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Sulla destinazione dell’ex “Mitiladriatica” si spacca la maggioranza

Il consigliere Introna, Avs e i gruppi consigliari "laforgiani" hanno già chiesto il ritiro della delibera dell'assessore Petruzzelli

La delibera del 10 luglio scorso con cui l’Amministrazione cittadina, su proposta dell’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue economy Pietro Petruzzelli (Pd), ha deciso di ampliare le destinazioni d’uso ammissibili per l’ex impianto di stabulazione della società “Mitiladriatica” esistente sul lungomare Cristofo Colombo di Santo Spirito, ha spaccato la maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Virto Leccese.

Una spaccatura, per la verità, un po’ a scoppio ritardato, considerato che le forze politiche che criticato e contestato l’approvazione di detta delibera, hanno tutte dei rappresentanti in Giunta e, soprattutto, che la contestazione è avvenuta solo a seguito delle numerose proteste di tanti comuni cittadini, in particolare di Santo Spirito e Palese, che hanno manifestato il proprio disappunto contro la scelta dell’Amministrazione barese di favorire ed addirittura consolidare la cementazione della costa, anziché di procedere ad recupero delle aree costiere occupate da ruderi che finora non hanno sortito l’interesse di alcun privato ad utilizzarle in concessione, vista la mancata partecipazione ai ripetuti bandi di gara effettuati per questi. Infatti, nel caso della struttura della

ex “Mitiladriatica”, il Comune, vista le precedenti mancate manifestazioni d’interesse da parte di privati, sia per l’utilizzo a cui era adibita in precedenza che per attività turistico-ricreative a pagamento (spiaggia attrezzata, etc.) ha pensato di emanare un nuovo ed ulteriore bando in cui è prevista anche la possibilità di realizzare su quell’area degli alloggi di tipo temporaneo, vale a dire un “B&B” sul mare. Una decisione, questa, che – come chiarito nella stessa delibera – mira ad “aumentare le possibilità di collocazione del bene sul mercato” e che – come da dichiarazioni dello stesso assessore Petruzzelli successive alla delibera – provvedimenti analoghi avrebbero interessato anche gli altri ruderi della costa barese, che finora non hanno trovato interesse ad essere acquisiti da parte i operatori commerciali privati.

Sta di fatto, però, che le critiche, lo sconcerto ed i disappunti manifestato anche pubblicamente dai cittadini, ha “svegliato” l’attenzione di alcune forze politiche di maggioranza, nei confronti di un atto che conserverebbe uno sfruttamento privato della costa addirittura attraverso un cambio di destinazione d’uso di vecchie strutture risalenti agli anni ’40, ‘50 e ’60 del secolo scorso, con l’aggiunta di nuovo cemento e verosimilmente di ulteriori volumetrie indispensabili al diverso uso a cui il Comune le vorrebbe destinare.

Tra i primi a dire “No” alla delibera fatta approvare la scorsa settimana dall’assessore Petruzzelli ed a chiederne il ritiro è stato, nel corso dell’ultima seduta dell’Assemblea comunale,  il consigliere Pierluigi Introna (del gruppo “Leccese sindaco”), a cui è poi seguita il giorno dopo un’analoga richiesta pubblica, a mezzo stampa, del partito Avs (Alleanza Verdi e Sinistra italiana), che pur avendo un assessore non ha, però, alcun rappresentante i Consiglio comunale a Bari. Successivamente si sono uniti all’invito di ritiro anche i gruppi consiliari che fanno riferimento all’ex candidato sindaco Michele Laforgia.

Questi ultimi, infatti, con una nota hanno espresso perplessità rispetto ai contenuti della delibera riguardante l’area dell’ex Mitil-Adriatica, chiedono il ritiro, al fine di avviare un confronto approfondito e condiviso sulle finalità complessive degli interventi programmati sulla costa. Tale richiesta, hanno spiegato i “laforgiani”, è “un atto concreto volto a garantire che tali interventi siano orientati al perseguimento di una chiara finalità pubblica e sociale, nell’esclusivo interesse della collettività”.

A Palese e Santo Spirito, invece, molti cittadini sono convinti che, almeno per quanto riguarda il rudere della ex Mitil-adriatica, considerati gli alti costi di realizzo e la durata ventennale della concessione, difficilmente si troverebbero, come è già accaduto con i precedenti due bandi, privati disposti a prendere in concessione quell’area. Pertanto il vero obiettivo del Comune, con la delibera dell’assessore Petruzzelli, sarebbe quello di ritardare per molti anni ancora la demolizione di quel rudere, che – come è noto – è interamente a carico del Comune, come pure a suo carico sarebbe l’ampliamento della carreggiata ed riallineamento stradale del lungomare Cristoforo Colombo in quel punto del litorale tra Palese e Santo Spirito.

Solo un’ipotesi, questa? Sicuramente non inverosimile, considerato il trattamento che l’amministrazione barese riserva da tempo a questa popolosa periferia cittadina identificata come “Municipio 5” del (finto ed inutile!) decentramento barese. Tanto finto che la stessa amministrazione Leccese, che appena qualche tempo fa ha promesso di attivare, anche per la delibera della ex “Mitiladriatica” ha preferito letteralmente ignorare il Municipio competente, con buona pace sia delle forze di maggioranza che di quelle di opposizione. Infatti, finora, anche su questa ormai tanto criticata delibera, da parte di alcune stesse forze politiche di maggioranza, l’opposizione di centrodestra “tam quam non esset”. Vale a dire, come se a Bari, in Consiglio, non esistesse!

Giuseppe Palella


Pubblicato il 17 Luglio 2026

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