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Stoppato in II Commissione il ddl del M5s per regolare le nomine di competenza regionale

Per la seconda volta in due settimane, la votazione della proposta di legge del M5s sul meccanismo di nomine e designazioni di competenza della Regione Puglia subisce uno stop nella II Commissione consiliare, per mancanza del numero legale. E questo è ciò che accaduto ieri nel Palazzo regionale barese di via Gentile, dove la Commissione presieduta da Filippo Caracciolo (Pd) non ha potuto proseguire nell’esame e votazione del ddl depositato nel 2018 dal gruppo del M5S presso la presidenza del Consiglio regionale e ieri (ndr – per chi legge venerdì), a distanza di più di un anno, è stato incardinato in II Commissione l’esame dei vari articoli, per l’iter propedeutico al suo passaggio in Consiglio  ma, dopo l’approvazione dei primi 4 articoli, il numero legale è venuto meno e la sessione è stata sospesa con rinvio della discussione a data da stabilirsi. L’iniziativa legislativa, prima firmataria Antonella Laricchia del M5s, disciplina gli ambiti, i criteri e le procedure per l’effettuazione delle designazioni e delle nomine negli organi di amministrazione consultivi e di controllo degli enti controllati dalla Regione, negli altri enti e società partecipati, vigilati o finanziati dalla Regione Puglia, nonché degli organi collegiali operanti in sede tecnica o consultiva nelle materie di competenza regionale costituiti presso altre pubbliche amministrazioni o presso la Regione stessa. Già due settimane fa, sempre in II Commissione, il numero legale venne meno ad inizio della votazione. Quando si cerca di cambiare il sistema delle nomine regionali – ha commentato Laricchia – puntando sul merito e non sulla convenienza politica, la maggioranza si dilegua”, ricordando che “per la seconda volta in Commissione i consiglieri (ndr – di maggioranza) sono andati via mentre si votava la proposta di legge del M5S” con cui si vuole introdurre una nuova procedura più trasparente e meritocratica per la nomina e la designazione di incarichi di competenza regionale. “Per non parlare del Governo regionale che – ha ironizzato la prima firmataria del ddl – non si è neanche presentato”. “Un atteggiamento che purtroppo non ci stupisce – ha inoltre dichiarato Laricchia – viste le nomine di questi anni, fatte da Emiliano solo per allargare il suo consenso a destra, senza minimamente tener conto di merito e curriculum. Si vedano i casi di Simeone Di Cagno Abbrescia all’AqP e Francesco Spina a InnovaPuglia, per cui il governatore è anche indagato, solo per citare alcuni esempi”.Il testo del ddl avente ad oggetto: “Norme in materia di nomine e designazioni di competenza della Regione” prevede per le nomine di competenza del Consiglio regionale un passaggio preliminare dalla Commissione consiliare competente, per stabilire i requisiti della figura oggetto della nomina ed esaminare le candidature pervenute. I candidati ritenuti idonei sono poi valutati dal Consiglio. Invece, per le nomine di competenza della Giunta è previsto un parere preventivo obbligatorio della Commissione consiliare competente su una rosa di candidati. La Giunta nell’atto di nomina deve poi indicare se le osservazioni della Commissione siano state accolte e in caso contrario fornire le motivazioni del mancato accoglimento. “I tre consiglieri di maggioranza  presenti in commissione, oltre al presidente, – ha continuato a raccontare Laricchia- hanno iniziato ad alzarsi alla spicciolata fino a quando, arrivati all’art.4 è caduto il numero legale. A quel punto per evitare di mettere in imbarazzo i colleghi, i consiglieri di centrodestra, hanno chiesto di conoscere il parere della Giunta”. Quindi, “seduta finita – ha affermato ancora l’esponente pentastellata – e chissà quando sarà riconvocata la Commissione”. Però, “nel frattempo – ha evidenziato la prima proponente del ddl – si continuerà a fare le nomine come sempre fatto finora, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti i pugliesi e le aberranti intercettazioni che quotidianamente leggiamo sui giornali”. Per poi concludere: “Con buona pace di chi ha curriculum, ma non porta voti alla vecchia politica”.  Il presidente  della Commissione, invece, ha affermato che sarebbe importante, visto il tema trattato, la presenza del Governo (ndr – regionale) durante i lavori di esame del citato ddl, “perché – ha sottolineato Caracciolo – possa esprimere il proprio parere su una legge che mira a porre in essere paletti e controlli volti alla trasparenza nel conferimento di incarichi e nomine regionali”. Ma il Governo regionale sul tema evidentemente non è al momento interessato a far sentire la propria posizione. O, forse, meglio a non farsi porre alcuna limitazione al suo attuale potere di scelta praticamente discrezionale e, quindi, fiduciaria dei nomi da mettere in posti chiave di sottogoverno. Infatti, come è pensabile che un Presidente di Regione come Michele Emiliano possa spontaneamente concorrere ad un’autolimitazione del proprio ruolo di governatore, se già ora, senza i “paletti” che vorrebbero introdurre i “5 Stelle”, ha rischiato di “scivolare” proprio sulle nomine?  Ma questo è tutto un altro discorso.

 

Giuseppe Palella

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