Spigolature di fatti e misfatti (53)
Cari miei 25 Lettori, l’”Incipit” delle mie odierne “Spigolature” è un fatto, purtroppo, triste, di non esaltante quotidianità, non raro nell’italietta attuale, il quale conferma, ove mai ce ne fosse stato bisogno, ove mai ce ne sia bisogno, lo scarsissimo interesse, che i genitori di oggi nutrono per il Sapere o per i Saperi, per l’Apprendimento di Essi e, in generale, per la Cultura. Sapere e Saperi, di cui la Scuola dell’obbligo dovrebbe agli adolescenti Fornire i primi rudimenti, i fondamentali, per Dirla nel gergo sportivo, che la Scuola Superiore dovrebbe, ulteriormente, Approfondire, che l’Università dovrebbe, definitivamente, Affinare. Se gli adolescenti, i giovani di oggi, senza generalizzare, sono quelli che la cronaca rosa e nera,”cotidie”, ci sbatte, dolorosamente, in faccia, behhh, essi dovrebbero volgere il loro cranio vuoto, senza generalizzare, verso i loro genitori e incolparli di non avere avuto, giammai, interesse a mettere in esso Qualcosa che Somigliasse, Somigli alla Bellezza, alla Verità, all’Arte, alla Poesia, all’Armonia della Grande Musica, alla Riflessione Filosofica, alle Asserzioni, comunque, Provvisorie della Scienza, alla Cultura, insomma, Florilegio di Umanità da Amare non per avere,”sed” per Essere. Ho molti Appunti da Rivolgere a mio padre, ma aveva della Cultura, pur avendo frequentato poco la Scuola, una Ieratica “Pietas”(Devozione), sì che, tutte le volte che MI Vedeva nullafacente, dal Punto di Vista Intellettuale, MI Riprendeva con toni perentori: ”Ce stej a fa, pig nu libr e lic (Cosa stai facendo, Prendi in Mano un Libro e Leggi)”. L’unica cosa che un genitore di oggi saprebbe, con forza, intimare al suo pargoli: “Ma, mio andrea (non so perché ha un certo “trend” codesto nome, sia per i novelli maschietti, che per le novelle femminucce), non mi mangi niente. Orsù, apri il frigo, ove c’è tanta roba, che ho comperato per te al supermercato (della Libreria la papy e il mamy non sono usi saltarNe la soglia, come si Dice nella Bellissima Sardegna)”. Ed è, finalmente, tanto premesso, giunto il momento di Raccontare il fatto o (non “piuttosto”, come direbbero, per “trend”, le papine e i mammini di oggi, al quale non potrebbero, non saprebbero, massificati, omogeneizzati, come sono, rinunciare, anche perché non sanno che l’uso di “piuttosto” nella coordinazione di sostantivi, di aggettivi, di verbi, di proposizioni, è, senza fallo, scorretto)il misfatto, che MI ha Addolorato, cartina di tornasole dello scadimento etico, culturale di una, disgraziatamente, ineludibile agenzia educativa, qual è la famiglia. Qualche giorno fa è stata intervistata, dal cronista di un canale televisivo la madre di un bambino di 8 anni, malato di leucemia e da essa guarito (Se il bambino è stato ricoverato, come MI pare di avere sentito, o capito o intuito, al”Bambin Gesù” di Roma, certamente l’Artefice della guarigione del piccolo paziente, di cui stiamo discorrendo, E’ Stato il mio ex Alunno, il Prof. Franco Locatelli). Comunque, la madre, in questione, non è balzata agli onori della cronaca televisiva per la guarigione di suo figlio, sebbene per la impossibilità del bambino, immunodepresso, di ritornare a scuola tra i suoi compagni, perché tra essi ci sono 5 scolaretti non vaccinati, i cui genitori, tra non pochi genitori, più prestatori di orecchie ai mestatori di fandonie e di stregonerie che ai Convincimenti degli Scienziati, si rifiutano di ascoltare le preghiere, gli inviti degli insegnanti della classe dei loro figli a farli vaccinare. Anche se non MI ha colto di sorpresa, né meravigliato (Essendo stato in “Cattedra” per 40 anni e Conosco, ormai, il pollame genitoriale italiettino), in ogni caso, Mi ha, profondamente, indignato, offeso la preoccupazione, Direi, l’angoscia, che la mammina esprimeva nel suo grugnire, ché il suo pargolo, impedito nella frequenza scolastica per i motivi testé esposti, non avrebbe potuto “giocare” con i suoi compagni di classe. Ripeto ciò che ella durante l’intervista televisiva ha più volte ribadito: a suo figlio, per la testardaggine dei genitori di alcuni suoi compagni di classe, sarebbe stato fatto il torto di non potere giocare con i suoi pari d’età. Non una parola di indicibile rammarico, da parte di codesta cattiva madre, che a suo figlio sarebbe stato, sarebbe precluso il Diritto allo Studio; il Diritto a Imparare le tabelline, le regoline di grammatica; a Curiosare tra/su qualche paginetta di Storia; a Immaginare di Navigare tra le onde di qualche italico rio (è pure vero, a parziale sua giustificazione, che la gentile signora, si fosse, si sia rassegnata alla constatazione, alla presa d’atto irrevocabile, che nella scuola italiettina, dal 1968 in poi, nella scuola dell’obbligo si gioca soltanto, mentre nelle superiori un giorno sì e l’altro pure i “non studenti” si ammutinano. Sola Immane, delirante sofferenza di una madre che suo figlio, non entrando in un istituto scolastico, fosse stato, sia derubato del piacere, non di Iniziare il Percorso, il Viatico allo Splendore della Cultura, che Forma l’Uomo e il Cittadino, sebbene dello stare, “ad aeternum” nella condizione di fetale inconsapevolezza, giocando e scherzando con l’analfabetismo e l’ignoranza. Ho, qualche rigo, appena, su, Lamentato che i ”non studenti” italiettini delle superiori un giorno sì e l’altro pure si ammutinano. Infatti, venerdì, 22 febbraio, come tutti i venerdì, dall’inizio dell’anno scolastico, hanno scovato tra i mali dell’italietta e del mondo un altro comodo pretesto, per rimanere ignoranti e impreparati, così come, fortemente, vogliono i”padroni del vapore”. Il pretesto di turno ha avuto come bersaglio la riforma dell’ ”esame di stato o di maturità”. I ”non studenti” nelle piazze delle maggiori città d’italia e, anche, dei borghi sperduti in cima alle alpi e agli appennini, hanno contestato al nuovo ministro leghista (che i diciottenni tra essi, per ignoranza della Storia o per ignoranza “tout court” ne, in maggioranza, voteranno il partito alle prossime elezioni europee di maggio) di aver loro comunicato in ritardo i contenuti della medesima; di non averli consultati; di non averli coinvolti nella elaborazione della medesima. ”Non siamo cavie, hanno essi gridato ai cieli, su cui sperimentare la validità, la buona riuscita di un tentativo riformatore”. Devo confessare che sono poco informato sulla riforma leghista dell’annuale diplomificio, maturificio con valutazioni al 90% false, che olezzano di elemosine da parte di commissioni, la cui unica preoccupazione è quella che il loro operato non dia adito a ricorsi ai ”Tar”, le cui sentenze, spesso, risultano, paternamente, favorevoli ai canditati ricorrenti per presunti danni alla loro immagine, diciamo. Inoltre, il diplomificio , il maturificio, di cui sopra, non è altro che la prosecuzione di un altro grave falso, che è l’ammessificio agli esami di ragazzi al 90% impreparati, da parte dei consigli delle classi terminali negli/degli innumeri istituti scolastici, si fa per dire, sparsi per la derelitta penisola.Gli ammutinati, intervistati da cronisti del tubo catodico, hanno insistito sul carattere, dolosamente, secondo loro, Nozionisitco del diplomificio, del maturificio riformato. E no, non cari “ non studenti”, voi bleffate o non vi è stato, giammai, Spiegato in cosa Consista una fiorente, poderosa Preparazione. Le Nozioni e il Nozionismo non sono parolacce. In Filosofia, la Nozione è qualsiasi Concetto o Idea Costituiti nell’Intelletto come Contenuto della Conoscenza. Nozione, Deriva dal Latino “Notione(m)”, che, a sua volta, Deriva da”Notus”, participio passato del verbo ”Noscere”, Conoscere, Sapere. Pertanto, quale Preparazione potrà, mai, esservi Distillata, o frequentatori di pub e discoteche, o notturni raminganti in branco, se poco o nulla Sapete e Conoscete, in quanto da oltre mezzo secolo, a far data dal 1968, la scuola italiettina non è più Scuola, ma un’area di parcheggio di carni massificate dai “media”, alle quali, giorno dopo giorno, sottraggono quella “Materia Grigia” che di esse farebbe non “maschere”, bensì Esseri Pensanti”? Certo, è indubitabile che, se Conosciamo e Sappiamo, se ci fermiamo al solo Sapere e Conoscere, non abbiamo fatto l’Uomo, in quanto Platone Avvertiva che il Sapere e il Conoscere, ché Diventino Filosofare, devono Essere Teleologizzati all’Etico Vantaggio dell’Uomo, non chiuso, egoisticamente, egoisticamente, in se stesso, ma Aperto alla Solidarietà con tutti gli Uomini della “Terra”. O fantoli, Foscolianamente, IO vi Esorto alla Storie; Ritornate nei vostri edifici scolastici; le scuole RifateLe in Scuole; in tal modo, avrete la Sublime Opportunità di Essere, veramente ”Zoon Politikon”, non esseri solo viventi e, magari, vegetanti, ma Esseri Viventi, Proiettati nella Solidale Socialità. Per Voi, Grazie a Voi Rifatti, l’avarizia, oggi, leghista sarà cacciata dalle “Agorà” Istituzionali, come la Moneta buona, scaccia quella cattiva.
Dal 1938 (anno del mio Oriente) al 2019 (anno del mio Occaso “in progress”), politicamente: da mussolini a salvini, cioè, dalle “leggi razziali” del primo all’ ”autonomia differenziata” del secondo. Follia, egoismo razziale, avarizia in entrambi. In mezzo o tra i due tanti giovani o meno giovani morti: le spedizioni punitive delle squadracce fasciste contro le sedi del partito socialista e dei sindacati, prima dell’ascesa del predappiano al potere; la seconda guerra mondiale;la “resistenza” con violenze ed eccidi da parte di tutti i protagonisti del conflitto tra fascisti e antifascisti; la strage di fascisti a dongo e la fucilazione di mussolini, senza processo; l’esibizione del corpo del duce e dei fascisti, trucidati a dongo, a piazzale loreto in milano; 50 anni di cattolicrazia corrotta e corruttrice; il berlusconismo; il renzismo; la rivoluzione (in senso astronomico) del salvinismo, nei fatti al potere con il 17% dei voti, grazie al ”porcellum”, come accadde a mussolini, che grazie alla “legge truffa” di acerbo, pur dopo due “flop” elettorali consecutivi, fu elevato ai fasti e nefasti di”palazzo venezia”.Similmente: a salvini la divisa da poliziotto e il “viminale”, da cui ostentare odio nei confronti dell’umanità più sfigata, solleticando il ventre razzista delle piccola borghesia e, perfino, del proletariato, ormai piccoloborghesizzato, italiettini. A pensarci bene, il movimento del corpo sociale, che parte da mussolini e arriva a salvini, ha per protagonisti due attorini, che hanno il finale dei loro cognomi in ”ini”. Non sarà per gli italiettini la maledizione del ”nomen omen” che, meritatamente, li colpisce, ancora? Basta porre mente alla marea di idioti che, qualche giorno fa, in una piazza di bari si accalcava plaudente alle falde del palco, su cui grugniva il capo leghista, attorniato dai suoi cortigiani scherani. I corsi e ricorsi storici. Le masse annusano, compiaciute, il fetore, che si spigiona dal carro del vincitore, e su di esso, “statim” si buttano a rotta di collo, salvo, poi, a sputarne il corpo massacrato, quando l’idolatrato vincitore, precipitevolissimevolmente, si accascia nella polvere di un destino per lui, inconsapevole, già segnato.
Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano
Pubblicato il 26 Febbraio 2019



