Cultura e Spettacoli

Spigolature di fatti e misfatti (20)

Pur se altri più importanti, gravi, drammatici problemi dovrebbero da ME essere considerati e, prioritariamente, analizzati, vorrei subito Rivolgere la mia Attenzione al mondo pallonaro italiettino: società, dirigenti, calciatori, allenatori (si fa per di dire), sistema mediatico. Ebbene, dopo gli incontri di calcio: roma 3 – barcellona 0 (con il passaggio della roma alla semifinale di

champion league contro il liverpool)  e  real madrid 1 – juventus 3 (con il passaggio del real madrid alla semifinale della “champion league” contro il manchester city), l’acriticissimo sistema mediatico italiettino, che si occupa di “sport” e, in particolare, di “calcio”, ammesso che si possa, ancora, parlare di “sport”, se al “calcio” ci riferiamo, ha intonato il peana al valore delle due squadre italiettine (si fa per dire, in quanto la roma schierava solo i mercenari italietini; de rossi e florenzi e la iuve solo i mercenari italiettini: buffon, chiellini e de sciglio) per aver strabattuto il calcio spagnolo, rappresentato dal real madrid (pieno, zeppo di mercenari della pelota non spagnoli) e il barcellona (similmente, implementato di mercenari non spagnoli). Insomma, 4 squadre di calcio europee: due, presuntamente, della nazione spagnola e due, presuntamene, della nazione italiettina, che nella competizione calcistica, in europa organizzata e giocata, tra mercenari provenienti da tutto il mondo, hanno messo in campo calciatori mercenari, in massima parte, non spagnoli le une, non italiani le altre. Allora, o pennivendoli della malora, di quale calcio spagnolo e di quale calcio italiettino state cianciando? Di quale sconfitta del calcio spagnolo e di quale risveglio, riscatto, rinascimento del calcio italiettino state scrivendo? “Tamen” vorrei Chiarire che IO non sono, assolutamente, “sciovinista”(dal francese: “chauvinisme”, dal nome di nicolas chauvin, un soldato dell’impero napoleonico, il cui nome fu utilizzato in”vaudevilles” e commedie, per rappresentare il tipo di patriota esaltato e fanatico. Una sottospecie del ”Miles Gloriosus” plautino), acceso sovranista. Ritengo, anzi, che il Mondo Appartiene a Tutti gli Uomini e Ciascun Uomo  dovrebbe potere “deambulare” per tutte le Zolle di Esso e Trovare Benessere, Felicità dove più Gli Aggrada. Tanto, però, in un Mondo che non c’è mai stato o che, almeno dall’infausta rivoluzione agricola, cioè a far data da migliaia e migliaia e migliaia di anni fa, non c’è più e, forse, non ci sarà mai più. Si deve, solo, Sperare che un’apocalisse di immani, mostruose proporzioni distrugga il mondo, da noi così e così formato, e che dalle ceneri di esso fiorisca un Uomo, non  marcio di mente, come lo sono stati milioni di uomini nel remotissimo passato e come lo siamo ciascuno di noi, presentemente. Comunque, a voler essere realisti, più dei pochi re, da qualche popolo, tuttora, mantenuti a sbafo con mogli e figli e nepoti, il Mondo è diviso in stati o nazioni che, per quanto riguarda il “calcio”, ma non solo, sono rappresentati dalle loro nazionali in varie competizioni calcistiche: continentali o mondiali. A questo punto del Discorso, impellente è la Domanda, che Pongo ai responsabili dei destini del “calcio” italiettino e della nazionale, che lo rappresenta: quali prospettive potrà più avere la nazionale di “calcio” italiettina, se nei campionati di “calcio” italiettini, specialmente nel massimo di/tra essi, i calciatori italiettini utilizzati sono, affatto, mosche bianche? Ogni squadra di serie “a” calcistica, “sed etiam” di serie”b”, è una internazionale di piedoni, provenienti dalle più lontane contrade del pianeta, ad esclusione delle contrade situate sulle o all’interno delle “itale sponde”. Una vieta, imbecille patologica esterofilia ha impestato e impesta i dirigenti delle squadre di “calcio” italiettine, sicché basti che un perfetto sconosciuto si chiami nenè, sissè, vincic, bukakosski, joao paulo, joao alberto, keità, diakitè, i tappeti verdi dei nostri scassatissimi stadi di “calcio” sono disponibilissimi ad essere da loro calpestati, mentre i nostri giovani calciatori poltriscono, se va bene per loro, in panchina, altrimenti non c’è altra via per loro che cambiare mestiere. E il lento, inesorabile declino della nostra nazionale di “calcio” è sotto gli occhi di tutti, se dal 2006, l’anno della vittoria, un po’ di culo, dei campionati del mondo, non vince più niente, sino all’onta dell’ esclusione dalla partecipazione a quelli che nel prossimo giugno si terranno in russia. Qualche parola d’indignazione mia, ma non solo mia, sulla volgarissima sceneggiata di buffon, propiziata (si fa per dire) dal calcio di rigore, dall’arbitro concesso in favore della squadra spagnola (ma con pochi calciatori spagnoli) nei minuti di recupero dell’incontro: real madrid – juve, valevole, come ho precedentemente Ricordato, per il passaggio alla semifinale della “champion league” 2018. Giustissima la decisione dell’arbitro, se pur presa agli “sgocciolissimi” dell’incontro,  in quanto benatia si scaraventò su ronaldo (??), depositatosi in una posizione favorevolissima per fare “goal”, come un autotreno senza freni e senza guidatore. Frasi indecenti da parte di buffon all’arbitro dell’incontro rivolte, sì che IO MI sono vergognato di essergli connazionale. Dove è finito lo “stile juve” “in un bidone di spazzatura”? Che se anche paravento di storici dubbi sulla buona condotta dei  dirigenti di essa nei riguardi della classe arbitrale, che soggiogavano e soggiogano, grazie alla strapotenza politica ed economica dei loro datori di lavoro, cioè gli agnelli, era simpatico, a dir poco, ammirare l’eleganza, la”fighezza”dell’ambiente juventino sul campo e fuori campo nelle “parole, nelle azioni,  nelle omissioni”, perfino. Poi, sento l’urgenza, come un bisogno corporale, di rammendare a buffon che egli non poche volte ha approfittato delle vere o presunte distrazioni arbitrali, per  dare manate a palloni che avevano, ampiamente, oltrepassato la linea bianca della sua porta. Poi, buffon con chi se la prese e continua a prendersela? Rigore o non rigore, se nella partita con il real madrid a torino non si fosse fatto “uccellare”, per Dirla con Gianni Brera, come un portierino da squadretta parrocchiale, oggi, la juve, la sua juve, sarebbe in semifinale nella “champion league”. Ma buffon è l’indiscutibile: sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista umano; è una specie di tabù per  i ”media” italiettini!Se sbaglia e, spesso, sbaglia, silenzio di tomba su di lui; se, per caso, accalappia qualche palla, è il migliore portiere di tutti i tempi, in coro, quelli che tentano di scrivere qualcosa sulla carta igienica. Ho, appena, testé detto, di benatià, carro armato, quasi. Non si può più vedere una serena partita di ”calcio”: la violenza scorre, fuori campo, ove gli spalti sono diventati  gli sfogatoi delle frustrazioni di individui, ai quali il potere tollera che “semel in septem diebus” su essi possano, delinquenzialmente, “insanire”; in campo, ove 22 mercenari, non per la maglia che indossano, ma per il vile, imbottito di euro, premio partita (ecco spiegata la furia “tipo iconoclastica” di buffon!), che loro spetterebbe, da contratto,  in caso di vittoria, si esibiscono non in gesti tecnici, atletici, ma criminali  (manate, pedate, gomitate, sgambettoni, pestate, sputi, ecc.ecc.), sì che  non v’è calciatore, impegnato in zone del mondo, ove scorrono molti sesterzi, che non abbia al suo attivo(???) gravi infortuni, ché, “miraggiando” di fare una vita da nababbo, interpreta il suo giocare al “calcio” come uno spezzare o farsi spezzare le gambe, pur di portare a casa un bel gruzzoletto di denari. Da disprezzare codesti bellimbusti più di giuda, che si contentò di soli trenta denari! Infine, vorrei dire agli “ultras”: state calmi che, se la squadra per cui dite di tenere vince una partita, non avete vinto voi. Conoscete  chi sono i vincitori, che si sono strapazzati, che si strapazzano, non per voi, non per la squadra, che voi avete amato da bambini, in quanto non vi hanno insegnato Altro da Amare, ma per la”barca” da acquistare e da mantenere; per vandalizzarsi il corpo con i costosissimi tatuaggi da galeotti, mentre a voi non resta altro che ritornarvene a casa con “le pive nel sacco” e con un senso di vuoto, del quale non sapete decrittare il perché e il come, nonostante la vittoria dei vostri falsi miti e, per Dirla con il grande Giacomo, ”diman tristezza e noia recheran l’ore al travaglio usato”, ammesso  che molti di voi ce l’abbiano il “travaglio”. Meditate, gente meditate che l’italietta sta rischiando di cadere nelle mani di due “nullafacenti”, di due universitari ”fuori corso”, un “simil ghisa” milanese e uno scugnizzo della periferia campana e ciò succede perché, disinteressandovene, vi siete illusi che, delegando il vostro destino, la vostra dignità, il vostro futuro a una banda di giovanotti in mutande, la vostra fattuale nullità sociale si sarebbe, per miracolo, risolta. Invece, l’avete, ulteriormente, stabilizzata.

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano


Pubblicato il 17 Aprile 2018

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