Cronaca

Sottopasso nuovo, meglio farsi un bel segno della croce, prima di imboccarlo…

 

E’ stato inaugurato da poco più di una settimana, il sottovia pedonale all’altezza del disattivato passaggio a livello che metteva in collegamento via Dieta di Bari con via Emanuele Mola ed è già polemica su stato della consegna dei lavori, sporcizia e sicurezza. Eggià, prima l’ascensore per disabili rotto il giorno dopo l’inaugurazione –fortunatamente rimesso in funzione quasi in tempo reale…) ed ora, come testimonia la foto a corredo di questo articolo, l’intonaco sul muro perimetrale all’uscita di via Dieta di Bari già scrostato, che viene via a pezzi. Una vera delusione, per chi sperava in un’opera se non all’avanguardia rispetto a quelle che ci sono in altre città, almeno dignitosa. E non parliamo della sporcizia e dei rifiuti (bottigliette di plastica, cartacce e contenitori in plastica in particolare…) che hanno già invaso scale e sottopasso e che come minimo testimoniano –oltre all’inciviltà di troppi cittadini, giovani e vecchi…- la carenza di operatori ecologici comandati a ripulire quell’area vicina al centro. E non parliamo della sicurezza, visto che ci troviamo, tra via Dieta di Bari e via Emanuele Mola, vicino alla Stazione Centrale, anche se in una zona più nascosta ad occhi indiscreti e per questo facile preda di teppistelli e topini. Del resto si sa, la Città di Bari dispone di altri frequentatissimi sottopassi: uno all’altezza di Parco Perotti, l’altro in prossimità dell’Istituto Marconi, in corrispondenza dell’abolito passaggio a livello fra le vie Oberdan e Sonnino. Nonostante la sorveglianza remota (telecamere in funzione h 24), anche là sotto i vandali la fanno da padroni. C’è persino chi quei corridoi li percorre in motoretta. Appena si fa sera, la gente li diserta lasciandoli alla mercé di baby gang e balordi, preferendo scarpinare per trecento metri in più e raggiungere il più affidabile sovrappasso pedonale che da viale Imperatore Traiano porta a viale Japigia. Il conto dei sottopassaggi pedonali del capoluogo non è finito. C’è anche quello che costeggia il sottopassaggio automobilistico via Brigata Bari – viale Pasteur. Un’altra trappola per topi, per certi versi il peggiore e più pericoloso di Bari, secondo molti. Infatti, in realtà, questo budello impraticabile per un claustrofobico, lungo duecento metri, perennemente buio per via di malfunzionante sistema di illuminazione e sospeso a sette metri d’altezza rispetto al piano stradale non consente scampo al passante (nessun automobilista può far caso a cosa avviene lassù malgrado le ampie vetrate pensate per difendere i pedoni dai gas di scarico). Per malviventi in coppia è un gioco incastrare qualcuno: in agguato agli opposti ingressi-uscite, i due compari lasciano entrare la vittima e si tengono in contatto col telefonino. Se non ci sono ostacoli, convergono. Povero passante, a che ti serve fare dietro-front appena vedi una brutta faccia? L’altro criminale ti ha già sbarrato la strada. Se non fai l’eroe e in tasca hai almeno cinquanta euro e un cellulare degno di questo nome puoi scansare un sacco di botte. Se invece il cammino è sicuro, il prezzo da pagare è la varietà dei miasmi (feci, orina, vomito, abiti sporchi abbandonati). E allora, è il caso di continuare a investire in una formula di collegamento pedonale rivelatasi insicura, dispendiosa e dai tempi di realizzazione lunghissimi quando invece con assai meno spesa e ben maggiore celerità si può superare la ferrovia con un ponticello? Si dirà, ma le bici e, soprattutto, le carrozzelle? Con rampe ad ‘esse’, salire non è impossibile, pedalando o spingendo un disabile. Certo, l’ascensore che il nuovo sottopasso promette è una bella comodità per i paraplegici, ma ecco il punto, chi ne avrà le chiavi? A Bari Centrale si fa prima ad affidarsi al buon cuore dei passanti per sollevare disabile e carrozzina piuttosto che a cercare l’incaricato. L’ultimo sottopasso costruito a Bari non promette niente di buono, per concludere, tra pericoli incombenti, sporcizia e intonaci cadenti a pochissimi giorni dall’inaugurazione…figurarsi tra due mesi!

 

Antonio De Luigi


Pubblicato il 13 Agosto 2015

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