prime ad essere utilizzate sono state tre delle 14 nuove aule totali, distribuite su tre piani e con celle, per i detenuti presenti nei processi, realizzate con protezioni in plexiglass al posto delle vecchie sbarre in metallo. Nel  giorno di avvio della nuova sede per i processi penali di primo grado si sono svolte circa una decina di udienze di competenza del Tribunale monocratico, a fronte degli oltre 200 processi che dovrebbero celebrarsi quotidianamente in via Dioguardi, quando detta sede andrà a regime, forse già a partire dalla prossima settimana. Le aule della nuova sede provvisoria  sono state definite “anguste” da un magistrato, che ha anche eccepito “spazi di attesa insufficienti e corridori stretti”. Infatti, l’Anm (ndr – l’Associazione nazionale magistrati) sta raccogliendo tutti i dati sulle criticità di questa nuova sede, per formare poi un documento sul quadro completo della situazione” ha affermato Michele Parisi, segretario della Giunta distrettuale dell’Anm di Bari e uno dei tre giudici che  hanno tenuto “a battesimo” con le prime udienze la logistica  dei processi in via Dioguardi. È stato Parisi a parlare di “aule anguste e di “difficoltà a celebrare le udienze perché si sentono i rumori che arrivano dai corridoi, che sono molto stretti”, oltre ad evidenziare le “difficoltà logistiche per i parcheggi, assolutamente insufficienti”. E con riferimento alle criticità della nuova sede di via Dioguardi per la carenza di parcheggi, il sindaco Antonio Decaro ha spiegato che “abbiamo sistemato un’area parcheggio di fronte”, perché “non ci sono altre aree pubbliche che possiamo attrezzare se non quella di via Mitolo, un’area su cui stiamo lavorando da tanto tempo, ma dove ci sono problemi archeologici, di vincoli da parte della Soprintendenza e dell’Autorità di Bacino, lo spazio è molto limitato e la fase autorizzativa è molto lunga, dura ormai da più di un anno”. “Speriamo – ha inoltre dichiarato il Primo cittadino – di arrivare a breve alla possibilità di appaltare quell’opera, perché sarebbe un parcheggio di scambio per chi deve raggiungere il centro cittadino e un parcheggio di attestamento per chi deve andare in Tribunale”. “Nei prossimi giorni – ha anche affermato Decaro – chiederò al ministro Bonafede di incontrarlo per capire a che punto è la progettualità” sul Polo unico della Giustizia nell’area delle ex Casermette, nel quartiere barese Carrassi. “Adesso – ha chiarito il sindaco – il ministero deve rispondere a Invitalia che ha fatto uno studio di prefattibilità con il quadro delle esigenze, confermarle e dare mandato di proseguire l’attività progettuale in modo che con i fondi messi a disposizione dal protocollo d’intesa (ndr – circa 94 milioni di Euro) si possa già appaltare il primo lotto, che è quello del Tribunale penale”. Però, in attesa di una sede unica per la
Giustizia barese, il Palazzo che ospita Tribunale civile e Corte di Appello sarà oggetto di lavori di manutenzione straordinaria con la messa in sicurezza delle facciate esterne. “Il passo successivo – ha affermato il Primo cittadino barese – sarà chiedere al Governo dei fondi, circa 2 milioni di Euro, per la messa in sicurezza delle facciate interne” al Palagiustizia  di piazza De Nicola .Poi, è stato lo stesso Decaro a dare la notizia che stanno per essere appaltati anche altri lavori necessari ed urgenti per il Palazzo di Giustizia di piazza Enrico De Nicola, in quanto il Provveditorato regionale alle OO.PP. ha messo a disposizione circa otto milioni di Euro per la riqualificazione dell’impianto antincendio e dell’impianto elettrico. “Il Tribunale civile, se non vengono fatti lavori urgenti, rischia – ha spiegato Decaro – di bloccarsi almeno parzialmente”. Commentando, invece, l’attuale situazione dell’edilizia giudiziaria barese,  divisa – come è noto – in diverse sedi,  Decaro ha dichiarato che queste sono  ritenute, da avvocati e magistrati, per aspetti diversi tutte “inadeguate”. Ma su quest’ultima affermazione forse non tutti sono d’accordo, considerato che proprio il Palazzo di piazza De Nicola, se reso a norma con le vigenti disposizioni di legge, è ritenuto – a detta di alcuni – “per le sole funzioni di Giustizia civile uno degli Uffici più funzionali d’Italia”. In tal caso, però, si dovrebbe aprire il capitolo, forse non ancora chiuso del tutto, della disquisizione sull’opportunità e convenienza per Bari di un Polo unico della Giustizia oppure di un Arcipelago di Uffici di Giustizia, con la realizzazione di un secondo Palazzo solo per l’esercizio della Giustizia penale. Ma questa è una diatriba che – a detta di alcuni – non è ancora terminata sotto certi aspetti. Per cui proprio in materia di edilizia giudiziaria a Bari se ne potrebbero vedere ancora delle belle.

 

 

Giuseppe Palella

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