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Steppe dell’Alta Murgia

La prateria consiste in un’ampia superficie di terreno pianeggiante quasi del tutto priva di alberi, ricoperta di arbusti ed erbe la cui altezza – variabile in ragione delle precipitazioni – va dai due metri ai trenta centimetri. La prateria prende il nome di savana / veld, steppa o tundra a seconda che si collochi nell’areale subtropicale, continentale o polare. La steppa può assumere denominazioni differenti nei diversi continenti, ad esempio, pampa in Sudamerica, pustza in Ungheria. Nella fascia mediterranea si parla genericamente di prateria steppica. La prateria steppica mediterranea consiste in una formazione vegetale tipica dei leggeri pendii rupestri soleggiati, collocati al di sotto dei mille metri, caratterizzati da essenze erbacee, soprattutto graminacee cespitose, che sono piante tipiche delle regioni dove le precipitazioni sono scarse e dove estati calde e aride si alternano a inverni freddi e piovosi. Oltre che in Spagna e sul limitare del continente africano, praterie figurano anche nel nostro paese : in Sardegna (oasi delle Steppe Sarde, nel territorio di Sassari), in Sicilia, in Toscana (le Crete Senesi), in Campania (Altopiano del Formicoso) e in alcuni tratti della Puglia. Da noi la cosiddetta steppa mediterranea è presente lungo la fascia costiera del Salento, sul versante meridionale del Gargano e soprattutto all’interno del Parco dell’Alta Murgia. In quest’ultima area protetta il fenomeno ha conosciuto un processo anomalo, nel senso che l’elemento naturale è stato innescato dal fattore umano. In origine il territorio murgiano offriva tutt’altro aspetto. Tutt’altro che glabro, esso era ricoperto da fitte foreste e ampie distese di macchia mediterranea. Tanto manto vegetale, però, venne asportato nel tempo, inizialmente per strappare terreni da destinare al pascolo e all’agricoltura, in un secondo momento, cioè verso metà Ottocento, per recuperare legna da ardere, necessaria ad alimentare la nascente industria (importare carbone dai territori d’oltralpe sarebbe stato più costoso). Tali vuoti esposero ai venti il suolo, erodendolo sino farne una distesa pietrosa su cui potevano attecchire solo erbe basse. Al pari della flora (dominanti sono le graminacee tra le quali spuntano rare orchidee), anche la fauna di questo habitat contempla animali che in un lasso di tempo brevissimo per quelli che sono i tempi della natura si sono adattati alle particolari condizioni climatiche volgendole a proprio vantaggio. Le steppe di Puglia abbondano così di insetti, di una notevole varietà di rapaci diurni e notturni, e di quadrupedi di piccola taglia come volpi, donnole e faine (e da qualche anno pure pochi lupi e una quantità rovinosa di cinghiali). Quanto a rettili, sono comuni il colubro leopardino, il tritone italico e la testuggine di Hermann.

Italo Interesse

 

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