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The light of hope

Ancora una volta l’arte si fa portavoce delle istanze conflittuali e profonde con cui giovani studenti dell’Accademia hanno dovuto fare i conti nel difficile periodo del lockdown. Sofferenza psicologica e senso di solitudine che, grazie ad un’ idea del loro docente, il Prof. Alessio Fortunato, vengono rielaborate in maniera costruttiva diventando arte a fumetti. Il risultato porta così ad una mostra a Castellaneta carica di significati importanti.A partire dal 23 agosto e fino all’1 settembre, presso i nuovissimi spazi espositivi dell’OMC in via Mercato, si potrà visitare “The light of hope”, che raccoglie i lavori degli studenti del corso di fumetto dell’Accademia di Belle Arti di Bari che, con freschezza e spirito d’avventura, hanno trasposto su carta le speranze e le paure  legate alla pandemia.La mostra è curata dal Prof. Michele Giangrande, coordinatore del corso di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Bari, con la collaborazione di Filomena Pucci come responsabile della comunicazione e grafica, con il patrocinio del Comune di Castellaneta e della Pro Loco Rodolfo Valentino.Il docente di fumetto Alessio Fortunato, ideatore e promotore dell’iniziativa, ci spiega il senso di questo felice esperimento artistico:”L’idea era quella di buttare fuori tutto il malessere e il disagio dovuti alla pandemia e all’isolamento forzato. Gli studenti sono diventati personaggi e protagonisti della loro avventura su carta. Il mondo che abbiamo immaginato insieme è un mondo opaco, freddo e ostico. Un immenso grand canyon fatto di torri di roccia e distanze incolmabili e su ogni sommità la loro casa fatta ad immagine e somiglianza delle loro paure. Loro imprigionati all’interno in compagnia di un mostro fatto di ombra e di una piccola luce sul petto, unica fonte di luce e possibile speranza, e come in ogni avventura, ci sarà un’eroina, in questo caso davvero molto speciale, che partirà per liberare e sconfiggere il Mostro. L’esperimento si è rivelato molto utile e terapeutico per i ragazzi. Abbiamo realizzato tra di noi una sorta di sedute psicoanalitiche a distanza, in cui ognuno ha potuto rielaborare il periodo nella maniera più consona allo stato d’animo che a livello personale stava vivendo: per alcuni la casa era un cubo nero asettico, per altri assumeva la forma di una clessidra, etc.. Ho lasciato liberi i ragazzi di utilizzare la tecnica che preferivano: olio, acquerello, china, in modo da creare un’opera finale variegata in un mix di stili diversi, alla fine ci si ritroverà tutti in una specie di teatro, metafora della parte più luminosa della nostra anima, e gli eventi evolveranno nella scena madre finale. I ragazzi hanno svolto questo lavoro con molto entusiasmo e l’esperienza ha aumentato la sintonia e la solidarietà tra loro. Da questi lavori alla fine nascerà anche un libro a fumetti. “La mostra sarà aperta tutti i giorni dal 23 agosto al primo settembre, dalle ore 20:00 alle 23:00.

Rossella Cea

 

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