Cronaca

Studenti e ricercatori dell’Università di Bari presso Centri di ricerca e università cinesi

E’ partito il primo laboratorio congiunto, nel settore agricolo, sottoscritto dalla Caas con un’Istituzione italiana. L’accordo prevede la possibilità di accogliere studenti e ricercatori dell’Università di Bari presso i centri di ricerca e le Università cinesi, a fine di avviare progetti di ricerca congiunti su argomenti di rilevante importanza, tra le quali spiccano le problematiche fitosanitarie, la gestione agronomica di frutteti e vigneti, alla valorizzazione del germoplasma locale e molto altro ancora. Uno strumento da sempre sostenuto dal Governo italiano, al fine di favorire una maggiore cooperazione tra realtà differenti. Il 13 luglio scorso è stato dunque sottoscritto un accordo tra l’Università di Bari e l’Accademia cinese delle Scienze Agrarie, per l’attivazione di un laboratorio congiunto cino-italiano in Pomologia (studio degli alberi fruttiferi). Gli obiettivi principali riguardano l’applicazione di biotecnologie avanzate per curare le principali malattie che colpiscono diversi tipi di alberi; il recupero e la valorizzazione del germoplasma locale, mediante la creazione di nuove specie fruttifere; la formazione per mezzo di dottorati di ricerca e stage formativi e la divulgazione mediante seminari e convegni. “E’ un accordo frutto di una missione dei nostri colleghi in Cina e riguarda prevalentemente il mondo agricolo. Ma in futuro – ha spiegato Corrado Petrocelli, Rettore dell’Università di Bari – potrebbero esserci nuovi rapporti di collaborazione, riguardanti altri settori. Uno dei principali obiettivi dei laboratori congiunti è quello di permettere la libera circolazione ed il libero scambio di docenti e studenti”. Una cooperazione che permetterà di vincere numerose sfide inerenti l’alimentazione, l’energia e l’ambiente, ponendo in rilievo la vocazione internazionale “della nostra Università e la capacità di collaborare con colleghi stranieri. Si tratta di una cooperazione ad alta specializzazione, con grande attenzione rivolta alla sicurezza dei prodotti alimentari” ha proseguito il Rettore Petrocelli. Durante una missione svoltasi dall’8 al 14 settembre, una delegazione dell’Università di Bari, ha visitato i laboratori e le strutture sperimentali dell’istituto di pomologia della Cina, prendendo in esame tutte le problematiche riscontrate. “E’ partita un’attività operativa che potrebbe portare ad ulteriori progetti da avviare in un prossimo futuro, per mezzo di una maggiore implementazione della ricerca. L’importanza dei laboratori congiunti – ha poi spiegato il preside della Facoltà di Agraria di Bari, Vito Nicola Savino – è testimoniata anche dall’incontro che si terrà il 14 novembre presso l’ambasciata italiana di Pechino, durante il quale si sottolineerà la grande importanza di questa originale collaborazione scientifica”. E’ di qualche giorno fa la notizia secondo la quale, gli studenti del Sud Italia, in particolare quelli pugliesi, decidono di proseguire il ciclo di studi al Nord Italia o addirittura  all’estero. In questo contesto, appare di rilevante importanza quest’iniziativa, che mira anche a ridurre il crescente fenomeno della cosiddetta “fuga di cervelli”. “Sono convinto che questa potrebbe essere una buona opportunità per il nostro territorio – ha sostenuto il Rettore Petrocelli – poiché i nostri ragazzi, dopo aver appreso nuove tecniche ed aver arricchito il proprio bagaglio d’esperienza, torneranno qui per applicare e mettere in pratica quello che hanno imparato. Ma è importante offrire loro buone possibilità di lavoro, così da non spingerli all’emigrazione”. Significativa è l’esperienza del dottor Zhou Zongshan, presente all’incontro di ieri mattina, il quale ha vissuto per cinque anni in Italia, dove ha conseguito due master, uno di primo ed uno di secondo livello, per poi svolgere attività nei laboratori di agraria, con particolare attenzione allo studio della vite. Tre anni di dottorato di ricerca presso l’Università di Bari ed un rapporto di collaborazione che perdura ancora oggi. Il dottor Zhou Zongshan ha manifestato la speranza di poter proseguire con collaborazioni future, con l’obiettivo di sviluppare progetti di ricerca nazionali ed internazionali che abbiano delle ricadute positive su entrambe le realtà: cinese e italiana.

Nicole Cascione


Pubblicato il 6 Novembre 2012

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