Cultura e Spettacoli

“Sono ossessionata dall’estetica del Carnevale che è per me un grande gioco collettivo”

A colloquio con la direttrice artistica del Carnevale di Venezia, Antonia Sautter

“Sono ossessionata dall’estetica del Carnevale che è per me un grande gioco collettivo”: lo confessa e dice in questa intervista rilasciata al nostro giornale una delle più autorevoli e grandi costumiste italiane Antonia Sautter, direttrice artistica del Carnevale di Venezia dal 1994, che firma capolavori quali il “Ballo del Doge” e il Dinner Show Alla Corte del Gran Khan” a Palazzo Calergi. Quest’ anno il celebre carnevale è stato ispirato a Marco Polo nella celebrazione dei 700 anni dalla sua morte e al legame con l’Oriente. Un Carnevale ottimamente impostato ed elegante, ricco di maschere, raffinato ed è merito sia della bravura indiscussa della Sautter che della saggezza manageriale ed amministrativa del sindaco Luigi Brugnaro e della sua giunta di alto profilo che ha saputo ridare slancio alla città lagunare. Con la Sautter, visto che da domani siamo in Quaresima e il Carnevale ci lascia, parliamo del concetto e della idea stessa del Carnevale.

Dottoressa Sautter, che cosa è il Carnevale, la sintesi?

“Posso dire che cosa è il Carnevale per me, e penso che sia arte della gioia, momento dell’ anno in cui possiamo esprimere tutta la nostra creatività in un costume, vivere una storia, una favola, giocare al gioco del teatro. Penso che il Carnevale è liberatorio per tutti”.

Un raffronto tra Carnevale di Venezia e Putignano

“Non lo conosco molto bene quello pugliese visto che per ovvi motivi non ci è dato di recarci molto in giro, ma ho sentito parlare dei carri allegorici davvero interessanti, autentiche opere di arte. Entrambi, sia quello veneziano che pugliese, sono il momento in cui ci si può abbandonare ad un gioco, è l’arte della gioia abbiamo bisogno di gioia nel mondo”.

Gioia: che tipo di gioia è quella del Carnevale e un abito ben fatto può essere opera di arte, una icona?

“E’ una gioia collettiva e bella. Io di me stessa non posso dare definizioni della gioia, ma sono ossessionata dalla bellezza del Carnevale. Noi Italiani siamo famosi in tutti il mondo per il nostro artigianato se tanti stilisti hanno fatto della moda un’arte nota ed eccellente nel mondo, siamo la regina della moda nessuno eguaglia quella italiana. L’ Italia ha una marcia in più che mette in ogni cosa e nell’ artigianato specialmente. Un abito d’epoca ben fatto e vengo a Venezia, è un’opera di alto artigianato e vanno incentivati i giovani soprattutto ad intraprendere questo mestiere anche se tutto questo dovrebbe essere supportato dalle istituzioni, è necessario creare occasioni e aprire sbocchi. Io ho creato il Ballo del Doge proprio per questo, all’ inizio per i miei abiti, ma oggi è aperto a uno stuolo di giovani e di sarte della vecchia generazione che portano avanti una esperienza antica e la portano nel futuro. “.

Lei è una delle costumiste più importanti di Italia. Il Carnevale di Venezia è stato ispirato a Marco Polo e alla Cina. Bari dal canto suo è città del dialogo con l’Oriente e il mondo ortodosso, ci vede paragoni?

“Il Carnevale di Venezia è stato dedicato a Marco Polo, e alla Cina ricordando appunto la centralità e la importanza del dialogo con l’Oriente. Bari come Venezia ha questa vocazione con il mondo russo ed ortodosso e nessuno lo deve dimenticare. Tuttavia assieme a questo pur centrale dialogo che a mio avviso è utile, bisogna incentivare e promuovere l’idea della Bellezza, senza di essa non si va da nessuna parte. Parlo di Bellezza estetica ed interiore. Dunque anche un vestito di epoca, se ben eseguito e degno di fascino, è una opera di arte che ci riconcilia col bello estetico”.

Che cosa è il Carnevale per lei?

“Sono ossessionata dal Carnevale in senso buono. Meglio, lo sono dall’estetica del Carnevale che è un grande gioco collettivo e penso sia utile incentivare nel bello questa visione ludica della vita”.

Conosce la Puglia?

“Ci sono stata una volta in una masseria e la reputo davvero una regione molto attrattiva e interessante”.

Bruno Volpe

 


Pubblicato il 13 Febbraio 2024

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