Cultura e Spettacoli

Spigolature di fatti e misfatti (10)

 

Oggi, 13 febbraio 2018. Martedì grasso, quindi, se non erro, ultimo giorno di “carnevale”. Domani, i carnevalanti, della loro stupidità inconsapevoli, saranno invitati dai talari cattolici alla liturgia delle “ceneri”, per la quale tenteranno di emendarsi delle gozzoviglie, consumate (e permesse, giustificate dal potere sacro e profano) durante i rituali annuali carnacialeschi. Oggi il cielo è plumbeo e, intensamente, piovoso. Per una duplice fortuna. Piove e, quando piove, da ora innanzi bisognerà Dire che il tempo è bello, data la perdurante siccità che, da tempo, sta affiggendo molte zolle del pianeta. Piove, e, grazie al cielo, i “currus navalis” (etimo del “carnevale”) rimarranno chiusi negli antri, ove sono stati ornati di idiozie dai cartapestai, che potrebbero offrire migliore, più proficua, costruttiva destinazione alle loro mani. In una giornata ricca di liquida manna, come questa odierna, nella quale il potere intima, “d’antan”, alle plebi: ”Stop, la festa è finita”, IO M’Immagino che il cielo, stufo di osservare “currus navales, appunto, dispiegarsi per le vie del mondo, tra folle di idioti, sui quali languono schiavi (nella modernità rappresentati da pagliacci da bruciare), ai quali  è stato concesso dal potere di essere re per un giorno con la promessa che al tramonto del sole sarebbero stati,  mortalmente, sacrificati, si metta, incessantemente, a mingere, per impedire agli sgerri di coloro che, da sempre, possono ciò che vogliono di innalzare cartelli in cui si proclami: ”Semel in anno licet insanire sed nunc non licet in insania perseverare. Ad magnum laborem redite”.

 

Non vedo, mai, i programmi diffusi per il tubo catodico di mattina, che è dedicata agli impegni a cui ci costringe la necessità del sopravvivere. Quindi: andare in cerca del cibo; sbrigare faccende varie di piccola, ma fastidiosa burocrazia. Sennonché, stamane, 15 febbraio 2018, l’ansiosa attesa del prezioso idraulico (se tanti ragazzi, simil lo sfregiatore al volto della professoressa; simil il lacrimatore a causa di un rimprovero, che eccita i pugni e  i piedi del papy contro le costole e la schiena del vice preside; simil il tipo caratteriale che, inopinatamente, sferra un pugno in faccia alla professoressa, maternamente, intenta a calmarlo; ecc., ecc., ecc., fossero indirizzati ad essere i destinatari dei segreti, delle competenze di nobili mestieri che, in assenza di nuove, umane energie e risorse, rischierebbero, delittuosamente, di scomparire, non sarebbero destinati ai cancelli e con loro, probabilmente, i loro genitori, increduli di aver formato piccoli delinquenti, ai quali una scuola vile, pedagogicamente, materna, nell’accezione più becera, elargisce la “patente” di essere, indubitabilmente, tali), da giorni  invocato per sturare un lavandino ”in tilt”, MI ha coartato a “zoomare” le scemenze che, da mane a sera, gli editori, gli imprenditori massmediatici ci somministrano, servendosi di pseudointellettuali, di “colletti bianchi”, organici alle loro brame sesterziali, che non potrebbero essere soddisfatte, se non incretinendo fasce, ognora, più larghe del popolicchio italiettino, psicologicamente, addomesticato, incapace di porsi, criticamente, nei confronti dei lerci prodotti televisivi, di cui si cibano, incessantemente. Ebbene, cliccando, cliccando, M’imbatto in ”mattino 5”, condotto dalla eterea, classica, a prima vista, quando è in video, federica panicucci, “tamen”, se  colta in imprevisti “fuori onda”,   pronta a sfoderare, a dispiegare il suo non  inope repertorio di parolacce da scaricatrice di porto. Cioé, M’imbatto in un “talk show”  che si avvale dell’argomentare di wladimir luxuria, nata wladimiro guadagno da foggia, ormai, tuttologa ricercata per fare da capitana del coro, interprete delle aspirazioni, speranze, preoccupazioni della ”gggente”, come avviene nelle tragedie greche, antagoniste nei confronti di ciò che pensano e fanno i protagonisti di esse. “En passant”, quale bella fine ha fatto il “partito della rifondazione comunista”: il suo fondatore, fausto (???) bertinotti, simpatizzante non discreto di ”comunione e liberazione” e la “luxuria”, ex parlamentara (pretende tutto al femminile) di esso, che qualche pagnotta guadagna, meritatamente, in verità, facendo ospitate o partecipando ai programmi di ”mediaset”. Quando si riflette sul dove è andata a finire la “sinistra”, la risposta è: a ”destra”, dopo essersi tolta la maschera, perfino, socialdemocratica, praticamente, “a ummma, unmma”, indossata nello scorrere delle vicende storiche italiettine. Quale, pertanto, l’argomento in discussone nel ”talk? Quali i personaggi di cui si analizzavano i pensieri, i retropensieri, i contradditori comportamenti; insomma, chi cornificava chi? Per farla breve, gli ospiti del “talk”, tra i quali la, già, nomata luxuria, accorati, si domandavano: ”Come mai, il tronista francesco monte, mediaticamente, scaricato da cecilia rodriguez, impagabile sorella dell’altrettanto impagabile belen, per buttarsi tra le braccia di ignazio moser, si trovasse, beccato da staffelli di “striscia la notizia”, nei pressi della casa della sua ex compagna? Se lo scaricamento mediatico del buon francesco da parte di cecilia faceva parte del copione del “grande fratello”, non potevano essere considerati “cornuti” non francesco e tanto meno ignazio, per cui con la sonante moneta del berluska si concludeva che tutti avrebbero avuto diritto a vivere felici e contenti: i protagonisti del miserabile ”gossip” e coloro che di esso s’erano fatta una ragione,  magari, puntando, metaforicamente, lo sguardo lascivo e curioso, attraverso il buco della serratura, nell’alcova di cecilia in compagnia di uno dei due, di cui sopra, ché, secondo i loro valori morali,  il “trio” non ha cittadinanza nella sessualità del ”politicamente. corretto”, di cui sarebbero sagaci, puntuali seguaci e assertori.

Pietro Aretino, gia detto Avena Gaetano

 


Pubblicato il 20 Febbraio 2018

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