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Tempo di sconti, bene, ma occhio alla qualità di prodotti e consumi

Occhio al prezzo e alla qualità. “E’ nei mercati rionali che regna maggiormente l’incertezza degli alimenti che si acquistano perchè non viene esposta l’etichetta e quindi, la provenienza del pesce e dell’ortofrutta. In questo periodo poi, il rischio è ancora maggiore perché può succedere che un pesce surgelato, vedasi seppie o crostacei, venga venduto per fresco o di provenienza locale”.
Ad evidenziare il fenomeno è stata una tra le maggiori associazioni a tutela dei consumatori, quell’Adoc Puglia che, girando tra i banchi dei venditori, ha verificato che solo il 42% di essi indica la provenienza del prodotto. E, nel caso del pesce, solo il 39% dichiara se la merce esposta è stata pescata o allevata.
Anche l’acquisto della frutta diventa un rebus perché non sempre il contenitore originale viene messo in evidenza o se la stessa giunge da produzioni extraeuropee. In generale, la varietà è resa nota solo nel 56% dei casi; mentre l’origine scende al 35%. Per non parlare del calibro, o della categoria che non è quasi mai chiara.
Continua, quindi, ricordano dall’Adoc Puglia, la babele delle regole e dell’obbligatorietà del rispetto delle norme.
“In questo periodo poi, dove i prezzi quasi certamente saranno ritoccati all’insù – ripetono dalla sede regionale dell’Adoc -, dà ancora più fastidio essere imprecisi. Pertanto, oltre a rivolgere un appello agli addetti ai controlli, è preferibile premiare e servirsi da coloro che, per esempio, per i prodotti ittici indicano: la denominazione commerciale della specie, il metodo di produzione o la zona di cattura o di allevamento; mentre, per la frutta scelgano prodotti in cassetta con l’indicazione della varietà, l’origine, la categoria o il calibro”. Consumare prodotti freschi sarebbe quindi l’ideale. Nel frattempo è ancora tempo di saldi a Bari, che rappresentano ancora oggi uno straordinario momento di rilevanza economica e di costume. Un’occasione da sfruttare ancora di più quest’anno dopo un lungo periodi di crisi e austerity, forti del bonus taglia Irpef di 80 euro che molti italiani da maggio trovano nelle buste paga e che – secondo le intenzioni – spesso saranno almeno in parte devoluti proprio per questi acquisti”. Si tratta nel capoluogo pugliese, come più o meno dappertutto, di sfruttare quei lievi segnali positivi, con i commercianti che – nel rispetto delle regole previste – possono sfruttare a pieno l’offerta qualitativa e quantitativa delle proprie attività in città, quali quelle della Puglia, tradizionalmente a forte vocazione commerciale, e con i consumatori che potranno impegnarsi nella caccia all’affare”. Da una settimana è iniziato dunque il periodo dei saldi estivi, tempo di sconti fino al settanta per cento per chi ha già deciso di alzare le saracinesche anche delle due domeniche successive, nel nome di quelle “deroghe utili” al calendario delle aperture dei festivi, da sempre invocate dalle associazioni di categoria dei commercianti dopo la sospirata liberalizzazione.

 

Antonio De Luigi

  

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