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Spigolature di fatti e misfatti (27)

Non sono credente,”tamen” volendoMI illudere di Operare qualcosa per i 16 ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 16 anni, intrappolati con il loro allenatore, di 26 anni, in una grotta thailandese, ho Fatto una Scommessa (Pari), al pari di Pascal, sulla sua Esistenza, DicendoMI che, se Dio Esiste, avrò Qualcuno al quale Chiedere la Salvezza dei fantoli ,di cui sopra; se non Esiste, non avrò perso niente, MI sarà,, anzi, stata data l’occasione, per qualche attimo, di Fare Riferimento a un’Entità  Etica, chissà, Ineludibile, al di sopra della Storia e della ideologie, che sono in Essa  state seminate. E ho, profondamente, Pregato il Dio Nato dai “Pensieri” del Filosofo Francese. Ora, MI è difficile capire, se è stato il Dio canonico, ufficiale delle grandi religioni monoteiste o è stato il Dio Pascaliano Misericordioso: una cosa è certa, mentre Sto Scrivendo, che i Soccorritori sono Riusciti a Fare Rivedere il Sole a 11 ragazzi, mentre gli altri 5 e il ventiseienne loro allenatore  saranno messi in salvo nelle prossime ore. Quando tutto si sarà, positivamente, concluso e si potrà proclamare: ”pericolo scampato”,i 16 ragazzi, dopo aver riabbracciato, più e più volte, i loro genitori, per giorni in pena per la loro sorte, che tutti davano, fatalmente,appesa a un filo, dovranno essere schierati con il loro allenatore in uno spiazzo e dal più Autorevole fra i loro genitori, munito di scarpe a punta, presi pubblicamente, a mo’ di Insegnamento  in favore dei loro coetanei di tutto il Pianeta “Terra”, a non metaforici calci in culo per la loro ingiustificabile irresponsabilità nell’avere eluso gli avvisi di pericolo, i divieti di avvicinare gli alluci, perfino, all’ingresso della grotta maledetta. Senza contare che per tutta la vita avranno essi il rimorso di essere stati la causa, sia pure indiretta, della morte di un giovane loro Soccorritore. Ho Parlato di ”ingiustificabile irresponsabilità” e So, già, che qualche animella pia sarebbe pronta a mandarMI all’inferno: per avere IO Suffragato l’inderogabile Necessità di Postare sul culo dei 16 ragazzi e del loro allenatore una cinquantina (razione doppia per il loro mèntore) di dolorosi calcioni, effettuati, “ut antea dixi”, con scarpe a punta;  per avere IO Messo “mbrechigl”(nella Lingua di bitonto: introdurre in una discussione, dibattito, con grave scandalo, qualcosa di insolito, di inusuale, di inaudito o osare di partecipare a una discussione, dibattito, senza averne diritto per la minore età o per altra motivazione sociale) la desueta “Paroletta Responsabilità”. “Al che”, “statim”, cenni di disapprovazione da parte dei “radical chic”, dei ”politicamente corretti”, dei “perdonisti, comunque”, dei “sostenitori di una ‘paideia auto,’”, cioè,  i fantoli non avrebbero bisogno di alcun Insegnamento, Raccomandazione, Avvertimento Captato: dalle grandi Menti, che nel passato e nel loro presente hanno Onorato l’umanità; che Sono Stati di essa, immeritevole, il fiore all’occhiello; o , più modestamente, da qualche loro parente con severi attributi  (in verità, oggi “animalia” in estinzione!) in  grado di Iniettare nella loro immatura zucca qualche Comandamento di rilevante Importanza, Efficacia per la loro e l’Altrui Salute,”sed”, l’insegnamento, la raccomandazione, l’avvertimento dovrebbe, in automatico (oggi,”ita dicitur”), sortire dalla eventualità, se non dalla certezza, che i ragazzi, data la loro scarsa avvedutezza nell’impatto con situazioni a loro sconosciute, con le quali, pur, decidono di confrontarsi, si possano rompere l’osso del collo, sì che dal collo penzolante ricaverebbero il monito  per il loro, già, precario futuro di non ripetere avventure che hanno loro causato greve  e grave sofferenza, non disgiunta da qualche irreversibile fisica menomazione.”Ma come, MI rimbrotta il branco dei testé nomati (Ahimè, ero sul punto di Scrivere  menomati!), Ti Avvali dell’ ‘Etica della Responsabilità’, per stimmatizzare l’irresponsabilità di poveri cocchi, che a 11, 16, 26 anni non hanno, ancora, avuto il tempo, l’opportunità di sentirLa Pronunciata la Parola Responsabilità”? “Al che” (e’ una tecnica raffinata dei meridionali”loquenti”, altrettanto raffinati, di continuare un racconto. Alla fine di esso, uno o qualcuno avrebbe diritto al rimborso di  tanti euro, quanti “Al che” sarebbe stato costretto a certificare, dopo aver in esso peregrinato) IO MI Vedo Forzato  a Rispondere ai coristi che “Responsabilità”deriva dal verbo Latino:”respondeo”, replicare, ribattere. “Responsabilità”, quindi, è la Risposta Razionale all’”objet”, a ciò che ci sta di fronte, che può essere: una situazione di grave pericolo o di beata Positività;   il destino altrui o della società in cui viviamo, che potrebbe dipendere dalle nostre decisioni, dai nostri atteggiamenti, comportamenti. Ad esempio, in una democrazia, come la nostra, il nostro Comportamento Responsabile Si Manifesterà nel nostro Essere: “Elettori Attivi” nell’Impegno Politico, Scegliendo con disinteressato Acume per il nostro e Comune Bene i Candidati che, secondo il nostro Libero, ché Responsabile, Giudizio Potranno con Profitto Agire per la Crescita economica, culturale, politica della Comunità, ai cui Vertici sono stati Eletti, anche con il nostro Ragionato Voto; “Elettori Passivi”, se con la nostra Civile e Professionale Autorevolezza, responsabilmente, solidarmente, Messa a Disposizione della comune Prosperità, ci Meriteremo i Suffragi dei nostri Concittadini che, altrettanto responsabilmente, Risponderanno ai nostri Inviti a Collaborare con noi per Realizzare i Programmi che noi per tempo avremo reso Pubblici, per un’ approfondita loro Riflessione su di Essi. Inoltre, la “Responsabilità” è Propedeutica, Preparatoria, Introduttiva, Preliminare alla Libertà. Si E’ Liberi, solo se Si E’ Responsabili, in quanto Si E’ Liberi dal non creare il male (i “cattivi”, per i primi cristiani, erano i “diabuli captivi”, i prigionieri del diavolo), non Essendo la “Libertà Responsabile” in grado di fornirci una duplicità di scelte. Semmai, il nostro Libero Arbitrio Potremo EsercitarLo, Scegliendo di Fondare, giorno dopo giorno, la nostra Responsabilità, ma, una volta di Essa in Possesso, non potremo Realizzare che il Bene. Non esiste nella nostra breve Vita un momento, un anno, una stagione in cui potremo Definirci Responsabili. Magari, nelle formali astrazioni giuridiche sono previste, non si sa quanto, scientificamente, valide, scansioni di età che ci vietano o ci abilitano di/ ad agire con capacità responsabile di intendere e di volere. In ogni caso, se vogliamo Edificare il Futuro di un infante, Improntato all’Etica, cioè, alla Condotta Orientata al Bene dalla Scienza, dalla Razionalità, dovremo a Abituarlo ad Usare li Raziocinio nel Rispondere, superando l’istintualità dell’”animal”,  al dramma dell’esistenza, e con uguale Raziocinio a Frenare l’innata umana arroganza estrema nello sfidare la Natura. E’, pure,  vero che l’Ulisse di Dante  non Tralascia di Ricordare ai suoi Compagni, ormai vecchi, di non essere stati fatti “a viver come bruti, ma per seguire virtude e canoscenza”. “Canoscenza di cosa? Del Mistero che Celava l’”Oltre le colonne d’Ercole” e si può Morire, da Eroi, per Tentare di Decrittare il Mistero di ciò che non si Conosce, ma è da stronzetti, da irresponsabili rischiare di morire, come hanno rischiato i putti thailandesi irresponsabili e il loro stronzo irresponsabile allenatore, disobbedendo a un “diktat” delle autorità che con cartelli in bella vista si pregiavano di avvertire gli stronzetti e lo stronzo che sarebbe stato pericoloso addentrarsi in una grotta, che le piogge monsoniche, già in atto, avrebbero potuto allagare, come è avvenuto. Vogliamo, allora, medagliare costoro o, per  Parafrasare Apollinaire, ognuno di noi, non cercando in se stesso ”il fanciullino miracoloso”, si  curi di immaginare di non  salutarli, quando tutti saranno usciti dalla grotta, non ”scartando con garbo gli avambracci /a mani aperte”, ma di prepararsi a riceverli, puntando le scarpe a punta sul loro dantesco “dove non v’è che luca”? Così tutti i Bambini , gli Adolescenti del Mondo sarebbero Sollecitati a Meditare che un comportamento di stupida presunzione, tracotanza, protervia verso ciò che è, scientemente, pericoloso,  potrebbe troncare la loro vita o la Vita di Coloro che Deliberassero di ImmolarSi ché essi, pur indegnamente, continuino a vivere a spese dell’Olocausto dei loro Soccorritori.

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

 

 

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