Sport

Terminato il ritiro a Gravina, il Bari torna a casa ad affrontare l’arduo presente

Quest’oggi Longo in conferenza per sciogliere le perplessità irrisolte

Ritiro concluso. Il Bari, dopo due giorni sulla Murgia, è rientrato a casa per la sfida di sabato 14 marzo alle ore 15 contro la Reggiana. Prima della partenza, a margine delle sedute di lavoro, le società del Gravina e del Bari si sono incontrate alla presenza del presidente Luigi De Laurentiis e di una folta rappresentanza della dirigenza della FBC Gravina, in un clima di grande spirito collaborativo e di forte legame con il territorio. L’FBC Gravina, che ha ospitato il Bari, ha rivolto ai biancorossi l’augurio di raggiungere gli obiettivi prefissi: “È stato un piacere e un onore ospitare in questi giorni gli allenamenti della SSC Bari al Vicino”.

Quest’oggi, invece, si ripartirà dalla normalità e in mattinata la squadra svolgerà la rifinitura al San Nicola. Alle ore 10, invece, presso la sala stampa ‘Gianluca Guido’ dell’impianto sportivo barese, ci sarà la consueta conferenza prepartita di mister Longo, una occasione per riprendere quelle situazioni che non hanno funzionato a Pescara e per analizzare le misure compensative che saranno utilizzate contro gli emiliani.

Primi tra tutti, saranno da sciogliere i nodi sugli indisponibili, sulla situazione degli infortunati (Piscopo e Verreth), sul virus influenzale che è circolato negli spogliatoi prima della gara in Abruzzo (Cistana, Dorval e Cavuoti) e sulla tenuta di quegli elementi che ancora non possiedono i 90’ (Esteves e Traorè). Dando per scontato che mister Longo confermerà l’assetto tattico del 3-4-2-1, partendo dal terzetto difensivo, la soluzione più probabile è che tornino Cistana a destra, Odenthal centrale e Mantovani a sinistra, a patto che lo stato influenzale di Cistana sia stato smaltito, cosa più o meno scontata a distanza di una settimana. Capitan Pucino potrebbe, quindi, ritornare in panchina. La disponibilità del veterano biancorosso è stata immensa nella partita contro il Pescara, accettando, date le numerose indisponibilità, di interpretare un ruolo che richiede grande spirito di sacrificio e dispendio energetico, specie per un giocatore alla soglia dei 35 anni.

Domenica scorsa contro gli abruzzesi non ha girato nulla nel verso giusto, tantomeno l’esperimento Pucino quinto di difesa. Il tecnico piemontese ha sempre visto il difensore casertano più idoneo in un assetto a quattro, per quanto Pucino abbia dimostrato grande capacità di adattamento in tutti i ruoli della difesa, anche come centrale. Da leader carismatico e livella del reparto arretrato, con la fascia da capitano al braccio, il suo contributo è stato regredito attualmente a quello del difensore duttile all’occorrenza e dell’uomo spogliatoio. Andrebbe tenuto a mente, in ogni caso, come la disponibilità non debba mai essere confusa con i reali ambiti di pertinenza e con le effettive possibilità.

Per ciò che riguarda gli esterni difensivi, sarà importante capire se Lorenzo Dickmann, fermo dal 7 febbraio e rientrato tra i convocati contro il Pescara, abbia recuperato la tenuta atletica per potersi riprendere il ruolo di quinto a destra naturalmente suo. Diversi gli esperimenti per sopperire alla mancanza del terzino milanese: prima con Manè, spesso sfruttato anche sulla corsia di sinistra al posto di Dorval durante la sua assenza per la Coppa d’Africa, e poi con l’estrema disponibilità di Kevin Piscopo, per natura trequartista.

La fascia destra ha cominciato a soffrire senza Dickmann, per quanto Piscopo abbia interpretato efficacemente le due fasi, sia quella di possesso, andando anche in gol contro il Padova, che quella di non possesso. Una rete pesantissima che è valsa un punto, frutto della capacità del versatile giocatore di assumersi delle responsabilità e calciare a rete, dopo una serie di rimpalli da Moncini a Cavuoti, fino al suo destro. Sarebbe, quindi, interessante vedere un Bari nel pieno delle sue forze, con tutti i tasselli al posto giusto: il ritorno di Dickmann a gestire la fascia destra e un esordio da sottopunta per Piscopo assieme a Rao, alle spalle di Moncini. L’alternativa più efficace e di qualità a Piscopo sarebbe Thomas Esteves.

Già impiegato come titolare assieme ad Emanuele Rao, ha mostrato le sue capacità di disimpegno ed inserimento, oltre che la propensione a vedere la porta. Ancora a secco di gol, anche a causa del suo scarso impiego (solo 252’ in 8 partite, una media di 31,5’ a gara), ha fino ad ora lasciato il segno solo contro la Sampdoria, rendendosi protagonista dell’assist per Moncini del 1-0. Con Esteves titolare dal primo minuto il Bari ha sempre vinto, è accaduto nei due successi consecutivi contro Sampdoria ed Empoli. Nella pesante debacle contro il Pescara è rientrato nelle rotazioni, ma non è riuscito a determinare un approccio diverso da parte della squadra, apparsa in totale balia degli avversari.

Sulla linea mediana, l’assetto Artioli-Maggiore sembra aver superato il collaudo, con il primo capace di dettare i tempi ed impostare il gioco, ed il secondo utile anche negli inserimenti senza palla a dare a man forte al reparto offensivo. Al netto della prestazione horror di domenica di tutto il gruppo squadra contro il Pescara, gara in cui Giulio Maggiore si è reso protagonista del fallo da rigore su Valzania, nelle precedenti prestazioni il centrocampista genovese aveva convinto area tecnica e tifoseria.

Ripescato dal cilindro, dopo mesi di mercato che lo vedevano in uscita, l’ex capitano dello Spezia ha ribadito di voler lottare per la salvezza del Bari. I tre anni di contratto che lo legano alla maglia biancorossa rappresentano, a detta del giocatore stesso, un grande senso responsabilità da onorare. Due gol (Pescara ed Empoli) e due assist (Catanzaro e Avellino) sono il bilancio fino ad ora delle realizzazioni del numero 25 biancorosso, che nelle 5 partite comprese tra fine gennaio e metà febbraio aveva disputato solo 4’ contro il Mantova. Longo è riuscito a trovare le chiavi giuste per rivitalizzare un giocatore dalle grandi potenzialità, valutato utile in un centrocampo in cui è sempre mancato, dall’inizio del campionato, l’ago della bilancia.

Il compito dell’allenatore biancorosso continua ad essere arduo. Dare fiducia, sperimentare anche a costo di sbagliare, prendersi delle responsabilità, motivare anche nella sconfitta e tirare fuori tutte le qualità che sono celate in ogni suo giocatore sono le sue prerogative. In un momento complesso come quello che vive tutto il comparto barese anche i più forti guerrieri possono sentirsi soli, amareggiati e traditi.

Situazione che potrebbe essere avvenuta in Abruzzo, dopo una prestazione che neanche i peggiori incubi avrebbero potuto presagire. Il gruppo ha avuto bisogno di rifiatare lontano da casa nel mini ritiro effettuato sulla Murgia, tra Gravina e Matera. Con un bel sospiro riprenderà, quindi, il cammino sin qui tortuoso dei galletti, impegnati in un altro turn de force: sabato 14 marzo contro la Reggiana in casa alle 15, mercoledì 18 marzo a Frosinone alle 19, domenica 22 marzo nuovamente al San Nicola contro la Carrarese alle 15. Dopodiché ci sarà la pausa per i playoff delle nazionali (giovedì 26 marzo alle 20:45 Italia-Irlanda del Nord e l’eventuale finale martedì 31 marzo con orario da confermare tra Galles/Bosnia Erzegovina-Italia) e si rientrerà il giorno di Pasquetta, 6 aprile, tra le mura amiche contro il Modena alle ore 15.

Intanto, l’Aia ha reso noto che l’incontro tra Bari e Reggiana sarà diretto da Luca Pairetto della sezione di Nichelino. Come assistenti ci saranno Francesco Luciani della sezione di Milano e Simone Biffi della sezione di Treviglio. Quarto ufficiale sarà Alberto Ruben Arena della sezione di Torre del Greco, mentre al VAR ci sarà Manuel Volpi (Arezzo), coadiuvato dall’ AVAR Davide Ghersini (Genova). (ph. FBC Gravina)

Tess Lapedota


Pubblicato il 13 Marzo 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio