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“Sugli scaffali più del 50% degli oli extravergine d’oliva è contraffatto”

Le associazioni rappresentative del comparto olivicolo ed oleario nazionale plaudono in modo unanime all’operazione “Oro giallo” che ha effettuato recentemente la Procura della Repubblica di Foggia, in collaborazione con altre importanti Autorità investigative, per smantellare un presunto sistema criminale che inquinava le tavole dei consumatori italiani ed europei e che irrimediabilmente danneggiava i mercati e l’economia agricola, in particolare pugliese, per l’importanza che la produzione del “vero” olio extra vergine di oliva di “qualità” riveste nell’economia pugliese. Infatti, tra le prime Organizzazioni a ringraziare per la brillante operazione di “pulizia commerciale” del mercato dell’extra vergine di oliva c’è il consorzio “Italia Olivicola” che, con il suo presidente nazionale Gennaro Sicolo, commentando l’operazione che ha visto emanare misure cautelari nei confronti di 24 persone accusate di aver  spacciato in Italia ed in Europa falso olio extravergine d’oliva, che in realtà era olio di semi di soia con l’aggiunta di clorofilla, ha ringraziato in primis, a nome dei produttori olivicoli italiani onesti, sia le Forze dell’Ordine sia i magistrati che hanno smantellato tale sistema criminale di frode commerciale. Ma “Italia Olivicola” è andata oltre. Infatti, Sicolo, dopo il ringraziamento, ha invitato ed incoraggiato le Autorità competenti ad andare oltre, affermando: “Alle Forze dell’Ordine e agli enti preposti ai controlli chiedo coraggio ed un’azione ancora più incisiva”. Ed è stato lo stesso Sicolo che, proseguendo, ha fatto presente che,  dopo la terribile annata olearia appena trascorsa, “sugli scaffali più della metà delle bottiglie contiene olio extravergine deodorato, frutto di sofisticazioni ed adulterazioni, sulla scia di quelle scoperte di recente, che avvengono soprattutto in Spagna e Tunisia e che irrimediabilmente attraverso alcuni importatori arrivano in Italia”. “Gli oli deodorati – ha spiegato inoltre il presidente del consorzio di Italia Olivicola –  vengono poi miscelati con oli italiani in piccola percentuale per donargli un po’ di sapore e raggiungere parametri chimici ed organolettici necessari per essere etichettati come extravergine ed essere venduti a prezzi stracciati e sottocosto (3-4 euro al litro), inquinando così i mercati ed anche la salute dei consumatori”, ricordando che “Italia Olivicola è l’unica organizzazione italiana costituitasi parte civile, e riconosciuta come tale dai magistrati, nel processo di Siena sul più grande scandalo oleario della storia italiana”. IlPresidente di “Italia Olivicola” ha in fine concluso facendo presente che il consorzio continuerà “la battaglia a tutela della grande qualità dell’olio extravergine d’oliva italiano e del lavoro dei produttori veri nel rispetto dei consumatori italiani e mondiale, ritenendo ormai“maturi i tempi, come sottolineato da anni, per una revisione complessiva dei parametri di classificazione dell’extravergine o per una denominazione di ‘Alta qualità’, sia attraverso l’abbassamento dei livelli di acidità sia attraverso l’innalzamento del numero di polifenoli ed altri componenti fondamentali che rendono l’olio extravergine d’oliva un alimento in grado di prevenire malattie cardiovascolari ed oncologiche”. Bene l’operazione “Oro giallo” dei Nas (Nucleo anti-sofisticazioni) di Foggia anche per Coldiretti-Puglia, che in un’apposita nota ha, tra l’altro, precisato che, senza interventi strutturali, l’Italia rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. Infatti, ha chiarito Coldiretti, con il crollo della produzione nazionale a crescere sono le importazioni dall’estero con aumenti record degli arrivi dalla Tunisia che fanno registrare un balzo in quantità di quasi il 150%, secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi dieci mesi del 2018. “Finalmente, tra l’altro, è caduto il segreto di Stato sui prodotti stranieri che arrivano in Italia ed è una opportunità determinante che va sfruttata appieno – ha affermato il presidente di Coldiretti-Puglia, Savino Muraglia – grazie allo storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati. Un risultato storico per la Coldiretti che ha sollecitato il pronunciamento, dopo la richiesta al Ministero della Salute, per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani, ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti”. Coldiretti-Puglia, inoltre, ha denunciato che oggi nella stragrande maggioranza delle confezioni serve la lente d’ingrandimento per leggere le minuscole scritte, poste spesso sul retro, quali “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari”, che sono obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva dal primo luglio 2009. Quindi,il consiglio di Coldiretti-Puglia per scegliere il “vero” olio extra vergine di oliva “Made in Italy” è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, facendo molta attenzione ai prodotti venduti a meno di 7-8 Euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione. Ed il suggerimento di Coldiretti agli ignari consumatori, oltre a quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, cioè olii in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane, è di acquistare possibilmente direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di “Campagna Amica” dove è possibile assaggiare l’olio extra vergine di oliva prima di comprarlo, in modo da riconoscerne le caratteristiche positive che contraddistinguono questo genere di prodotto. Infatti, è stata la stessa Coldiretti-Puglia che in premessa alla sua nota ha rilevato che sugli scaffali dei supermercati nel 2019 addio a 6 bottiglie di extravergine ‘Made in Italy’ su 10, per effetto del crollo in Puglia del 65% ed oltre della produzione di olive, che si è attestata su valori minimi degli ultimi 25 anni, con il rischio di un aumento esponenziale di frodi e speculazioni. Rischio puntualmente dimostrato dall’importante e significativa recente operazione coodinata dalla Procura foggiana che ha scoperto  il commercio di falso olio extra vergine di oliva spacciato per nazionale in Italia, ma anche all’estero. In definitiva, anche per il “vero” olio extra vergine di qualità miracoli sul prezzo non possono esserci, come per tutti gli altri settori commerciali e, in particolare, merceologici.

Giuseppe Palella

 

 

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