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Terremoto nel pianeta-scuola: ora si protesta dal Prefetto

Era stato puntato da parecchio tempo l’obiettivo sulle carenze del pianeta scuola in Puglia, sia che si trattasse di vuoti di organico e sia carenze tecnico/strutturali, con la metà degli istituti scolastici (…e forse più) bisognevoli di interventi drastici, per la manutenzione ordinaria e soprattutto straordinaria. Ma niente, anche le organizzazioni sindacali hanno denunciato inutilmente le carenze di organico del personale tecnico/amministrativo (ATA) assegnato alle scuole pugliesi: carenze rese ancora più evidenti in questi durissimi anni di pandemia in cui il personale ATA, al pari del personale docente e dirigente, ha mostrato lo stesso impegno di sempre, garantendo sicurezza e salute in un contesto in cui il virus aveva un elevato potenziale di contagiosità. Inutilmente ai vertici scolastici baresi che albergano negli uffici di via Re David e via Castromediano i rappresentanti sindacali (Cgil/Scuola in primis) hanno richiesto il recupero dei tagli che furono apportati anche agli organici degli amministrativi, dei tecnici e dei collaboratori scolastici quando furono tagliati a livello nazionale 45mila posti nel triennio 2008-2011 (in Puglia il taglio fu di 4mila unità) e la richiesta dell’organico aggiuntivo Covid anche per quest’anno scolastico si muove con coerenza in quella direzione negativa. Infatti, lo scorso anno scolastico sempre in Puglia, su 55mila posti di organico aggiuntivo a livello nazionale, sono state assegnate risorse utili per attivare 4.088 contratti a tempo di lavoro determinato, di cui 3.146 di personale ATA e 942 docenti. Ma, purtroppo, per l’anno scolastico in corso il governo Draghi non ha inteso riconfermare le risorse necessarie alla riattivazione dell’organico aggiuntivo Covid, determinando situazioni di grave difficoltà nelle scuole pugliesi. Le scriventi sono consapevoli che il Governo non ha mai parlato di riconferma di questo organico dopo il mese di giugno 2022, ma il problema nelle scuole resta perché le scuole, senza questo organico aggiuntivo, non riescono più a portare avanti l’ordinaria amministrazione, non soltanto per la gestione degli spazi ma anche per il supporto agli alunni disabili il cui numero è salito, negli ultimi 5 anni, da 17893 a 20708, con un incremento, solo nell’ultimo anno, di 625 unità. E allora? Per far fronte a questo ennesimo scempio, l’Ufficio Scolastico Regionale (USR Puglia) ha concesso in prima istanza una tranche di 740 posti in deroga ATA, (di cui 254 assistenti amministrativi, 13 assistenti tecnici, 469 collaboratori scolastici, 1 infermiere e 3 collaboratori addetti aziende agrarie) e, dopo la pressione delle sigle sindacali regionali unitarie, nelle ultime ore, ha autorizzato ulteriori 94 posti in deroga. I sindacati del comparto scolastico, pur apprezzando questo sforzo della Direzione Scolastica regionale, ritengono quest’incremento assolutamente insufficiente ad accogliere le istanze territoriali provenienti dalle scuole pugliesi, in quanto, secondo le tabelle consegnate dallo stesso Ufficio Scolastico pugliese, restano inevase ancora molte richieste. Insomma, ammontano a quasi 2mila unità le carenze di organico di personale ATA lamentate dalle scuole pugliesi, al netto di quelli già autorizzati. Tutto questo si verifica, per giunta, in un anno scolastico particolare in cui l’immensa mole di lavoro sottesa all’attuazione del PNRR e dei connessi processi di riforma, all’attivazione dell’educazione motoria nelle classi quinte della primaria, richiederanno carichi di lavoro aggiuntivi sia nelle segreterie scolastiche che nei laboratori. Ed anche le segreterie scolastiche, in particolare, sono ormai al collasso perché, ogni anno si scaricano su di esse tutte le incombenze che una volta venivano espletate da altri enti o dagli uffici scolastici territoriali (trattamenti pensionistici e di fine rapporto, graduatorie di supplenti, monitoraggi, manutenzioni ordinarie ecc.) stressando le segreterie, i direttori dei servizi generali e amministrativi e gli stessi dirigenti scolastici con vere e proprie molestie burocratiche. Per questi motivi, le maggiori organizzazioni sindacali hanno deciso di manifestare con forza venerdì prossimo, 30 settembre a partire dalle sedici davanti alla Prefettura di Bari, invitando alla mobilitazione il personale di tutte le comunità scolastiche, insieme a famiglie e studenti.

Antonio De Luigi

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