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SoS ex strade provinciali, sempre più a rischio

“A chi spetta la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade ex Provinciali? Chi deve intervenire per porre rimedio a situazioni estremamente pericolose per gli automobilisti?” E’ quanto chiedeva il consigliere regionale (Forza Italia) Gianni Stea, in una lettera aperta per sollecitare i necessari interventi per porre immediatamente in sicurezza alcune tra le principali arterie stradali della Puglia in generale e della provincia di Bari in particolare. “Dopo la risposta e le rassicurazioni del presidente dell’Area Metropolitana di Bari, Antonio Decaro, speravo in una immediata risoluzione di situazione gravi e non più tollerabili. I danni dell’inverno appena trascorso, uniti alla mancata manutenzione da quando si è creato l’equivoco dell’abolizione delle Province, hanno trasformato queste strade in rischiosissimi percorsi di guerra tanto per l’incolumità degli utenti, quanto per eventuali danni riportati dai veicoli”, continua Stea che però, ad oggi, è costretto a tornare sull’argomento: “Le strade provinciali continuano ad essere messe davvero male in tutta la regione. E gli interventi sono solo limitati e parziali. Così, mentre giungono sempre più segnalazioni e sollecitazioni, per esempio per la Gioia-Acquavia, chiedo di nuovo l’intervento di Decaro e dei responsabili per le altre province pugliesi. Sarebbe interessante sapere se esiste, e nel caso quale sia, il cronoprogramma degli interventi. Mentre purtroppo allo stato dell’arte parrebbe invece che ci troviamo di fronte all’ennesimo scaricabarile che si traduce nel totale abbandono delle ex Provinciali”, rimarca il consigliere pugliese Stea. Eppure, dall’anno scorso appare più che raddoppiata, le spesa per la manutenzione ordinaria di strade e scuole, passata per le ex strade provinciali baresi da 1 milione e 200 mila euro nel 2016 a 3 milioni e 600 mila euro nel 2017, mentre per gli istituti scolastici da 1 milione e 840 mila euro si è passati ad una somma di 2 milioni e 730 mila euro. Per Michele Laporta si tratta di provvedimenti importanti, “Certo, con questi fondi esiste la possibilità di poter dare risposte più adeguate alle aspettative dei territori della Città metropolitana, obiettivo quasi insperato se si considera che un paio di anni fa partivamo con un bilancio di previsione che ci vedeva sotto di 16 milioni di euro”. Ma se l’ente di via Spalato ha anche provveduto ad assumere a tempo indeterminato (in seguito a concorsi) un paio di dirigenti tecnici, l’ingegnere Maurizio Montalto proveniente dagli uffici tecnici del Comune di Bari al quale è stata affidata proprio la Viabilità dell’ex Provincia e l’architetto Nicolò Visaggio che invece cura l’edilizia scolastica, fino all’anno scorso diretti ad interim, meno chiara appare la mappatura dei lavori sulle strade fin troppo dissestate attorno al capoluogo di regione. In cantiere, nell’agenda del Piano Triennale delle opere pubbliche 2018/2020, nel settore viabilità provinciale, oltre 70milioni di investimenti. “Nel corso del 2018 –  è sempre il consigliere delegato Michele Laporta a spiegare – apriranno diversi cantieri: il primo stralcio dei lavori di ampliamento e adeguamento funzionale con pista ciclabile della sp 84 Rutigliano-Adelfia (3 milioni di euro); la variante alla sp 240 fuori il centro abitato di Capurso (3milioni700 mila euro); il collegamento tra la sp 27 e la sp 201 alla ss 96 tra Gravina di Puglia e Altamura (3milioni800mila euro), ma anche i lavori per la rotatoria tra la sp 212 e la sp 146 località Capitolo – Monopoli (230mila euro)”. “Intanto – spiega infine Laporta – sono già aperti i cantieri del primo lotto della poligonale esterna di Bari (strada di collegamento) che, a partire dalla S.P. 240, arriverà a mettersi in rete col sistema viario esistente, ma anche alle aree strategiche a nord del capoluogo (aeroporto, ASI, Ospedale S.Paolo), e da queste fino alla S.S. 16 (importo complessivo 22 milioni)”. Più complessi appaiono, però, i piccoli interventi di manutenzione ordinaria sulle vecchie strade provinciali, in molti punti piene di buche, avvallamenti e vere e proprie voragini: non esistendo più i ‘global-service’ dopo gli scandali di qualche anno fa, chi provvede ai “rappezzamenti”? Come mai le spese per i risarcimenti da incidenti stradali lievitano ogni anno di più, con un prezzo altissimo in termini di vite umane? Ai politici, amministratori e tecnici dell’Ente che soprintende a circa duemila chilometri di strada extraurbane le risposte, magari senza aspettare ancora troppo tempo…. (adl)

 

 


Pubblicato il 17 Maggio 2018

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