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Spigolature di fatti e misfatti (33)

D’accordo, e – grege michele serra, il m5s non è, affatto, di ”sinistra e tanto meno è una “cosa di sinistra” il “reddito di cittadinanza”, pescando gli euro per realizzarlo dal pozzo di san patrizio del “deficit”, incrementando  il pauroso, immane debito dell’erario pubblico a cifre indicibili e scaricando sulle generazioni future  le “inadempienze del presente”, come tu dici. La tua ricetta di “sinistra” sta nel fornire alla società italiettina e agli italiettini strutture, di cui soffrono essi la mancanza, “soprattutto, come tu dici, scuola e cultura”, stroncando l’evasione fiscale e “dirottando, come tu dici, verso le casse dello stato la neo- accumulazione del capitale concentrata oggi… nei colossi del wb e nei forzieri della finanza” IO, nel mio piccolissimo, aggiungerei, di non inserire nel bilancio del “miur” qualche milioncino, che lo stato spende, grazie, si fa per dire, all’uomo della provvidenza, così appellato dal papa pio XI, per stipendiare gli inutilissimi, per Crescita Culturale e Umana dei nostri giovani, insegnanti di religione cattolica. Poi,  incomincerei a problematizzare l’ovvia, per i senza cervello, necessità che l’italietta debba essere, dal punto di vista militare, ma non solo, una periferia dell’impero e, quindi, buttare al vento miliardi per rimanere inserita nella “nato” e permettere che molte zone della nostra penisola continuino ad essere  “enclave” degli ”states”, la nazione, militarmente, più attrezzata delle/fra le altre, compresa la nostra, imprigionate nell’organizzazione internazionale, di cui sopra. Inoltre, quanti miliardi abbiamo dilapidato e  dilapidiamo partecipando, al seguito degli “states”, a missioni militari, per fingere di democratizzare e pacificare molte regioni del pianeta in sofferenza per regimi, cruentemente, dispotici? Ma IO vorrei Concludere la mia Nota col ricordarti che l’italietta, dalla caduta di mussolini (non del fascismo ché, sottoculturalmente, la più parte del popolo italiettino è stato e rimane fascista)fino a pochi anni fa, ha avuto nell’agone politico il più grande partito comunista europeo, poi diventato “pds”, poi ”ds”, poi “pd” che, o  inciuciando sottobanco con la “dc” o al governo o, cordialmente, tollerando   berlusconi e il berlusconismo (permettendo alle televisioni del cavaliere di rincretinire il 90% degli italiettini), ha sempre avuto voce o ha fatto pervenire la sua voce nella ”stanza dei bottoni”. Ebbene, perché ha lasciato  vuoto “quello spazio chiamato ”sinistra”? La Verità è che coloro che posavano il culo sulle sedie dei vari comitati centrali del “pci” e, poi, delle direzioni del “pds”, del “ds”, del ”pd” non avevano alcuna intenzione di agire,  come uomini di “sinistra”, in quanto dorotei piccolo borghesi con l’anima e il cuore e la mente a destra, vedi napolitano, veltroni, d’alema, bersani,ecc., ecc., ecc. Behh, e pretendi dallo scugnizzo di napoli, democattolico, “baciatore” incallito della teca di san gennaro, che faccia col suo movimento “cose di sinistra”, che la ”sinistra” ufficiale, istituzionalizzata non s’è mai sognata di fare in quasi un secolo di egemonia politica e culturale, i cui dispersi resti non fanno altro che rimpiangere, non le “cose di sinistra”, che non hanno fatto, ma le “cose di destra”, che avrebbero voluto durare a fare? Per non parlare, poi, della plebaglia proletaria, una volta  al seguito di essa e di essi, nelle ultime tornate elettorali plebiscitaria votante per salvini. E – grege, michele serra, tu parli di Scuola e di Cultura, di cui sarebbe indigente l’orda proletaria, di cui sopra. No, grazie all’imbonimento sotto culturale, ignominia delittuosa commessa dalle televisioni berlusconiane, che la secolare falsa sinistra non s’è, giammai, data pena di travagliare, essa, stupidamente, si sente solo indigente di titoli che, in modo menzognero, attestino peregrini percorsi di studio(???) e scende in piazza solo se è messo in discussione il suo posto di lavoro, per percepire l’obolo che serva ai suoi prodotti spermatozoici, non per Acquistare Qualcosa che Profumi di Cultura e di Bellezza, ma per inabissarsi nelle discoteche, che olezzano di droghe, per sballarsi i timpani ai concerti del tatuatissimo fedez, per osannare negli stadi la “juve”, la squadra di calcio dei padroni negrieri dei loro paterni produttori.

 

La Natura non è responsabile delle esondazioni di corsi d’acqua e, a volte, di rigagnoli. Gli uni e gli altri, al sud, sono, quasi sempre, in secca e, allora, dove si possono buttare i rifiuti? Ma semplice,”a gratis”, senza che trascorra troppo tempo nell’operazione di smaltimento di essi: nel letto dei fiumi, dei rigagnoli. Poi, siccome:” l’acq ca na n’è fat, ncil stej – ‘l’acqua che in terra non è caduta, in cielo sta”, arriva il momento che la nube, gravida di essa, di essa si sgrava e l’acqua felice si affretta a irrorare i campi sitibondi, per passare a una ospitata nel mare, pronto, dopo un notte d’amore, a rimandarla in cielo. Ma l’acqua, poverina, in cielo, mai più, ritornerà, ché gli uomini, irresponsabili, usi a disfarsi, disordinatamente,  delle loro gozzoviglie, il transito agevole le impediranno per le  strade e autostrade(metaforicamente parlando) dove essa, solitamente scorre, costeggiando, feconda e faconda, ”, ad esempio, “comunità” di verdeggianti, carichi di Speranze,, ulivi. Sorpresa, quindi, da montagne di tutto ciò che l’uomo nella sua meschinità le oppone; da barriere di cemento, di cui sono fatte le sue abusive alcove, l’acqua, suo malgrado, si disperde, tumultuosamente, disordinatamente, per ogni dove, somministrando, senza volerlo minimamente, disastri, sofferenza, dolore, morte all’uomo,, a cui, invece, avrebbe voluto, vorrebbe, sempre, donare il pane, tanto pane, collaborando con lui, ché la “Terra”, Mater e Alma, lo ripagasse, lo ripaghi della sua fatica e dei suoi sforzi. “L’acqua, MI Disse, una volta, un mio Nipotino di 10 anni, Commentando un’alluvione che, per poco, aveva scansato la villetta genitoriale a mare, deve andare in mare”. MI sembrò che il Fanciullo avesse detto una cosa ovvia. Di contro, Ripensandoci, nell’italietta con la plebaglia, che si ritrova, come popolo, non, è affatto, cosa ovvia.

 

Attenti, o Amici ”Facebookiani”, serpeggia tra i loquenti coristi l’espressione renziana: ”Ce ne faremo una ragione”, che, tradotta in prosa, vorrebbe dire: ”Di voi, di tutti ci sbatteremo tutte le nostre adorate intimità”. Ovviamente, renzi usava il”plurale majestatis” ché, innalzato ai vertici dello stato italiettino dai senza testa, non avendo anch’egli testa sul collo, si sbatteva la testa ”sine cerebro” e cieca in suo possesso, situata nelle zone, cattolicamente peccaminose, del suo ”soma”, quando qualcuno osava (a tanto pericolo si pervenne nella brevissima stagione renziana) da lui dissentire. Pertanto, Amici, se potete, se riuscite a tenere lontano il fascino del coro, evitate di usare l’espressione renziana, di cui sopra, ché l’acredine renziana, per essere egli, ormai, nella polvere dagli altari, in essa, da lui inoculata (lui, pronome elitario durante il ventennio sfoggiato dai parlanti, per riferirsi a LUI) e da voi respirata, potrebbe infettarvi e causarvi gravi danni cardiaci.

 

A volte MI Domando: ”Ma la moltitudine (le eccezioni sono rare) di giovani, di adolescenti (maschi e femmine) che, di notte e oltre, sciamano per le città, vocianti, schiamazzanti, hanno, poi, la forza e l’intelletto fresco, per affrontare ore di scuola o di lavoro (se vanno a bottega), a meno che non siano nullafacenti con il cervello o con le mani?”. E i genitori cosa fanno? Aspettano che  rientrino in casa i loro fantoli, giocando a “scopone”, o si danno nelle braccia di morfeo, del tutto disinteressati della sorte, dei pericoli, a cui i loro parti potrebbero esporsi o essere da altri esposti? E’, certamente, il comportamento degli attuali genitori un regressione alla pura e semplice animalità. Teneri, apprensivi, preoccupati, finché i piccoli a loro non sembrino autosufficienti, gelosi se qualcuno osi toccarli. Quando, invece, gli infanti riescono a snocciolare qualche parolina, a smaltire i loro bisogni primari: mangiare, bere, fare la cacca, la pipì, deambulare, senza il girello, papy e mamy  si ritengono dispensati dal curarsi del destino di essi. Non si comportano, medesimamente, le cagne, ad esempio, con i loro cuccioli? “Noi abbiamo fiducia nei nostri figli e li lasciamo liberi”, è lo sciacquio della coscienza di/alla moda, recitato, all’unisono, da parte di codesti maggiori. La risposta è perentoria: ”La Fiducia non è una cambiale in bianco; la Libertà Si Fonda sulla Responsabilità, che non è innata, ma una Conquista dell’Uomo “in Fieri”.

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

 

 

 

 

 

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