Cultura e Spettacoli

“The New Old Albion” e la musica alla corte d’Inghilterra

A Palazzo de Mari di Acquaviva delle Fonti (ingresso libero) è atteso il penultimo concerto della rassegna “Anima Mea”, realizzata con la direzione artistica di Gioacchino de Padova. Il concerto, incentrato sul repertorio inglese di epoca tardo-rinascimentale, s’intitola «The New Old Albion» (dal nome antico della Gran Bretagna, Albione) ed è dedicato al compositore William Lawes e ai musicisti coevi che lavorarono a corte nell’Inghilterra del Sedicesimo e Diciassettesimo secolo. Di scena sarà l’Ensemble Caleidoscopio, un quartetto milanese formato da Lathika Vithanage (violino), Noelia Reverte Reche (viola da gamba), Flora Papadopoulos (arpa doppia) e Tiziana Azzone (tiorba). “Un organico internazionale- spiega Gioacchino de Padova- che ripropone la struttura dei «consort», come in Inghilterra venivano comunemente chiamate le formazioni strumentali del periodo. Oltre a musiche di William Lawes (1602-1645), suonatore di liuto e autore tra i più prolifici del suo tempo, si ascolteranno creazioni di Matthew Locke (1621-1677), l’erede diretto di Lawes e musicista al servizio di Carlo II e Caterina di Braganza, e di John Playford (1623-1687), cui si deve il merito di aver conservato e tramandato buona parte del repertorio di danze con l’applicazione di una tecnica derivata da una prassi improvvisativa chiamata «division», alla quale si rifece per la viola da gamba Christopher Simpson (1602-1669), altro autore al centro del concerto. In contrasto con questa parte di programma sono invece le pagine dei due autori più antichi selezionati dall’Ensemble Caleidoscopio, John Dowland (1563-1626) e Thobias Hume (1569-1645), dei quali – il primo virtuoso del liuto, il secondo della viola da gamba – verranno proposti lavori appartenenti al genere del lamento. Infine, in contrasto stilistico ancora più netto con l’intera serata, risulteranno le composizioni di Henry Purcell (1659-1695), colui il quale operò una compenetrazione di stili differenti rimanendo influenzato dalla musica francese e, soprattutto, italiana”. L’ultimo appuntamento di “Anima Mea” 2012 è in programma per il 16 ottobre (alle 20:30), nella Chiesa di San Domenico a Molfetta con il concerto intitolato “Il principe della luna musica alla corte di Leopoldo I”. Di scena l’ensemble Orfeo Futuro diretto Alessandro Ciccolini. Dalle note del direttore artistico De Padova: “Nella Biblioteca Augusta di Wolfenbüttel c’è un manoscritto contenente una grande quantità di musica, ricopiata per volere di Augusto di Brunswick-Lüneburg, fondatore della stessa Biblioteca, grande esperto di musica, di scacchi e di enigmistica e cultore di Selene, la Dea della Luna dei greci antichi. Queste musiche, praticamente sconosciute, sono opera di musicisti, tra cui molti italiani, tutti legati alla corte dell’Imperatore Leopoldo I, lui stesso musicista e presente come tale nell’antologia. Il Manoscritto di Wolfenbüttel è un esempio perfetto di encomio del Sovrano: Il Principe della Luna (Luna-Lünemburg) illumina Leopoldo I duplicando le musiche da lui amate, e nasconde tra queste un’Aria dell’Imperatore.Tra gli autori presenti nel manoscritto ci sono alcuni italiani particolarmente frequentati alla corte di Leopoldo: il programma presenta alcune loro opere, altre di Antonio Draghi (anch’egli attivo a Vienna in quegli anni) e una Cantata scritta per l’occasione da Alessandro Ciccolini, che dal 2010 dedica ogni anno una nuova composizione ad Orfeo Futuro. Il Principe della Luna è un work in progress di Orfeo Futuro che, oltre all’esecuzione di alcune musiche del Manoscritto di Wolfenbüttel, prevede per la stagione 2013-14, la produzione di un’azione scenica sullo straordinario filo rosso che lega questo libro alla pittura di Velasquez e alla nascita delle moderne teorie del teatro”. Prenotazioni servizio bus-navetta per diversamente abili in carrozzina (almeno 48 h prima del concerto), numero verde 800 96 01 37; Info: www.orfeofuturo.it.

Mariapina Mascolo


Pubblicato il 12 Ottobre 2012

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