Cronaca

SoS ‘Messeni Localzo’: serve un tavolo regionale per risollevarlo

Istituzione antica, il “Centro “Messeni Localzo” di Rutigliano, ente strumentale della Città Metropolitana  di Bari, donato alla Provincia dalla sig.ra Maria Localzo vedova Messeni in memoria del figlio Gino, destinandolo “ab Aeternum” all’educazione e all’istruzione dei ciechi. Un’Istituzione che da tempo naviga in cattive acque, pur assicurando da oltre sessanta anni servizi importanti in favore dei disabili visivi e persone videolese in collaborazione con le aziende sanitarie e distretti socio-Sanitari, utilizzando risorse finanziarie di Città Metropolitana, ASL Bari e Regione Puglia. Infatti, la legge n. 56/2016, che avrebbe dovuto abolire le province, ha di fatto sottratto alla Città Metropolitana di Bari, tra l’altro, le competenze nel settore dell’educazione e dell’istruzione dei videolesi, competenze che le province hanno assicurato dal 1934 in poi.  In attuazione di questa legge, la Regione Puglia con legge regionale n. 9 del 27/05/2016 ha completato il processo di riordino e riallocazione delle funzioni amministrative sul proprio territorio, prevedendo in particolare il trasferimento alla Regione delle funzioni già esercitate dalle Province, relative, tra l’altro,  all’assistenza specialistica per alunni videolesi nelle scuole di ogni ordine e grado.  Queste funzioni, dunque, attualmente in capo alla Regione, con la legge regionale n. 9/2016, sono state riassegnate in avvalimento alla Città Metropolitana di Bari e alle Province, con oneri derivanti dallo svolgimento delle attività in avvalimento a totale carico della stessa Regione. I presidenti della Sezione Provinciale dell’Unione Italiana Ciechi/Ipovedenti e del Consiglio Regionale U.I.C.I., Vito Mancini e Luigi Iurlo tirano le somme: <<In questo complesso e non sempre chiaro processo di riordino di competenze e funzioni, in realtà il Centro “Messeni” si trova in una difficile situazione di incertezza. La Città Metropolitana, che non ha più competenze nel settore e che dispone di risorse sempre più limitate, tende a marginalizzare la struttura di Rutigliano e a non riconoscerle il ruolo specifico che svolge, non concedendogli quell’autonomia gestionale che con la Delibera n. 6 del 23/04/2007 il Consiglio Provinciale di Bari ha previsto ma non ha applicato. D’altro canto la Regione, che non può assumersi direttamente il compito di gestire il “Messeni”, nonostante la concessione di alcuni finanziamenti straordinari,  non riesce ancora ad individuare una precisa collocazione istituzionale  della  struttura>>. Intanto ci sono gli impellenti bisogni delle persone colpite da disabilità visiva e da minorazioni aggiuntive con le loro famiglie, che motivatamente chiedono, non solo la garanzia  dei servizi finora assicurati dal “Messeni”, ma anche il loro potenziamento quantitativo e qualitativo. In questo contesto, in cui la Città Metropolitana di Bari, come è noto, sta avviando in grave ritardo e in modo ridotto alcuni servizi per i non vedenti, mentre altri importanti interventi educativo-riabilitativi sono addirittura sospesi,  Il Consiglio Regionale e la Sezione Provinciale dell’Unione Italiana dei Ciechi, che hanno il dovere di tutelare i diritti materiali e morali dei non vedenti, anche pluridisabili, sono seriamente preoccupati e ritengono motivatamente di proporre  la costituzione di un apposito tavolo tecnico tra l’Assessorato al Welfare della Regione Puglia, la Città Metropolitana di Bari, la presidenza e la direzione del Centro “Messeni” e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, per definire un nuovo inquadramento istituzionale del Centro di Rutigliano al fine di superare l’attuale fase di stallo che mette seriamente in pericolo la continuità, la quantità e la qualità dei servizi erogati da sessanta anni a beneficio di persone con disabilità visive del territorio metropolitano e pugliese.

 

Antonio De Luigi


Pubblicato il 20 Febbraio 2018

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