Cronaca

Terremoto alla Città Metropolitana, tra favori e lavori urgenti mai eseguiti

Terremoto alla Città Metropolitana di via Spalato con il sequestro preventivo del valore complessivo di circa 240mila euro eseguito nelle settimane scorse dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’indagine sull’ex Provincia di Bari relativa a “condotte fraudolente da parte di amministratori e funzionari” e ai “rapporti intrattenuti con imprenditori locali ai quali erano affidate commesse per la realizzazione di lavori pubblici”. Sono circa venti gli episodi contestati dalla Procura di Bari nell’indagine sull’ex Provincia di Francesco Schittulli, guidata da quasi tre anni dal sindaco barese Antonio Decaro e riguardano affidamenti di lavori urgenti per manutenzione di scuole, strade e altri immobili di competenza dell’ente.  I reati contestati a vario titolo ai ventidue indagati vanno dalla corruzione alla truffa aggravata, dalla frode in pubbliche forniture al falso in atto pubblico. La richiesta di applicazione delle misure e’ stata firmata dalla Procura nell’agosto scorso. Il giudice delle indagini preliminari che ha disposto i sequestri, Alessandra Piliego, accogliendo la richiesta a carico di otto indagati, ha rigettato altre tre richieste di sequestri, sei richieste di applicazione di misure cautelari personali (arresti domiciliari) e due misure interdittive. Secondo il giudice per alcuni fatti non ci sono le esigenze cautelari perche’ i fatti sono datati nel tempo, risalgono a circa cinque anni fa, e per altri non sussistono gli indizi di colpevolezza con riferimento alle accuse di corruzione.  Il provvedimento di sequestro e’ stato notificato a otto indagati accusati di truffa aggravata: Anna Maurodinoia, al momento dei fatti contestati vicepresidente della Provincia,quattro fra funzionari e dipendenti dell’ente, Cataldo Lastella, Pietro Gallidoro, Giuseppe Rotolo e Mario Ruggiero, gli imprenditori Marino Provvisionato, Marino e Ezio Gesualdi della societa’ Gesualdi Srl di Spinazzola. Stando agli accertamenti delle fiamme gialle, coordinate dal pm Luciana Silvestris, sarebbe emerso “un diffuso sistema clientelare” all’interno dell’ente, che avrebbe interessato anche altri dipendenti della ex Provincia, tra impiegati, funzionari e tecnici. Nell’inchiesta della Procura di Bari sulla ex Provincia che ha portato  al sequestro di beni per 240mila euro a carico di otto persone, non risulta piu’ tra gli indagati l’ex presidente Francesco Schittulli, in carica alla guida dell’ente dal 2009 al 2014. La sua posizione e’ stata stralciata perche’, a seguito degli accertamenti coordinati dal pubblico ministero Luciana Silvestris e delegati alla Guardia di Finanza, non e’ emerso un suo coinvolgimento nei presunti fatti illeciti. La posizione di Schittulli va quindi verso l’archiviazione.  L’inchiesta, che coinvolgerebbe una quarantina di persone, e’ nata da uno stralcio del procedimento nei confronti degli imprenditori Alviero ed Erasmo Antro, arrestati nel marzo 2012 per truffa aggravata e falso con riferimento ad una presunta truffa da oltre 20 milioni di euro ai danni della Provincia e di sei istituti di credito relativa a rimborsi per lavori inesistenti di manutenzione delle strade. Era stato uno dei due fratelli, rendendo dichiarazioni agli inquirenti baresi, a rivelare presunte richieste di favori, denaro e assunzioni. E infatti Alviero ed Erasmo Antro sono sotto processo per truffa aggravata ai danni dell’ex Provincia e di una mezza dozzina di istituti di credito, falso materiale e ideologico, contraffazione di pubblici sigilli e violenza privata. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2008-2011 e nel processo in corso si sono costituiti come parti civili anche la Citta’ Metropolitana e due banche: dinanzi al collegio giudicante della Prima Sezione Penale, dunque, una sequela di irregolarità contabili e non anche attraverso, ad esempio, vere e proprie anticipazioni sui pagamenti poste presumibilmente in essere da un gruppo di imprenditori e amministratori accusati, infine, di aver truffato la ex Provincia di Bari e una mezza dozzina di istituti bancari. I sequestri si riferiscono invece all’attività degli uffici tecnici della Città Metropolitana anche attraverso il sequestro di una montagna di atti, determine e delibere provinciali alla fine del 2011 presso gli stessi uffici di presidenza dell’Ente in via Spalato e dell’Ufficio Tecnico di via Castromediano dove, sempre secondo la impostazione accusatoria, sarebbero stati parecchi appalti e lavori fasulli. Anche i nomi degli Antro sono rimbalzati spesso sui giornali locali a causa dei sequestri di beni immobili (tra Bari, Roma, Rosa Marina e altre località importanti di turismo) di notevole entità anche per l’ipotesi di bancarotta.

 

Antonio De Luigi


Pubblicato il 1 Ottobre 2016

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