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Tempi ancora lunghi per l’attivazione della nuova linea ferroviaria Bari-Bitritto

Tempi ancora lunghi per l’attivazione della nuova linea ferroviaria Bari-Bitritto che con un tronco di 9 chilometri di binari collega anche i quartieri periferici di Ceglie, Carbonara e Loseto al capoluogo pugliese. Difatti, secondo Rfi (Rete ferroviaria italiana) titolare della linea, occorrerebbero ancora circa 40 milioni di Euro ed altri cinque anni di lavori per mettere in esercizio a regime detta linea. Infatti, ciò è quanto è emerso da un incontro con i rappresentanti di Rfi, richiesto dal Primo cittadino barese Antonio Decaro, e indetto dall’assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità, Anita Maurodinoia, per verificare lo stato dell’arte di un progetto risalente al 1986 e che nel 2017, dopo anni di intralci e di blocchi era stato completato, ma non ancora entrato in esercizio. “Al fine di sbloccare la situazione e di ridurre i tempi, – ha affermato l’assessore regionale Maurodinoia – la Regione Puglia a luglio 2020 dava l’assenso a trasferire ad Rfi la proprietà della linea al fine di assicurarne l’integrazione nella rete nazionale, con l’obiettivo, tra l’altro, di attivare il servizio in alcuni mesi così come stimato da Rfi stessa”. “Oggi, invece, ci siamo sentiti dire – ha proseguito l’assessore – che per adeguare la rete agli standard e per mettere di conseguenza in esercizio il collegamento realizzato dalle Ferrovie Appulo-Lucane, sono necessari altri tempi e altre risorse”, ovvero “oltre 40 milioni di euro proposti a finanziamento con il Pnrr e ulteriori 5 anni per i lavori”. Una richiesta supplementare di tempo che per l’assessore regionale ai Trasporti della Giunta Emiliano “è inaccettabile” e che per tale ragione ha fatto sapere che chiederà direttamente un nuovo incontro, urgente, ma questa volta alla presenza del ministro alle Infrastrutture e alla Mobilità del governo Draghi, Enrico Giovannini, durante il quale, insieme ai sindaci di Bari Antonio Decaro e il sindaco di Bitritto Giuseppe Giulitto, si dovranno trovare le soluzioni per far sì che un intero territorio non sia ulteriormente mortificato. A margine dell’incontro con Rfi sull’attivazione della linea ferroviaria metropolitana Bari- Bitritto, anche il sindacoDecaro ha dichiarato che quanto comunicato da Rfi durante l’incontro con l’assessore regionale Maurodinoia lo ritiene “uno scandalo, che va denunciato a gran voce” e contro il quale intende opporsi “con tutte le forze”. Infatti, ha poi spiegato lo stesso Decaro con una nota: “Abbiamo considerato il trasferimento della proprietà della linea ferroviaria dalla Regione Puglia allo Stato, per l’affidamento diretto a Rfi, come un risultato importante al fine di ridurre i tempi di attivazione del servizio che Rfi in un primo momento aveva stimato in 6-8 mesi”. Quindi, ha esclamato il Primo cittadino di Bari: “Non è possibile cambiare continuamente le carte in tavola e chiedere ai cittadini di essere meri spettatori di una partita che si gioca lontano da Bari e dalle loro vite”. Per poi concludere: “Non chiediamo certamente di derogare alle regole sulla sicurezza del trasporto, ma non è possibile scaricare in questo modo il diritto alla mobilità di un intero territorio”. L’esito dell’incontro di ieri (ndr – per chi legge venerdì) tra Regione Puglia, Rfi ed i Comuni di Bari e Bitritto è stato commentato con una nota anche dal consigliere regionale modugnese Peppino Longo del gruppo politico “Con Emiliano” che ha rilevato: “E’ davvero antipatico affermare ‘Io l’avevo detto’ ma mai come in questo caso è l’unica cosa da poter fare”. Infatti, ha proseguito Longo: “Non più di due mesi fa avevo lanciato un grido d’allarme per la cosiddetta metropolitana leggera Bari-Bitritto”, perchè “avevo capito che il tempo passava inesorabile senza che si arrivasse ad una soluzione: oggi, purtroppo, si è avuta la conferma di quanto temevo”. “La posizione di Rfi – ha proseguito l’esponente regionale di “Con” – non è accettabile”, perchè a suo dire “non si può, a distanza di un anno da un accordo sancito, rimettere tutto in gioco ed affermare che l’impianto realizzato dalle Fal (ndr – Ferrovie appulo lucane) non è a norma, con la conseguente richiesta di ulteriori 40 milioni di euro per i lavori di adeguamento”. Per Longo, infatti, l’ulteriore richiesta di tempo e denaro per la messa in esercizio di detta linea “ha tutto il sapore di uno scaricabarile che va a penalizzare soltanto i cittadini che attendono da oltre trent’anni che questa importante opera diventi funzionante”. “Le affermazioni dei vertici di Rfi – ha concluso Longo – non possono, e non devono essere, digerite; adesso basta penalizzare sempre il Sud, è arrivato il momento di fare la voce grossa. Bisogna stringerci, tutti quanti, attorno ai sindaci di Bari e Bitritto e portare avanti questa battaglia per lo sviluppo delle nostre comunità”. “Inaccettabile la risposta dei tecnici di Rfi per la Bari-Bitritto” anche per il deputato pugliese Ubaldo Pagano del Pd che, continuando, ha così commentato: “Parliamo di un’opera che attende di essere completata dal 1986 e che speravamo, dopo aver avallato il trasferimento della proprietà della linea ferroviaria dalla Regione Puglia allo Stato, di vedere presto in funzione”. “Invece, – ha rilevato lo stesso Pagano – siamo costretti ancora una volta a vedere le autorità competenti trincerarsi dietro scuse e pretesti a cui non siamo più disposti a credere”, perché per questo deputato pugliese del Pd “altri 5 anni e oltre 40 milioni di euro per adeguare la rete agli standard sono richieste inconciliabili con l’esigenza immediata di attivare il servizio”. Perciò, ha preannunciato in fine Pagano: “Depositerò un’interrogazione parlamentare per chiedere che il Governo intervenga immediatamente per risolvere una questione che il sindaco Decaro ha giustamente chiamato ‘scandalo’ “. Infatti, per l’on. Pagano, “i vertici di Rfi devono rispondere di questi ritardi e spiegarne le ragioni, se ce ne sono”. Peccato, però, che a gridare allo “scandalo” ed a lamentarsi dell’odierna risposta di Rfi per la messa in esercizio della nuova tratta metropolitana di superficie Bari-Bitritto siano soprattutto solo esponenti pugliesi del Pd come il sindaco di Bari, Decaro, l’assessore regionale ai Trasporti, Maurodinoia, ed il deputato barese Pagano che, come è noto, sono tutti dello stesso partito del ministro delle Infrastrutture dell’epoca, ovvero Paola De Micheli, che al tempo (luglio del 2020) in cui è stato sottoscritto l’accordo per la cessione ad Rfi della tratta ferroviaria in questione da parte della Regione Puglia, era per l’appunto la titolare del Dicastero di via Nomentana, che è anche il Ministero che ha ratificato detto accordo per conto dell’allora Governo “giallo-rosso” di Giuseppe Conte. Governo, quest’ultimo, che – come è pure noto – è rimasto in carica fino allo scorso febbraio. Vale a dire per altri 8 mesi circa, dopo detto accordo con Rfi, e che, se negli stessi tempi (come dichiarato dal sindaco Decaro) avrebbe dovuto essere messa in esercizio detta tratta, come mai l’allora ministra De Micheli non si sia preoccupata di monitorare il rispetto degli impegni presi da Rfi con la Regione Puglia, considerato che tra i compiti di questo stesso ministero rientra anche quello di vigilanza e controllo sull’operato di Rfi? Quindi, gli autorevoli esponenti del Pd pugliese, che ora stanno protestando per la recente risposta di Rfi, forse qualche “domanda” e conseguente lagnanza avrebbero già dovuta farla ai tempi in cui a capo del Ministero delle Infrastrutture c’era la loro collega di partito De Micheli. Anzichè aver perso tempo ed aspettare l’arrivo del nuovo ministro Giovannini. Comunque meglio tardi che mai anche con le proteste ed una paventata denuncia di “scandalo” che, se non altro, per essere più appropriata avrebbe già dovuta essere effettuata dal sindaco Decaro lo scorso gennaio ad un ministro del suo stesso partito, il Pd.

 

Giuseppe Palella

 

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