‘Sciaudone non si tocca’, questo l‘eco dei tifosi che rimbomba sui siti online
28 Agosto 2014
In miniera come sulla Luna
28 Agosto 2014

Sull’Alta Murgia il non-castello

Alzino la mano quanti hanno sentito parlare del Castello di Garagnone in Puglia. Questo Carneade della fortificazione sorge nel brullo territorio di Spinazzola in cima a uno sperone roccioso che a sua volta spunta da un’altura conica a forte pendenza. La mancata notorietà di questo maniero si deve soprattutto alla sua ‘invisibilità’. I ruderi di Garagnone, infatti, si confondono infatti così bene con la natura del luogo da passare inosservati. L’assenza di strade, poi, fanno di  questa mancata risorsa turistica, la meta di pochi appassionati. Eretto dai Normani in posizione strategica, il castello rappresentò soprattutto un importante punto di riferimento per l’economia locale. Ciò lo rese ambito, come dimostrano i numerosi passaggi di mano che lo riguardano. Un terremoto nel 1731 mise fine alla sua opulenza. Come si presentava il Castello di Garagnone? Quanto rimane non consente una ricostruzione virtuale. L’impressione, comunque, a giudicare dai numerosi avanzi di ambienti destinati alla conservazione degli alimenti, è che quella fosse una rocca anomala. In altre parole, più che una fortezza preposta ad accogliere armati, Garagnone fu forse un’imponente rocca-magazzino di uso comune cui faceva riferimento un indotto commerciale-produttivo distribuito nel raggio di una quindicina di miglia. Dunque, intorno a un non-castello si estendeva un insediamento rurale sparso e dedito alla produzione agricola, alla pastorizia e all’allevamento. Solo un non-castello poteva essere saccheggiato tre volte : nel 1252,  ad opera di Corrado IV, nel 1268 nel corso di una ribellione antiangioina conseguente alla caduta di Corradino, nel 1357 per vendetta del signore di Andria Francesco del Balzo. Salvo essere presa per fame, una fortificazione degna di questo nome e collocata così felicemente sarebbe rimasta imprendibile per aggressori sia dell’era medievale che rinascimentale, la pendenza della collina escludendo sia l’impiego di bombarde che di catapulte, arieti o altre macchine d’assedio. Se Garagnone potette essere violato tre volte è segno che a presidiarlo era solo una debole guarnigione messa lì non per contrastare eserciti ma per scoraggiare bande di predoni. Bande che invece avrebbero avuto vita facile con piccoli depositi di derrate sperduti nelle campagne e difesi – si fa per dire – da ben poco bellicosi contadini. Venendo al presente, l’abbandono in cui versa il castello di Garagnone da quasi tre secoli non alimenta grandi speranze per il futuro. Serve intervenire e con urgenza, ma dove i fondi? E se anche fondi venissero stanziati, avrebbe senso investire risorse senza un pianificato piano turistico? Il Parco dell’Alta Murgia ha sopratutto bisogno di idee.

Italo Interesse

 

 495 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *