Cultura e Spettacoli

Tiziana Portoghese: quando la voce si fa respiro degli affetti

Nel castello bavarese di Walkershofen la mezzosoprano pugliese conquista il pubblico tedesco con una vocalità intensa e spirituale

Nel cuore della cultura barocca tedesca, la cosiddetta Affektenlehre – la dottrina degli affetti – considerava la musica non semplice ornamento estetico, ma forza capace di muovere l’animo umano. Johann Mattheson scriveva che «la musica deve toccare il cuore», mentre il grande direttore Nikolaus Harnoncourt ricordava come nel Seicento e nel Settecento ogni frase musicale fosse concepita per tradurre un’emozione precisa: dolore, estasi, malinconia, devozione.

In questo orizzonte spirituale ed espressivo si colloca felicemente la recente partecipazione della mezzosoprano barese Tiziana Portoghese al Festival Internazionale del Lied 2026 di Walkershofen, in Germania, evento che il mese scorso ha inaugurato la nuova stagione concertistica del castello bavarese con il programma Belcanto italiano.

Diplomata con il massimo dei voti in Canto lirico, Musica Vocale da Camera e Canto Rinascimentale e Barocco, la Portoghese rappresenta oggi una delle personalità più colte e versatili della vocalità italiana. Formatasi anche presso l’Accademia “Paolo Grassi” di Martina Franca, dove ha ottenuto due borse di studio come migliore allieva, la cantante pugliese ha costruito negli anni un percorso artistico capace di attraversare repertori e linguaggi diversi: dall’oratorio antico alla musica contemporanea, dal canto popolare al tango, focalizzandosi costantemente sulla ricerca profonda del rapporto tra suono, parola e interiorità.

Ed è proprio questa dimensione interiore ad aver colpito il pubblico tedesco durante il festival diretto dal baritono Christoph von Weitzel. Nella cappella del castello di Walkershofen, la voce di Tiziana Portoghese ha potuto esprimersi in una dimensione quasi teatrale nella sua intensità ravvicinata, trasformando l’ascolto in un’esperienza immersiva e fisica.

La critica locale ha parlato di una vocalità «calda e profonda», sostenuta da «un respiro di rara naturalezza», sottolineando come l’interprete italiana abbia saputo restituire alla scrittura barocca quella dimensione emotiva originaria che la tradizione tedesca definiva musica degli affetti. «Un’esperienza, quella in Germania, che mi ha trasmesso tanto a livello artistico e umano, e che considero l’apice di un percorso iniziato trent’anni anni fa, nella mia Bari, i cui obiettivi di perfezionamento perseguo ancora oggi, dopo molti concerti nel mondo, ed esperienze

avute fin dagli esordi in Puglia, quando anche da noi iniziava ad emergere il fermento verso un determinato genere musicale », dichiara la Portoghese, che ha affrontato pagine di Händel, Porpora, Mozart, Gluck, Purcell e Verdi, accanto al controtenore Jan Wouters, al soprano Margarita Vilson e allo stesso von Weitzel, muovendosi con grazia e autorevolezza tra stili differenti, ma sempre accomunati da un unico principio espressivo: il canto come rivelazione dell’umano.

Non mera esibizione virtuosistica, dunque, ma attenta ricerca di un equilibrio sottile, tra tecnica e verità emotiva. Una qualità che emerge anche nelle sue incisioni discografiche, dal repertorio francese di fine Ottocento di Raoul Pugno-Mélodies ai canti popolari del mondo, alle sperimentazioni musicali, insieme a Francesco e ad Adriano Palazzo nel trio Folksongs!, fino al recente progetto dedicato ai canti sacri delle religioni, registrato a 432 Hz per Auditoria Records. Alla dimensione artistica Tiziana Portoghese affianca inoltre un intenso percorso culturale e filosofico.

Laureata con lode in Filosofia con una tesi intitolata Le vie del silenzio, ha pubblicato il saggio La dimora sonora, dal rumore metropolitano alla nostalgia del silenzio, riflessione significativa sul rapporto tra ascolto, spiritualità e paesaggio sonoro contemporaneo. Un pensiero che sembra riflettersi anche nel suo modo di concepire la performance musicale: non semplice spettacolo, ma esperienza di presenza e di ascolto condiviso.

Particolarmente significativa è anche la sua attività nel sociale come direttrice, insieme a Nicoletta Picciariello, del coro Manos Blancas Puglia, progetto promosso dalle associazioni Famiglia Dovuta e MusicaInGioco nell’ambito del Sistema Abreu. Nato per aprire al dono della bellezza ragazzi con disabilità attraverso il linguaggio musicale e la Lingua dei Segni. In questo contesto la vocalità si fa gesto, relazione, comunità.

L’ultimo concerto in Germania, dunque, non si configura solo come la manifestazione matura di solidità tecnica di una professionista esperta, ma rappresenta la maturazione di un pensiero musicale capace di coniugare tradizione, spiritualità e coscienza contemporanea, come sottolinea la cantante in ultima analisi: « Ritengo che il senso più autentico del mio rapporto con la musica non risieda soltanto nella bellezza del suono ricercato, o nello studio della tecnica, ma in quella capacità autentica di trasformare l’ascolto in esperienza umana profonda».

Rossella Cea


Pubblicato il 13 Maggio 2026

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