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Strage ferroviaria sulla tratta Corato-Andria, udienza preliminare il 16 luglio

E’ stata fissata per il prossimo 16 luglio la data dell’udienza preliminare sulla strage Ferrotramviaria che vedrà gli imputati davanti al Gup del Tribunale di Trani – Angela Schiralli – a due anni di distanza dal terribile disastro ferroviario che causò 23 vittime e oltre 50 feriti. Il Tribunale tranese dovrà valutare le posizioni dei 19 indagati compresa la stessa società di trasporti. Dopo di che, a seguito dei rinvii a giudizio, potrà partire il processo che stabilirà le responsabilità penali di quanti furono responsabili dell’incidente. Le accuse formulate contro gli imputati, a vario titolo, sono: disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza e falso. Secondo la ricostruzione della Procura di Trani, la strage fu causata da un errore di comunicazione tra le due stazioni ma non solo, l’inchiesta ha accertato anche le responsabilità di coloro che avrebbero dovuto garantire una maggiore vigilanza e sicurezza. Ecco che nella lunga lista degli indagati, oltre al personale in servizio quel giorno – i due capistazione di Ferromtramviaria, Vito Piccarreta e  Alessio Porcelli, il capotreno Nicola Lorizzo e il dirigente del movimento Francesco Pistolato – ci sono anche il direttore generale del Ministero delle Infrastrutture Virginio Giambattista a capo della struttura ministeriale che si occupa dei Sistemi di Trasporto ad Impianti Fissi e il Trasporto Pubblico Locale, e un’altra dirigente Elena Molinaro, che secondo l’accusa non avrebbero adottato quei provvedimenti urgenti di messa in sicurezza della tratta come il SCMT (Sistema di Controllo Marcia Treni) e l’eliminazione dell’obsoleto blocco telefonico. Inoltre Ferrotramviaria è accusata di non aver investito i 664 mila euro sui lavori per il “blocco conta assi”, un ulteriore sistema di sicurezza per le tratte a binario unico. Le accuse formulate dal procuratore Antonio Di Maio e dai pm Michele Ruggiero, Alessandro Donato Pesce e Marcello Catalano riguardano anche i vertici di Ferrotramviaria – il Conte Enrico Maria Pasquini, sua sorella Gloria Pasquini, il direttore generale Massimo Nitti e il direttore di esercizio Michele Ronchi – ai quali viene contestato di non aver lavorato sul fronte della prevenzione, violando una serie di norme sulla sicurezza, fra direttive ministeriali ed europee, oltre al contratto di servizio con la Regione Puglia. <<Una strategia aziendale – scrivono i magistrati – finalizzata ad accrescere la produttività e quindi gli “utili ricavabili”. Venti situazioni critiche avvenute tra il 2003 e il 2015 – prosegue la tesi dei magistrati – avrebbero dovuto spingere gli amministratori a investire sull’adeguamento tecnologico. Invece, due mesi prima della strage, i soci si spartirono 2,5 milioni di euro di utili del bilancio 2015>>. Condotta che ha portato lo scorso 9 aprile al rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Un sospiro di sollievo per le famiglie delle vittime che da sempre hanno chiesto <<imputati e non indagati>>. Daniela Castellano – figlia di Enrico una delle 23 vittime – commentando la notizia dell’udienza preliminare afferma: <<Dopo 2 anni di dolore  e di rabbia si apre finalmente uno squarcio di luce in questa vita di buio in cui, noi familiari, siamo costretti a vivere, per colpa di una dirigenza menefreghista. E’ doveroso – prosegue – dare giustizia alle vittime perché ho notato con grande disappunto, che per molti dirigenti, è più semplice risarcire un morto anziché investire sulla sicurezza di tutti. Questo modus operandi deve cambiare e noi cittadini abbiamo il diritto di prendere un treno in piena sicurezza. Lo Stato deve vigilare e far rispettare le regole. Se lo avesse fatto prima del 12 luglio 2016 – conclude – si sarebbero risparmiati tanti morti, non ultimi i tre coinvolti nell’incidente di Pioltello>>. Anche Angela Cuzzi – mamma di Patty Carnimeo altra giovane vittima dell’incidente – si ritiene (per ora) soddisfatta della decisione della Procura di Trani: <<abbiamo appreso la notizia ieri sera- racconta- aspettavamo con ansia quella data. Sarà una battaglia lunga – prosegue – a due anni esatti dal giorno dei funerali di Stato. Questo è un primo passo verso la giustizia che meritano Patty e gli altri 22 angeli. Anche perché – conclude – da parte di Ferrotramviaria sembra che nulla sia cambiato: continuano a far compilare questionari ai viaggiatori esattamente come prima del disastro ferroviario… Ci sarà da lottare ma ne vedremo delle belle>>.  Anna Aloysi, sorella di Maria Aloysi deceduta nell’impatto tra i convogli, si associa all’appello degli altri familiari delle vittime: <<Vogliamo vedere finalmente i 19 indagati sul banco degli imputati, questo sarà il primo passo di una lunga e faticosa battaglia ma noi siamo pronti e non ci tireremo indietro>>.

Maria Giovanna Depalma

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