L’ex Piero Doronzo: “Il Bari è attrezzato per risalire immediatamente, se sarà giustamente pungolato
12 Aprile 2019
Hidalgo e scudiero, come artisti di strada
12 Aprile 2019

Teatro Duse: con la schiena dritta

L’articolo 624 del Codice Penale e il settimo Comandamento concordano : è vietato rubare. Il buon senso nell’applicazione della Legge, poi, interviene nella discriminazione tra sottrazioni indebite. Quando in presenza dello stato di necessità, questo reato è quasi perdonabile. Di contro, lo stesso reato diventa intollerabile se veste caratteri odiosi : All’uscita dall’ufficio postale un pensionato si vede la pensione portata via da uno scippatore, per strada una baby gang circonda un coetaneo e lo alleggerisce di un paio di euro, sul bus un altro di questi galantuomini rovista nella borsa di una mamma che ha il bambino in braccio, un tipaccio armato di tronchese si impossessa di una bici incatenata ad un palo … Queste indecenze non danneggiano solo le persone fisiche, potendo avere per oggetto anche contesti di particolare vulnerabilità. Svuotare un portafiori al camposanto, togliere il tergicristallo ad un‘auto in sosta, asportare rame dai binari sono cose odiose. Così, andare a rubare in un piccolo teatro. Queste micro strutture, questi teneri avamposti della cultura che svolgono una funzione sociale altrettanto determinante che un Consultorio o una mensa della Caritas non possono essere protetti da sofisticati sistemi di allarme o da imponenti polizze assicurative. I piccoli teatri sopravvivono di botteghino e miseri sponsor, di maniche rimboccate e volontariato. Cioè, di niente. Eppure vivono, ostinatamente, come fiori tra erbacce. come avamposti del Bello contro l’imperante barbarie. Negli ultimi dieci giorni il Teatro Duse di via Cotugno ha subito tre furti. Quanto renderanno al ladruncolo microfoni, amplificatori, casse acustiche , computer e riflettori (usati) consegnati ad un ricettatore? Meno di un ventesimo del loro valore. Ma per un teatro (piccolo o grande ch’esso sia) questo materiale è tutto. E quale miseria morale sgraffignare anche portaombrelli, risme di carta, punes, matite… Mia Fanelli, che rappresenta l’anima del Duse, esclude categoricamente dispetti, vendette o avvertimenti. Questa è roba di ladruncoli, di sottobosco del mondo della malavita. Di fatto, i balordi sono altrettanto dannosi che i professionisti del crimine. Come tali, possono colpire a fondo, far male davvero, peraltro senza comprendere l’autentica natura del danno. E così le realtà teatrali, specie quelle piccole, già da finanziamenti, inermi, esposte alla rapacità del Fisco  o all’intransigenza ottusa delle Istituzioni in materia di sicurezza e agibilità, si sentono più sole. Tuttavia levare bandiera bianca è impensabile, per quanto certe cose (sommate a tante altre e non meno amare) abbiano il potere di far accarezzare il sogno della resa. Chiamando a raccolta amici e fedelissimi all’indomani d’ogni spoliazione il Duse si è risollevato per levare il sipario come ogni sera. Oggi alle 21:00 è in cartellone ‘Donne a confronto’,  di e con Cristina Angiuli.

Italo Interesse

 

427 Visite totali, 4 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *