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Striscioni, parole come stracci

E’ tendenza ormai. Due si sposano, oppure operai si ritrovano senza lavoro e il parapetto di un viadotto si fa portavoce della gioia o dell’ansia vergata a colpi di pennello su una striscia di tela. Cose innocenti, perciò tollerabili. Non nel caso, però, si calpestino buon senso e buon gusto. E questo succede, purtroppo. L’ultima malefatta in tal senso risale a quattro giorni fa. Ignoti destinati a restare impuniti hanno esposto su un ponte della tangenziale di Bari all’altezza dello svincolo di Poggiofranco uno striscione il cui contenuto ha già fatto il giro del mondo : “Perché Astori e non Masiello?”. Il riferimento è al povero Davide Astori, lo sfortunato capitano della Fiorentina scomparso ad Udine quattro giorni fa, e ad Andrea Masiello, ex Bari ed ora in forza all’Atalanta. Un atleta, quest’ultimo, dai mezzi tecnici eccellenti ma spesso al centro di situazioni imbarazzanti e rimasto nella memoria collettiva per quello ‘strano’ e decisivo autogoal di cui si rese protagonista in un Bari-Lecce 0-2 del 15 maggio 2011. Il caso ha un sinistro precedente. Era il 20 dicembre 1987 e al Della Vittoria si giocava Bari-Lecce (la partita sarebbe poi finita 2-0 per i biancorossi con goal di De Trizio e Maiellaro). Una mezz’ora prima dell’inizio in curva nord appariva un vistoso striscione ancora a firma di ignoti (i suoi responsabili non vennero mai individuati, né forse cercati) su cui si leggeva : ‘Dio, perché Baretti e non Jurlano?… Già direttore generale di Tuttosport e, poi, della Lega Calcio, Pier Cesare Baretti era diventato presidente della Fiorentina nel 1986. Non fu una presidenza lunga la sua. Il 5 dicembre 1987, quindici giorni prima di quel Bari-Lecce  Baretti moriva in un incidente aereo. Aveva 48 anni. Franco Jurlano, invece, era in quel momento presidente in carica del Lecce. A Jurlano quel ‘simpatico’ augurio dovette portare bene giacché, oltre a morire nel suo letto a 79 anni, fu il più longevo presidente giallorosso con diciotto campionati, di cui una metà disputata nella massima divisione (e chissà quante volte la curva nord biancorossa ha invocato la morte di Antonio Matarrese nei suoi ventotto anni di presidenza al Bari…). Trentun’anni separano i due ‘gesti’, che si avvicinano nello spirito. Se gli esecutori non sono gli stessi, si può pensare a cattivi insegnamenti impartiti da padri a figli. Senza entrare nel merito della faccenda Masiello, a proposito della quale si è già espressa la Giustizia, certi striscioni restano avvilenti. Povera Fiorentina e povera Firenze, due volte innocenti ed altrettante volte tirate in ballo in modo pretestuoso e con gusto macabro. Ragazzate, direbbero alcuni, invocando il fatto che nel mondo del calcio esistono cose peggiori, come il doping e il calcio-scommesse. Ma tollerare cose come queste aiuta a creare il clima giusto per ripulire il mondo del calcio? – Nell’immagine, gli ultras del Borussia Dortmund

Italo Interesse

 

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