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Spigolature di fatti e misfatti (44)

Spintoni, risse, tra mamme alla recita di natale in una scuoletta di gela in provincia di caltanisetta. Le matriarche, con l’intervento postumo dei patriarchi, si sono scontrate per  occupare il posto migliore per  girare filmini. Commento: se le scuolette italiettine, di ogni ordine e grado, più che di “zecchini d’oro” si facessero “pro iuvenibus” promotrici e produttrici di preziose competenze, relative all’area, alla stagione dell’ ”obbligo” o a quella della secondaria superiore e al corso di studi scelti dai “ non studenti”, ormai, non avremmo le inquietanti notizie di siffatte incivili, diseducative sceneggiate, in quanto ai genitori di oggi non interessa l’ESSERE UOMINI e CITTADINI PREPARATI, COMPETENTI dei loro figli, ”sed” lo squallido apparire di essi, quale che sia il “video” che riprenda il loro faccino di futuri ebeti utili, come loro sono e saranno”usque ad mortem”, ai furbacchioni di domani che, all’interno di masse irresponsabili e inconsapevoli, faranno strame delle loro irripetibili, precipue individualità, rendendoli sudditi e proni a qualsiasi illecito malaffare dei futuri “ras” politici. Un sondaggio “Istat”, in questi giorni Pubblicato, ha Rilevato che, nonostante tra la maggioranza dei genitori e dei figli italiettini ci sia, a vantaggio dei figli (???????), una latina differenza dei tempi di scolarizzazione, il grado di istruzione è uguale tra genitori e figli, se non a vantaggio dei genitori, anche, quando i figli  si sono, ingiustamente, falsamente,”allorati” di diplomi e, addirittura, di titoli accademici. Si spiega così la stasi, la calma piatta sociale. Infatti, non coltivando altro sogno che quello  di fare sesterzi, tirando calci a un pallone, se maschi, se femmine, di calcare le pedane per modelle, non c’è da parte dei nuovi virgulti delle classi popolari la corsa, l’appetito, la fame, la sollecitazione all’Acquisizione di quegli Strumenti Culturali, da sempre, nella “capoccia” dei componenti delle classi egemoni. Per cui l’unica ambizione nel frequentare scuole o università dei virgulti, di cui sopra, è quella di rubacchiare un diplomino o una laureaetta, senza, minimamente, preoccuparsi che quel fatidico pezzo di carta straccia, inservibile, perfino, per usi igienici, sia Nobilitato da una Preparazione non solo del livello, della qualità di quelli in possesso dei “figli di papà”, ma, indiscutibilmente, necessariamente, di un livello, di un qualità superiori, ché essendo l’italietta, la culla del nepotismo, appreso dall’interno delle mura vaticane (papi, cardinali, monsignori fiorivano, ognora, dalle famiglie benedette dal dio denaro), se ai “figli di papà”, come Afferma Brecht, basta lo “status” sociale di “figli di papà”, per essere certi di Ascendere ai Vertici della Scala Sociale, alle nuove generazioni delle classi popolari, per solo Sperare di Agguantare l’Ascensore Sociale,  è inderogabile, non negoziabile una Nerboruta Preparazione Interdisciplinare e Maroni Gonfi di Rabbia, ché Spazzino via tutti gli ostacoli che si frappongano alla Realizzazione di Progetti di Nuovi, più Giusti Rapporti e Relazioni Interpersonali in una Società più, razionalmente,  (DIS)umana, rispetto a quella umana, di cruenta, feroce irrazionalità connotata contro Natura. Se tanto E’VERO, o genitori proletari, piccolo borghesi, svegliatevi ché, a volte, MI Viene il Dubbio che voi non vogliate bene ai vostri figli, se vi accontentate che crescano e diventino adulti come voi: pecore aduse al cibo e al sesso, condizione animale Percepita non da ME, ma da un Filosofo di oltre duemila anni fa,nato a Ierapoli in Frigia. Si Chiamava Epitteto.

 

Siamo Sollecitati a Elevare gli occhi al Cielo, ché gli astri non hanno veli, Scrive l’Imperatore Romano Marc’Aurelio nei “ Colloqui con se stesso”. Come l’IO dei POETI e la PAROLA.

 

Ahimè, sullo scranno più alto della camera dei deputati italiettini il culo posa  un tal “fico”, dal vissuto civile e politico sotto l’”egidia”(ovviamente, l’ ”egida”, per i non molti Italiani che Conoscono un Cincinnino del Materno Idioma) dell’ignoranza. Nonostante il declino culturale del popolicchio italiettino, testimoniato dai non pochi ominicchi, che esso invia a rappresentarlo nelle elettive due camere istituzionali, senza sciacquarsi la bocca,  i propropro”nepoti della lupa”capitolina hanno l’ardire di considerarsi connazionali di Dante. Quando, invece, codesti  falsari, con  consapevole Disamina del loro “foro interiore”,  decideranno di vergognarsi della loro incipiente regressione alla nuda, mortale animalità?

 

E venne il dì in cui di maio si vantò: ”Abbiamo abolito la povertà”. “Statim”, salvini, per “par condicio”, a lui replicò: “Fra qualche mese o fra qualche anno cancelleremo la mafia”. Due ex nullafacenti, l’uno da san gennaro miracolato e, pertanto, sollecito nel baciare la teca, nella quale è custodito il sangue del santo; l’altro da padre pio, la cui effigie, nonostante il pio  sia un santo terrone, nel clima di nazionalizzazione della lega, non più bossianamente “nord”,viene, non nascostamente, custodita nella tasca sinistra, quella  del cuore dirimpettaia, del padano tribuno, che tanto piace agli ultimi, ché sa tanto parlare alla loro pancia, dalla quale hanno, il 4 marzo 2018, evacuato e nella primavera 2019, evacueranno voti “pro salviniana domo”. Gli ultimi  sono fatti così, ad onta delle bastonature degli sgherri dei padroni, se qualcuno di essi fa  una lieve lisciatina alla loro pancia, non perdono tempo a  farsi zerbini degli sgherri e dei loro mandanti, che, poi, sono gli sfruttatori degli sgherri e degli ultimi. Ahimè, come sono complicati i discorsi sociologici, quando li si deve sciorinare; sarebbe tanto più facile, se tutti fossimo più attenti alle irrazionali dinamiche sociali, che sono più spedite nell’ intorcigliarsi, che nell’ essere raccontate o descritte. Perché, dunque, miracolati i due ex nullafacenti? O miei cari 25 Lettori,  vi pare poco che essi, senza arte né parte, siano entrambi diventati  l’uno ministro del lavoro e dello sviluppo economico e l’altro ministro dell’interno, ché capi di due fazioni, provvisoriamente,  opulente di suffragi elettorali in loro favore? “Tamen”, per le sgrammaticature contenutistiche del loro logorroicare, è solare che essi non sappiano ciò che grugniscono e ciò che fanno e devono fare o, altrimenti, che  siano convinti di parlare a un popolicchio di ebeti. Probabile la seconda ipotesi, dal momento che, se nell’italietta non ci fossero milioni di ebeti, codesti sgovernanti non dimorerebbero h24 nelle dorate “stanze dei bottoni” a decidere male del destino, anche, di coloro che non li hanno votati.

 

Sono le 21, 30 del 19 dicembre 2018, e poco fa la giornalista del ”Messaggero” di roma, marianna aprile, è incappata in un gravissimo strafalcione, partecipando alla trasmissione ”Otto e mezzo” della gruber sulla rete 7. Ecco, lo strafalcione: ”…asprissima battaglia”. Ai miei 25 Lettori il Conforto, che MI dovrebbero, per lo stato depressivo, in cui sono stato inabissato, nel riconstatare, ulteriormente, che siamo al”grado zero”, ovunque per l’italietta si distenda lo Sguardo in Cerca di un po’ di Sole. “Mamma, dammi il Sole”, è la vana Preghiera di Osvaldo negli “Spettri” di Ibsen.

 

Una Professoressa, mia Amica, MI Scrive: ”Riempire la “cartella” per il rientro a scuola era il mio rituale da bambina. Mi rende felice godere della stessa emozione, pur adesso che sono dall’altra parte”. IO, invece, pur essendo vicino all’Oltre la Vita, data la mia Età tarda, all’ albico risveglio, spesso, ho l’Impressione di Sentire la Voce di mio Padre che, alle sei  del mattino, MI privava delle lenzuola, MI rimetteva, letteralmente, in piedi, RipetendoMI la rituale Domanda: ”T si prparat la bug ?”. La “bug” nella Lingua bitontina è la “cartella”, dal Latino “Bulga”, Parola Usata da Orazio, quando Rimembrava i suoi trascorsi nella nativa venosa, dalla quale fu allontanato dal Padre, insofferente della vicinanza del Figlio con gli insulsi parti dei militi graduati romani, di stanza nella cittadina lucana, solo preoccupati, nel frequentare la scuola, di esibire le più belle ”bulgas”. Che Dire. la madri piccoloborghesi sono sempre incinte di polli e galline idioti, se è vero che, dopo duemila anni, le motivazioni per frequentare una scuola, non sono, assolutamente, cambiate, da parte del piccoloborghesume genitoriale e filiale. Per ritornare a ME STESSO, duplice è la mia attuale Commozione: nel Ricordare mio Padre e nel Constatare che i nostri  Maggiori, non rare volte, Usavano una Lingua Impastata, nobilmente, di Parole, di Termini, di intere Espressioni, Tratte dalle Lingue Classiche. Alla faccia del piccoloborghesume, che inconsapevole della Ricchezza dei Dialetti, bacchettano, si fa per dire, i loro pargoli, sbottando: “Non si parla in dialetto, ma in italiano”. Sì, l’italianetto di pippo baudo e del fu mike bongiorno, castrato e svuotato degli Apporti degli innumeri Parlanti, di cui Si Nutre, ineludibilmente, il Processo Storico di Formazione di una Lingua.

 

Il figlio di un mio ex insegnante dell’ex ginnasio inferiore, ora, ahimè, diventato scuola media unica, di cui Pasolini, invano, Si Augurò la irrevocabile chiusura, MI ha, gentilmente, inviato una foto in bianco e nero. Nella quale si vede un parapetto, due gambe accavallate (certamente, del mio cortese mittente),  due piedoni, vestiti di scarpacce slacciate, posati sul parapetto , di cui sopra e, infine, il mare fino all’orizzonte. Ovviamente, “statim” MI sono Premurato di Ringraziare l’Autore, per il Dono della sua Opera, non senza una lieve frecciatina di rimprovero per i suoi piedoni sul parapetto, di cui sopra. E, così, gli ho Scritto:  “Gentile figlio del mio ex insegnante, le sue ”pedità” hanno la medesima funzione della siepe del Leopardi che ”da tanta parte dell’ultimo orizzonte lo sguardo esclude”. Se esse non ci fossero, la foto sarebbe bellissima. E’, pure,Vero che lei potrebbe contestarMI che l’Arte, come la Storia, non tollera i “se” ei”ma”, in quanto tutto in Essa ha una sua Semantica Necessità. Però, a volte, il Dubbio non Sorge, ingiustificatamente.

 

Una breve Epistola, Destinata a un mio Ex Discepolo.”Caro, la mia più intima Aspirazione E’ stata, E’ quella di Trasformare i Prossimi, con i quali, volta a volta, ho Relazionato,  non Smetto di Relazionare, in Uomini e Donne che Fossero, che Siano in grado di Pensare, di Dire, di Fare ciò che non fosse, non sia, coralmente, ovvio. Ma, quando Analizzo ciò che pensi, ciò che dici, ciò che fai, dispero di Essere Riuscito a Operare il Miracolo. E. ora, che Sono Arrivato al Capolinea, dovrò rassegnarMi al fallimento. I prigioni dell’ovvio figli subentrano e subentreranno ai prigioni dell’ovvio padri, per fortuna, non per molto, ché, a causa loro, il Pianeta”Terra”, su cui compiono e compiranno i loro misfatti, sta morendo e con Esso, essi si estingueranno. MAGISTER, tuo malgrado.

 

A natale e capodanno, Leggo su “rai news. com” , 2018, oltre 16 milioni di italiettini in viaggio: + 8.9%. Quanti di costoro, pubblicamente, piangono miseria, nonostante abbiano la valigia,ognora, pronta, per godersi nelle più lussuose, anche esotiche, località turistiche i sesterzi, da essi, delittuosamente, sottratti all’erario statale, pur se, mai, smettono di lamentarsi degli improvvidi servizi, che lo stato italiettino fornisce ai Cittadini Onesti, anche, per colpa dei disonesti evasori, come loro? Quanti di codesti 16 milioni hanno, in passato, dichiarato, nel presente, dichiarato e, in futuro, certamente, dichiareranno di avere, sempre, lavorato in perdita, per cui si sono ridotti in mutande o sono, economicamente, arrivati alla frutta?

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

 

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