Bus sovraffollati: e se provassimo a scaglionare ingressi e uscite da scuola?
15 Ottobre 2020
L’ex Fabio Lupo:“Quest’anno il Bari ha una marcia in più con mister Auteri”
15 Ottobre 2020

Tamponi e non favori: perché non allargare i controlli alle strutture private?

In tempi di emergenza come quelli che stiamo vivendo anche in Puglia a causa dell’epidemia da Coronavirus, non bisognerebbe storcere troppo il naso di fronte all’apertura ai privati per eseguire quanti più tamponi possibili. Scoprendo così quanto più s’annida il nemico maligno nei corpi e organismi dei cittadini pugliesi. E invece….”Una sanità di modello sovietico. La Regione Puglia si è sempre distinta per incoerenza, nell’emergenza Covid-19 e nelle politiche messe in atto per fronteggiarla, e nonostante gli errori ci si ostina a incaponirsi in decisioni discutibili che vanno a scapito della comunità”, attacca a testa bassa il consigliere pugliese di <<Fratelli d’Italia>>, Giannicola De Leonardis. Allora, cos’è che non va? “Il numero di tamponi effettuati è sempre basso nella nostra regione, in rapporto ai contagi e alle criticità ancora più allarmanti: ma a differenza di quanto accade in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, per citare solo alcune Regioni che hanno dovuto confrontarsi con un’incidenza del Covid-19 ancora più drammatica, in Puglia permane l’avversione nei confronti di biologi e medici professionisti che operano in strutture private, impossibilitati ad eseguire test molecolari tradizionali o test antigenici rapidi a pagamento ai cittadini che ne fanno richiesta, e che non rientrano nelle tipologie indicate dall’iter standard previsto”. De Leonardis va ancora più a fondo, nella disamina della guerra al virus condotta con minor vigore e meno incisivamente, in Puglia, nonostante la presenza di un esperto come il professor Lopalco adesso, in assessorato alla Salute. “Genitori che magari hanno figli che vanno a scuola e non rinunciano alla vita sociale, famiglie con badanti e colf a stretto contatto, pendolari per lavoro o per studio, per fare solo qualche esempio: persone che vorrebbero verificare il proprio stato di salute legato alla pandemia, alla luce anche della possibilità tutt’altro che remota di essere entrati in contatto col virus in forma asintomatica. Questa forma di prevenzione viene invece derubricata come ‘richiesta di favori’, senza considerare l’impatto psicologico ed emotivo durissimo dell’emergenza Covid-19 sulle persone più fragili. E al tempo stesso, si continua a negare l’evidenza di una sanità pubblica in grave affanno, di giorni e settimane di attesa per i tamponi anche per persone sintomatiche e che hanno seguito i protocolli indicati, con tutti i rischi che questa situazione comporta ed alimenta”. Insomma, per il consigliere seduto tra i banchi dell’Opposizione in aula a via Gentile, alle soluzioni concrete e immediate si continuano a preferire “meri annunci”: una coazione a ripetere disastri che alimenta ulteriori preoccupazioni e allarme. Conclusione? “E’ una concezione della sanità da regime comunista, con i cittadini considerati meri sudditi senza facoltà e libertà di scelta”. A dare manforte a Giannicola De Leonardis le strutture private campane, ammesse anch’esse a effettuare tamponi, una delle decisioni prese di recente dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha pure fatto il punto sulla disponibilità di posti letto e sul completamento della cosiddetta Fase C. E così, per non peggiorare il quadro epidemiologico, anche in Campania è stato deciso di autorizzare le strutture private a effettuare tamponi ai cittadini, con obbligo di comunicare gli esiti, positivi e negativi, alla piattaforma sanitaria regionale, ribadendo ai direttori generali l’indicazione di comunicare l’esito dei tamponi in 24/48 ore massimo, con particolare attenzione ai casi sospetti nelle scuole. Le strutture competenti sono state richiamate a trasmettere i numeri telefonici per consentire l’invio del risultato del tampone via sms o via posta elettronica, come già avviene per molti laboratori, pubblici e privati. Eppure, in fondo, Bari da Napoli dista appena duecento e passa chilometri….

Francesco De Martino

 235 total views,  3 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *