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Taranto e Bitonto hanno già scelto il sindaco, altri verso il ballottaggio

Le polemiche politiche sul flop dei cinque referendum sulla giustizia anche in Puglia sono già passate in secondo piano rispetto ai risultati (ancora parziali a chiusura dell’edizione odierna i questa testata) delle amministrative che nella nostra regione hanno interessato cinquanta Comuni, di cui 18 con popolazione superiore a 15mila abitanti e, quindi, con eventuale turno di ballottaggio, qualora nessuno dei rispettivi candidati a sindaco abbia conseguito il 50% + 1 dei voti validi o, come nel caso di Bitonto, dove i candidati alla poltrona di sindaco sono stati due soltanto, nell’ipotesi molto improbabile, ma non impossibile, che la partita si chiuda con un perfetto pareggio di consensi. Quindi, in Puglia, nei 32 Comuni con meno di 15mila abitanti, il Primo cittadino si decide a turno unico, perché ad essere eletto è il candidato sindaco che domenica scorsa ha ottenuto più nelle urne. Ma anche in alcune realtà con eventuale possibilità di ballottaggio la partita (anche se i dati al momento di stesura del presente servizio non sono definitivi) è verosimilmente già definita, visto che in tali Comuni uno dei candidati alla poltrona di sindaco già nello spoglio parziale delle schede risulta con una percentuale di voti abbondantemente sopra la soglia della maggioranza assoluta dei consensi. E questo è il caso di Taranto, dove il candidato di centrosinistra, Rinaldo Melucci, nello scrutinio viaggia ad una media di oltre il 60% dei consensi. Ma anche a Terlizzi, nel barese, il candidato di centrosinistra, Michelangelo De Chirico, potrebbe risultare eletto al primo turno, poiché anche per quest’ultimo la media dei consensi ottenuti è di gran lunga sopra la soglia del 50%. Nel barese ad eleggere il sindaco al primo turno è anche Bitonto, dove la presenza di due soli competitor per la guida di Palazzo Gentile ha semplificato la partita, ed il candidato del Pd, Francesco Paolo Ricci, a capo di 8 liste è riuscito ad avere la meglio, sia pur di misura, sul candidato sindaco forzista, Domenico Damascelli, sostenuto da ben 11 liste, di cui 4 civiche dichiaratamente di area di centrosinistra, tra le quali figurava la lista “Con” che – come è noto – è una sigla facente capo direttamente al governatore pugliese, Michele Emiliano, ed altre due formate da personaggi che alle regionali del 2020 hanno sostenuto esponenti del Pd al Consiglio pugliese. “La nostra è una proposta che guarda al futuro, costruttiva, di sintesi. Evidentemente Bitonto ha deciso in questa direzione” – ha commenta il neo sindaco Ricci subito dopo l’acquisizione dei dati, aggiungendo inoltre: “Siamo contenti di aver ottenuto questo risultato. Anche se è stata una battaglia dura. Assicuro, e non è una frase di rito, che sarò il sindaco anche di coloro che non hanno creduto in questo progetto”. Nel barese anche un altro grande centro, Gravina di Puglia, potrebbe aver già terminato queste amministrative, se il candidato sindaco civico Fedele Lagreca, al termine dello spoglio, dovesse confermare la media iniziale del 55% circa di consensi. Diversamente al ballottaggio dovrà vedersela con il candidato di centrosinistra del Pd, Giacinto Lagreca, che risulta saldamente in seconda posizione con una percentuale di voti superiore al 30%.  Turno di ballottaggio, invece, per l’altro capoluogo di provincia pugliese che domenica scorsa ha votato per rinnovare il Consiglio comunale scioltosi anticipatamente e scegliere il sindaco, Barletta. Infatti, nella Città della disfida il prossimo Primo cittadino sarà deciso il 26 giugno prossimo, tra il candidato del centrodestra, Cosimo Cannito, e la candidata a sindaco del Pd, Santa Scommegna. Possibile ballottaggio nel barese per un altro grande centro, Molfetta, dove il sindaco uscente, Tommaso Minervini, espressione di sole liste civiche, il 26 giugno prossimo dovrà giocarsi la partita con un ampio margine di vantaggio con chi ha ottenuto più voti fra il competitor sostenuto dal Pd, l’ex pm Pasquale Drago, e quello del centrodestra, Pietro Mastropasqua. Entrambi distaccati da Minervini di circa venti punti percentuale ed in contesa tra loro per il secondo posto del ballottaggio con margine di qualche punto di percentuale, in una soglia tra il 20 ed il 25 per cento. Per la cronaca, al momento di chiudere il presente servizio possiamo invece riferire con assoluta certezza che in Puglia alle amministrative dei 50 Comuni in cui si è votato l’affluenza definitiva è stata complessivamente del 61,27%. La provincia in cui gli elettori si sono recati di più alle urne è stata quella di Lecce con il 65,57%. Mentre in provincia di Bari la media dei votanti è stata del 62,52%, nella Bat il 61,91% e nel foggiano il 62,38%. Fanalini di coda, per il voto amministrativo di domenica scorsa nella nostra regione, il brindisino con il 59,91% ed il tarantino con un dato ancor più basso, 57,50%. Dati, questi ultimi, che comunque risulterebbero in calo mediamente di 4 o 5 punti di percentuale rispetto alle precedenti corrispondenti amministrative. E ciò dovrebbe far riflettere non poco i vertici regionali e, soprattutto, nazionali dei partiti presenti sula scena politica italiana.

Giuseppe Palella

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