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Spaccatura sulle comunali di Bari: il Pd barese perde pezzi

Alcuni dirigenti cittadini lasciano il partito di Elly Schlein. Non hanno condiviso la candidatura a sindaco di Vito Leccese e si schierano con Michele Laforgia, appoggiato da M5S, Socialisti, Si, + Europa e Convenzione

La spaccatura del campo largo dei progressisti alle comunali di Bari rischia di sfaldare il partito cittadino di Elly Schlein. Infatti, nel capoluogo pugliese a non votare il Pd alle elezioni dell’8 e 9 giugno prossimi potrebbero non essere soltanto i tanti elettori dem che non hanno gradito la scelta effettuata dall’Assemblea cittadina del partito di spaccare il centrosinistra pur di sostenere a candidato sindaco il capo di Gabinetto del sindaco uscente, Vito Leccese, anziché preservare l’unità della coalizione insieme al M5S, Sinistra italiana, +Europa e Socialisti, che invece sostengono – come è noto – la candidatura a Primo cittadino del civico di centrosinistra Michele Laforgia, indicato sin da settembre dello scorso anno dall’associazione politico-culturale “La Giusta causa”, di cui lo stesso Laforgia è stato fondatore e presidente. Un nome, quello del noto penalista barese, fatto proprio dal gruppo di forze politiche e civiche riunitesi nella “Convenzione per Bari 2024” nel segno di un necessario ricambio e rinnovamento fisiologico all’interno del centrosinistra barese, dopo un ventennio consecutivo di governo cittadino da parte di una classe politica e dirigenziale che potrebbe aver esaurito la propria spinta propulsiva elettorale e che, tra l’altro, rischia di essere travolta da pesanti sospetti e scandali. Però, a non aver gradito il mancato sostegno a Laforgia e, quindi, alla rottura al primo turno dell’unità tra le forze progressiste, pare che non sia soltanto parte del tradizionale popolo barese dei dem, ma – come era già emerso all’interno dell’assemblea cittadina del Pd che ha incoronato il capo di Gabinetto del sindaco uscente, Decaro, a candidato ufficiale del partito. Una candidatura, questa, che – a detta di molti elettori baresi del Pd – non è neppure identitaria per i dem, considerato che Leccese non è mai stato iscritto al partito e che sin anche le sue origini politiche sono diverse da quelle di base del Partito democratico. Insomma, la candidatura a sindaco di Leccese non avrebbe altro significato che il tentativo per una cristallizzazione di potere che molti stessi elettori di centrosinistra potrebbero non confermare nelle urne. Ed a volere un effettivo ricambio di vertice nel centrosinistra barese (per altro necessario in una democrazia matura e seria e sia pure all’interno di una stessa coalizione politica) pare che ora siano anche alcuni “pezzi” importanti e rappresentativi del partito barese di Schlein. Infatti, L’ex segretaria della funzione pubblica della Cgil Puglia, Antonella Morga, e attuale coordinatrice dell’Osservatorio regionale sui neofascismi, ha deciso recentemente di lasciare il Pd di Bari e tra i motivi della rottura anche la decisione di voler sostenere l’avvocato Laforgia a candidato sindaco di Bari. “Con la presente – si legge nella lettera inviata da Morga al partito –
rassegno le mie dimissioni dalla assemblea cittadina del Pd di
Bari e dal direttivo del Municipio 2”, perché “ritengo di avere esaurito
le connessioni politiche, sociali e sentimentali che mi avevano
visto accogliere con disponibilità e responsabilità gli
incarichi suddetti”. “Incarichi – ha sottolineato Morga – accolti nell’entusiasmo e nellasperanza di vedere aprirsi un partito in preoccupante declino, incapace di costruire l’unità necessaria a contrastare le destre, che invece la elezione a segretaria di Elly Schlein
aveva riacceso”. “Purtroppo – ha aggiunto la ex dirigente cittadina dei dem – abbiamo dovuto prendere atto delle distanze tra quanto dichiarato e quanto palesato”. “L’aver poi, in coerenza con il mio/nostro pensiero e la conseguente visione politica, scelto di sostenere Michele Laforgia quale futuro sindaco della città e non il candidato civico scelto dal Pd –
ha concluso Morga – ha acuito e resa palese una distanza ed una
differenza che sono via via divenuti non più tollerabili”. Per la cronaca, facciamo presente che nei giorni scorsi hanno lasciato il partito anche il segretario di circolo del Municipio 2,Nicola Biancofiore, e la presidente del Pd Bari, Titti De Simone.

Continua il ping-pong tra la commissione parlamentare Antimafia e il presidente della Regione

Intanto sul fronte romano continua il ping-pong tra la commissione parlamentare Antimafia e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per l’audizione di quest’ultimo. Infatti, da notizie di agenzia, si apprende che la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo (Fdi), in una lettera inviata lo scorso 30 aprile al presidente della Emiliano, il quale aveva chiesto – come si ricorderà – uno slittamento per la sua audizione in Antimafia prevista per ieri, 2 maggio, gli ha comunicato: “Entrambi conosciamo le liturgie politiche e sappiamo che alla Conferenza dei presidenti delle Regioni si può mandare un delegato in propria vece”. “Quindi – ha rilevato Colosimo – prendo atto che semplicemente lei intende scegliere la data della sua audizione compatibilmente con le sue esigenze politiche”, per poi concludere: “Contrariamente a quanto afferma, lei non è, in realtà, disponibile ad essere audito dalla commissione parlamentare Antimafia. Infatti, come correttamente lei mi ha scritto, la stessa procede alle indagini con gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria e volendo con le stesse modalità”. Invece Emiliano, in una lettera di risposta inviata subito dopo alla presidente Colosimo ha replicato affermando: “Il mio diritto di partecipazione alla Conferenza delle regioni che si svolgerà lo stesso 2 maggio non è una ‘liturgia politica’ ma è un dovere istituzionale, a maggior ragione perché svolgo il ruolo di vice presidente della Conferenza delle regioni, il che vuol dire che in casi di impedimento del presidente Fedriga ho il diritto e dovere addirittura di presiedere tale importante consesso”. Nella stessa lettera Emiliano, rispondendo ancora a Colosimo, ha negato di voler di scegliere la data compatibilmente con le sue esigenze politiche, perciò ha scritto: “Le assicuro che, se questa fosse stata la mia volontà, mi sarei limitato a indicarle una data in cui ero disponibile ad essere audito anziché dirle che sono a disposizione della commissione dal 10 al 30 maggio in ogni momento”. In realtà, è possibile che il governatore pugliese abbia dichiarato la sua disponibilità ad essere audito dal 10 maggio in poi al fine di posticipare la sua audizione a dopo di quella del Procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, che – come si ricorderà – è anch’egli tra i nomi che la commissione Antimafia intende ascoltare su talune vicende accadute ultimamente in Puglia e in particolare a Bari e che potrebbero essere sintomo di criticità e di qualche inquinamento politico-istituzionale nella nostra regione. Comunque la commissione Antimafia ha accolto la richiesta di Emiliano sconvocando l’audizione prevista ieri ed ora si è in attesa di conoscere la nuova data per l’audizione del Presidente della Regione Puglia. Sempre che – ha esclamato ironicamente qualcuno – “altri appuntamenti politico-istituzionali, già fissati, del presidente Emiliano siano ‘compatibili’ con la nuova richiesta dell’Antimafia!”.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 3 Maggio 2024

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