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Sull’ospedale in Fiera volano gli “stracci” della maggioranza contro Emiliano

Sull’Ospedale Covid realizzato, alla fine del 2020 a Bari, dalla Protezione civile regionale nel quartiere fieristico e sulla sua permanenza fino alla fine dell’anno, voluta recentemente dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, volano gli “stracci” all’interno della stessa maggioranza di centrosinistra che sostiene il governatore. Infatti, a criticare la scelta effettuata a suo tempo proprio dalla Protezione civile pugliese con il chiaro avallo della Regione, oltre che ai consiglieri regionali di opposizione, Ignazio Zullo di Fdi e Davide Bellomo della Lega, ci sono anche i due consiglieri di maggioranza, Fabiano Amati e Ruggero Mennea, entrambi del Pd, che ne contestano la permanenza sia pure a termine e, quindi, l’operato del governatore Emiliano, che di detta struttura si è recentemente anche vantato, per essere riuscito ad ottenere dal governo Draghi una proroga del termine di permanenza al di fuori del periodo di emergenza sanitaria che, come è noto, è cessato giovedì scorso. Infatti, per il presidente della commissione regionale al Bilancio, Amati, “l’ospedale in Fiera è stata una scelta sbagliata, peraltro foriera di sperperi e guai vari” e “tenerlo in funzione può solo allargare il fronte delle responsabilità e aggravare i problemi che già ci sono”. Quindi, secondo il consigliere brindisino del Pd, “averlo usato per curare le persone è il minimo sindacale e non può essere usato come argomento a giustificazione degli errori”, come invece ha fatto Emiliano con una nota di cui abbiamo riferito in un nostro servizio nell’edizione di ieri, “perché una soluzione più razionale avrebbe avuto la stessa utilità”. Pertanto, per Amati, “ora bisogna attendere le dimissioni degli ultimi pazienti e smantellare la struttura avendo cura di recuperare altrove arredi e attrezzature”. “E tutto questo è possibile – ha suggerito lo stesso Amati – approvando un accordo in grado di definire tempi certi, così come chiede giustamente il sindaco di Bari Antonio Decaro, possibilmente senza oneri a carico della Regione o riducendoli al minimo indispensabile”. A concordare con il sindaco Decaro e, quindi, anche con le critiche rivolte esplicitamente al presidente Emiliano dal consigliere Amati, è anche il consigliere regionale barlettano Ruggero Mennea che con una nota ha riconosciuto come “giuste e plausibili” le posizioni del Sindaco Decaro e del Presidente di Confindustria, Sergio Fontana “sul tema dell’ospedale Fiera”.Infatti, proseguendo, Mennea a chiarito meglio la propria posizione sul tema affermando: “L’ospedale va smantellato in fretta e con minor costi possibili per la Regione, per restituire l’area della Fiera del Levante ai legittimi beneficiari che sono le imprese e per evitare il perpetrarsi di anomale procedure amministrative che sono già oggetto di indagini giudiziarie e che non ha più senso che si prolunghino e si amplifichino”.Per poi concludere che l’Ospedale Covid all’interno del quartiere fieristico “è stato un errore farlo nascere in quell’area e sarebbe un errore ancora più grande ostinarsi a lasciarlo lì dov’è”.  E se per il capogruppo di “Fratelli d’Italia” alla Regione, Zullo, la polemica sulla permanenza dell’Ospedale in Fiera è sinonimo, sia per Emiliano che per l’assessore alla Sanita Rocco Palese, di riconoscimento che la rete ospedaliera pugliese sia deficitaria o, per il capogruppo regionale leghista Bellomo, prova del “bipensiero” del Pd pugliese anche su questa struttura emergenziale, per il capogruppo Dem alla Regione, Filippo Caracciolo, non è questo il momento di portare avanti battaglie prive di significato. Infatti, ha dichiarato con una nota Caracciolo: “In piena pandemia, con una situazione critica, quella struttura ha rappresentato la salvezza per moltissimi cittadini colpiti dal virus, che in quel luogo sono stati accolti e curati”. Quindi, per il capogruppo Dem, “prima di tutto non andrebbe mai dimenticato il motivo per il quale è sorta” e, pertanto, “sia giusto rimarcare che non è stata una perdita di tempo e né di denaro, quindi realizzarla non è stata una scelta sbagliata” perché, “oltre a svolgere la sua funzione allora, inoltre, potrà continuare ad essere un luogo strategico e utile per tutti i cittadini ancora oggi, e anche in futuro”. Ma a prendere in maniera più esplicita e diretta la difesa del presidente Emiliano sono i rappresentanti dei movimenti civici di “Con” e “Per la Puglia” presenti nell’aula barese di via Gentile. Infatti, con una nota congiunta di dette forze politiche regionali si afferma che “polemiche di questo tipo non giovano a nessuno, specie in un momento in cui la Puglia si ritrova a dovere affrontare una nuova e preoccupante ondata di Covid-19”.“Questa struttura di eccellenza – si ricorda nella nota di “Con” e “per la Puglia” – consente agli altri ospedali di tornare ad occuparsi di liste d’attesa e di recuperare l’attività dì screening e cura ordinarie”. Pero, “se parte della minoranza non perde occasione per ottemperare (male) al proprio ruolo di opposizione brandendo strumentalmente concetti ‘strappa consensi’ come spreco di denaro pubblico e inadeguatezza del sistema sanitario regionale, quel che è peggio è la spalla data loro anche da alcuni colleghi che siedono tra i ranghi della maggioranza”. Ele dichiarazioni di questi ultimi – secondo i rappresentanti delle civiche della maggioranza che sostiene Emiliano – “feriscono particolarmente”, in quanto rappresenterebbe “una stilettata al fianco del Presidente Emiliano e dell’assessore alla Sanità in primis, quotidianamente alle prese con urgenze da affrontare per calmierare l’emergenza pandemica ancor in corso”. Perché – si afferma anche nella nota congiunta – “definire il progetto dell’ospedale in fiera un guaio, invece di leggerla come esperienza di buona sanità e di servizio pubblico, lodata anche dal gen. Figliuolo, sembra davvero ingeneroso oltre che ingiustificabile”.Quindi, proseguendo i civici di “Con” e “per la Puglia”, hanno sostenuto che “iscriversi alla fazione del disfattismo e della polemica politica fine a sé stessa è un vecchio vizio di chi, purtroppo, pensa più alla propria visibilità che al bene della comunità” e,come gruppi di maggioranza, hanno dichiarato che “non possiamo che prendere fermamente le distanze dalla recidiva ed innaturale opposizione di questi consiglieri mostratisi troppe volte disfattisti e contrari alle scelte di governo, e allo stesso tempo non in sincrono con il gruppo consiliare di appartenenza”. E che, inoltre, sarà loro “premura presentare una mozione con la quale chiedere ufficialmente a quella parte di maggioranza che non si riconosca nell’operato del governo Emiliano di lasciare il posto che strumentalmente occupano, decidendo una volta per tutte di dare coerenza ai propri pensieri lontani, evidentemente, da quella comune ideologia che dovrebbe alimentare entusiasmo e senso di afferenza al proprio gruppo politico di riferimento” Per concludere, poi, con l’avvertimento che “è tempo di decidere  cosa si intende fare da grandi ed ancor più che strada si intenda percorre”. E quest’ultima affermazione ha quasi il sapore di un ultimatum lanciato verosimilmente più da Emiliano, ma per “bocca” delle due civiche innanzi particolarizzate. Insomma, la “guerra” interna al Pd pugliese, in vista delle candidature per politiche del prossimo anno, è probabilmente già iniziata. Ed i possibili combattimenti non saranno evidentemente soltanto quelli che potrebbero accadere con il prossimo tesseramento ed i congressi locali e regionale del Pd, ma anche e, forse, soprattutto sulle scelte di governo della Puglia. Infatti, le “scintille” all’interno della maggioranza che sostiene il governatore Emiliano e, in particolare, del Pd sono scoccate da tempo e, da ultimo, anche sull’Ospedale Covid all’interno della Fiera.

Giuseppe Palella

 


Pubblicato il 2 Aprile 2022

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