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Strade chiuse per lavori, ma senza indicazione di percorsi alternativi

Nel Quinto Municipio Palese-Santo Spirito

Nel territorio del V Municipio di decentramento amministrativo barese non c’è solo un problema di carenza di parcheggi, di piste ciclabili inopportune per taluni contesti stradali, o di caos nella viabilità locale, ma spesso c’è anche superficialità e sciatteria da parte dell’Amministrazione cittadina nella regolamentazione del traffico locale, quando c’è la necessità di una chiusura temporanea di qualche tratto di via cittadina, per lavori od altro tipo di esigenza. Infatti, a Palese e Santo Spirito non di rado gli automobilisti si trovano in presenza di interruzioni stradali senza preavviso, o con chiusure senza una segnaletica che indichi la viabilità sostitutiva. E ciò è accaduto ultimamente nel “Municipio 5” anche per due importanti arterie cittadine e, in particolare, per un tratto di via Amedeo di Savoia a Palese e per un tratto del locale lungomare che, dall’incrocio con via Titolo, conduce a Santo Spirito. Entrambi questi tratti, tutt’ora interessati da interventi di scavo stradale, sono stati oggetto di interdizione totale o parziale al traffico, senza che sulle strade adiacenti che si collegano ad esse fossero stati collocati dei cartelli con indicazioni per segnalare percorsi alternativi, onde evitare di trovarsi in presenza di transenne e cartelli di interdizione al traffico veicolare collocati solo nel punto di chiusura del tratto stradale e, quindi, nella necessità di immettersi in un percorso obbligato che, se indicato preventivamente, poteva non essere scelto come tragitto, preferendo altra strada forse più facile o comoda da percorrere, a seconda della destinazione da raggiungere, sapendo che il tratto di strada che inizialmente si voleva percorrere era chiuso al traffico. Ma ciò che è accaduto ieri sul tratto di lungomare innanzi citato è ancora più assurdo e paradossale, stante a quanto lamentato da alcuni automobilisti che, avendo la necessità di raggiungere una delle abitazioni ubicate lungo quel tratto di lungomare o uno dei tre esercizi commerciali presenti lungo quel tratto di costa (un ristorante e due rivendite di prodotti ittici), si sono trovati difronte ad una transenna e ad un  cartello con la scritta “strada chiusa al traffico” posizionati al centro della carreggiata, proprio in corrispondenza dello storico “Titolo” che anticamente segnava il confine territoriale tra il Comune di Modugno e quello di Bitonto. Insomma, per poter recarsi nella zona costiera tra Palese e Santo Spirito, stante tale segnaletica, ieri mattina non era possibile per gli automobilisti percorrere il lungomare dal Titolo in direzione Santo Spirito. Altrettanto dalla parte opposta, in quanto da piazza San Francesco a Santo Spirito, da alcuni anni – come è noto – il tratto di lungomare che porta verso Palese, fino all’altezza della Torre che un tempo ospitava la locale caserma della Guardia di Finanza, è a senso unico di marcia ed è vietato proprio in direzione Palese. Percorsi alternativi? Praticamente nessuno, tranne uno, quello della traversa di via Cavaliere che da via Napoli si immette sul tratto di lungomare temporaneamente chiuso al traffico, che però è anche questo a senso unico e che è percorribile proprio un senso opposto a quello per immettersi sul lungomare. Quindi, in pratica per alcune ora la zona citata era raggiungibile solo in maniera irregolare, percorrendo contromano l’unica traversa esistete, via Cavaliere per l’appunto, che collega via Napoli a quel tratto di lungomare. E ciò che è paradossale che nessuna segnaletica era stata posizionata sia per indicare il percorso sostitutivo provvisorio e, soprattutto, per sospendete temporaneamente il senso unico di marcia nel tratto di via Cavaliere. Che dire, oltre agli improperi che non riportiamo, dei numerosi automobilisti inferociti che venivano indirizzati nei confronti degli sconosciuti responsabili di tale sciatteria urbana nella gestione della viabilità locale, se non il fatto che tal genere di inconvenienti sicuramente non si sarebbero verificati se Palese e Santo Spirito anziché dipendere fossero una realtà amministrativamente autonoma.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 20 Giugno 2024

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