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Sunia: “Interventi straordinari a sostegno delle famiglie”

Sembra proprio non risparmiare niente e nessuno l’aumento dei prezzi delle materie prime, né imprese e nemmeno le famiglie. Infatti, migliaia di famiglie che conducono un alloggio in locazione o in proprietà sono in enorme difficoltà nel pagare i servizi condominiali e le utenze. Lo spiega senza farsi pregare troppo il segretario regionale Nicola Zambetti del Sunia, che rappresenta gli inquilini. Zabetti sa bene che gli aumenti annunciati dei servizi essenziali quali energia elettrica, acqua e gas nonché i tributi locali, farà crescere il disagio abitativo per l’impossibilità delle famiglie a far fronte agli aumenti previsti. <<Le rassicurazioni del Governo per intervenire al fine di contenere gli aumenti previsti non sono sufficienti a garantire la tranquillità delle famiglie in locazione o in proprietà dell’abitazione con redditi ai limiti della povertà e/o in greve situazione economica>>, incalza Zambetti. E così la fornitura dell’energia elettrica aumenterà di circa il 40% rispetto all’ultimo anno, mentre la fornitura del gas aumenterà in media dell’11,2%, salvo rare eccezioni aumenteranno anche i tributi comunali. L’ufficio studi del Sunia stima che gli aumenti medi per la fornitura dei servizi oscilleranno sui 300 (diconsi trecento…) euro mensili che si aggiungeranno al canone di locazione o sulla rata di mutuo. <<E’ una situazione non sostenibile per molte famiglie pugliesi che stanno già attraversando una crisi economica causata dalla pandemia>>, batte i pugni sul tavolo il segretario del sindacato inquilini. Insomma, il Sunia regionale pugliese chiede che questo problema venga affrontato concretamente non solo dal Governo ma anche da Regioni e Comuni che devono mettere in atto azioni tese a ridurre i costi delle bollette sui quali gravano oneri indiretti non attinenti le forniture. Insomma, dal 1° gennaio sono in vigore nuovi prezzi per la materia prima luce e gas, che hanno portato a questi aumenti sconsiderati, anche se il Governo sarebbe già intervenuto con lo stanziamento di ben 3 miliardi di euro: fondi utilizzati per la riduzione dei rincari. In realtà la riforma delle bollette e degli elementi che le compongono resta al momento soltanto un’ipotesi, che, se ben fatta, potrebbe recare grandi benefici economici all’utente finale, soprattutto in relazione agli onerii di sistema e alle accise. Ecco spiegato il motivo per cui il Sunia resta impegnato a promuovere azioni di protesta tese a far emergere lo stato di grave disagio delle famiglie pugliesi al limite della sopportazione. Infine, l’invito al Governo e Istituzioni ad assumere iniziative “”straordinarie”” a sostegno delle migliaia famiglie pugliesi in difficoltà.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 1 Febbraio 2022

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