Primo Piano
Svolta sugli omicidi di Raffaele Capriati e Filippo Scavo
Operazione congiunta interforze: 14 arresti di esponenti dei clan Strisciuglio e Capriati. Un blitz prima della festa di San Nicola

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, sono stati eseguiti due provvedimenti cautelari di fondamentale importanza per contrastare un’allarmante escalation di gravi fatti di sangue, scaturiti dall’atavica contrapposizione armata tra i clan Capriati e Strisciuglio, due potenti organizzazioni mafiose particolarmente attive nel territorio barese.
Come è noto, negli ultimi tempi si sono verificati, sia nel capoluogo pugliese che in altre località della Provincia, ripetuti momenti di tensione tra i due sodalizi mafiosi sfociati, in più occasioni, in veri e proprio agguati armati mortali. Con l’operazione odierna la Dda di Bari porta a compimento l’esito delle attività investigative riguardanti, da un lato, l’omicidio di Raffaele (Lello) Capriati e, dall’altro, quello recentissimo di Filippo Scavo. L’omicidio di Lello Capriati avvenne il 1° aprile del 2024 a Torre a Mare, nel giorno del lunedì di Pasqua, quando due killer, giunti a bordo di una moto di grossa cilindrata, esplodevano contro la vittima quattro colpi di pistola mentre viaggiava in auto.
All’epoca dei fatti Raffaele Capriati era il rappresentante più autorevole dell’omonimo clan e il suo eclatante omicidio ha segnato una ulteriore profonda rottura dei fragili equilibri di potere interni ai circuiti della mafia barese, che in qualche modo Capriati aveva cercato di salvaguardare. L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Bari ha fatto emergere come la morte di Raffaele Capriati rappresentasse il culmine tragico di una serie di eventi verificatisi nei mesi precedenti che avevano visto diversi appartenenti ai due clan mafiosi sopra citati, spesso giovanissimi, fronteggiarsi all’interno di locali notturni, anche con l’esibizione di armi: un fenomeno grave e purtroppo diffuso, più volte segnalato dalla Dda.
L’omicidio di Raffaele Capriati viene portato a compimento con modalità plateali ed eclatanti: la vittima viene raggiunta e freddata da due sicari a bordo di una motocicletta mentre si trova in auto in compagnia di una donna che rimane miracolosamente illesa; il tutto avviene nel giorno di Pasquetta, in una centralissima via di Torre a Mare.
Le indagini della Polizia di Stato hanno consentito alla Dda di chiedere ed ottenere dal Gip 11 misure custodiali, non solo per l’omicidio, ma anche per altri gravi reati, tra cui un ulteriore allarmante fatto di sangue avvenuto qualche giorno prima nella piazza centrale di Carbonara oltre ad una serie di traffici illeciti in materia di armi e stupefacenti; inoltre, è emersa una significativa capacità di controllo delle organizzazioni mafiose all’interno del carcere di Bari, documentata altresì dalla sistematica introduzione, tramite droni, di telefoni cellulari all’interno delle celle detentive in cui alcuni degli odierni arrestati erano reclusi, consentendo loro di continuare ad avere rapporti con l’esterno e impartire disposizioni.
Contemporaneamente, sempre oggi, la Direzione investigativa antimafia ha disposto l’esecuzione di tre fermi di indiziati di delitto in relazione all’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso nella discoteca “Divine Club” di Bisceglie, sulla base delle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, portate avanti anche con il supporto del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari e del Reparto Anticrimine di Bari.
Sono stati fermati tre giovanissimi, di età compresa tra i 21 e i 22 anni, ( fra questi il 22enne Dylan Capriati nipote di Lello che in base alle ipotesi investigative avrebbe agito per vendicare la morte del congiunto ; N.M. di 21 anni incensurato ed il coratino 22enne A.L.) ai quali sono stati contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza.
L’attività investigativa ha consentito di ricostruire l’intera progressione dell’agguato (dalla presenza della vittima all’interno del locale, all’individuazione dei soggetti ritenuti coinvolti; dal primo tentativo di aggressione armata all’esterno, all’irruzione nel locale; dall’esplosione dei colpi alla precipitosa fuga degli autori) e, allo stesso tempo, di collocare il tragico evento delittuoso quale ulteriore sviluppo del percorso di contrapposizione armata tra i clan Capriati e Strisciuglio, finalizzato all’occupazione violenta del territorio e al controllo del traffico di stupefacenti. Tutti i dettegli dell’operazione sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Bari.
P.Fer.
Pubblicato il 5 Maggio 2026



