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Sull’Arif Emiliano accontenta l’assessore all’Agricoltura Di Gioia

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza (27 voti a favore ed 11 astenuti) il ddl n.1 del 30 gennaio 2019 sulla “Integrazione della legge regionale 25 febbraio 2010, n. 3” che riguarda “Disposizioni in materia di attività irrigue e forestali e commissariamento Arif ”, ossia dell’Agenzia regionale per le attività irrigui e forestali. Le integrazioni introdotte con il ddl approvato assegnano ulteriori funzioni all’Arif a supporto dell’Osservatorio Fitosanitario regionale. In particolare si tratta della gestione della batteriosi causata dalla Xylella fastidiosa; dell’attività istruttoria per il riconoscimento alle aziende agricole dei contributi finanziari a fronte dei costi sostenuti alle stesse per l’attuazione delle misure fitosanitarie; dell’attività amministrativa in materia di interventi conseguenti a calamità naturale da Xylella fastidiosa, per assicurare alle imprese agricole e alle aziende vivaistiche non agricole l’accesso tempestivo al fondo di solidarietà nazionale e della promozione e monitoraggio dell’efficacia delle misure di ricostituzione del potenziale produttivo danneggiato dalla Xylella fastidiosa, nonché delle misure di ripristino dell’equilibrio ambientale delle aree infette. Inoltre, per  la riorganizzazione dell’Agenzia, le recenti norme integrative della legge regionale del 2010 istitutiva dell’Arif  prevedono che per integrare le attività in ambito fitosanitario alle tradizionali attività irrigue e forestali, il Presidente della Regione, su designazione della Giunta regionale, dopo aver acquisito il parere della Commissione competente, dovrà nominare un Commissario straordinario e due sub Commissari, per la durata di sei mesi, ed eventualmente rinnovabile per altri sei ed una sola volta, con oneri a carico dell’Agenzia stessa. Per il gruppo consiliare del M5S tale disegno di legge servirà solo a risolvere  i litigi interni alla maggioranza di governo della Regione Puglia, ma non cambierà nulla per i servizi erogati e il personale dell’Agenzia. Infatti, ha spiegato i pentastellati, “ci saremmo aspettati che il ddl contenesse almeno una programmazione a lungo termine, invece sono stati  individuati solo un commissario e due sub commissari”. Invece, – prosegue in una nota del M5S – “come al solito per questa Giunta è sufficiente un cambio di poltrone per sistemare le cose, mentre non è pervenuta alcuna risposta sulla visione futura del Governo regionale per l’ente, che ad esempio potrebbe servire a mettere in moto un sistema di riforestazione in una regione che lo attende da un secolo”. Per i “5 Stelle” pugliesi, poi, “non è possibile che i dipendenti siano costretti a chiedersi se l’anno dopo saranno riconfermati e    ad elemosinare dei diritti, che pure gli spettano, ad esempio il Cid. Lavoratori che, purtroppo, sono stati usati dalla vecchia politica solo a fini elettorali con ripercussioni negative sia per loro che per i servizi resi ai cittadini”.Anche per il consigliere Domenico Damascelli di Forza Italia il ddl approvato “È il solito valzer politico di Emiliano che paga con la testa di Ragno la cambiale contratta a gennaio scorso con l’assessore all’agricoltura Di Gioia, che pose il commissariamento dell’ente come ‘condicio sine qua non’ per il ritiro delle sue dimissioni ed il rientro in Giunta”. E si chiede: “Ma cittadini e lavoratori, a cui non interessano questi giochetti politici, che benefici potranno trarre da questo commissariamento?”. “Intanto – rileva sempre  Damascelli – le condotte continuano a restare rotte e mal funzionanti, con tutti i disagi e i danni che ne derivano”. “All’Arif – ha aggiunto il consigliere forzista – sono stati trasferiti ben 40 milioni, ma senza una seria attività di programmazione non se ne vedono i frutti: il personale che s’impegna non viene valorizzato, agli stagionali non si dà alcuna certezza sul numero di giornate lavorative che verranno assicurate, mentre gli ex Sma e Consorzi di Difesa restano nel limbo”. Infatti, secondo il consigliere di opposizione per l’Arif  servirebbe, invece, soprattutto “una riorganizzazione alla radice”, che garantisse “un servizio adeguato alle esigenze degli agricoltori”. Di ugual tenore la dichiarazione dei 4 consiglieri fittiani, Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini, identificati con la sigla di “Direzione Italia”, che con una punta di ironia hanno affermato: “Hanno ucciso l’uomo Ragno e questa volta si sa anche chi è stato. E’stato l’assessore regionale all’Agricoltura, Leo Di Gioia, che come una moderna Salomè ha aveva chiesto al presidente Michele Emiliano la testa del direttore generale dell’ARIF, appunto Domenico Ragno, non solo per tornare in Giunta, ma per non lasciare la maggioranza di centrosinistra e approdare in altri lidi”. Quindi, accontentato l’assessore Di Gioia che diversamente – a detta degli esponenti fittiani – avrebbe potuto approdare ad altri lidi, ma Emiliano non poteva permetterselo, ecumenicamente Ragno viene riciclato in un altro ruolo e Di Gioia metterà alla guida dell’Arif non uno ma ben tre persone (un commissario e due sub commissari) per avere la gestione diretta anche dell’ente. Appare così sempre più chiaro che per Dit questa giunta Emiliano vuole solo “gestire” e non “programmare”, perché attraverso la gestione, specie delle Agenzie, gestisce anche il consenso elettorale. Anche per il gruppo di Forza Italia alla Regionel’Arif è “merce di scambio politico”. Infatti, hanno commentato con una nota i consiglieri forzisti: “La legge approvata oggi è l’ennesimo espediente con cui Emiliano ha cercato di puntellare i traballanti equilibri della sua maggioranza”, spiegando che “la cambiale all’assessore di Gioia , staccata mesi fa e saldata oggi in Aula in cambio del suo riallineamento, è stata la ‘testa’ del direttore generale Ragno, in cambio di un tris di Commissari alla guida dell’ Agenzia”. In definitiva, con l’approvazione del ddl integrativo della legge istitutiva dell’Arif, nel braccio di ferro ingaggiato a gennaio scorso con Emiliano, l’assessore Di Gioia ha ottenuto la destituzione del dg di Arif, Ragno, mentre il governatore pugliese in cambio di detto provvedimento è riuscito a tenere “incollato” alla poltrona, oltre che alla coalizione di maggioranza, l’assessore foggiano all’Agricoltura.

 

Giuseppe Palella

 

 

 

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