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Tommaso D’ Orazio: “Ho fame ed umiltà, Bari è la mia piazza ideale”

Nativo di  Guardiagrele, il terzino sinistro con spiccate doti offensive, Tommaso D’Orazio, classe 1990 ha firmato un biennale con la Ssc Bari sino al giugno 2022. Da qualche giorno già si stallenando con i suoi nuovi compagni, è stato presentato ai microfoni della Ssc Bari. D’Orazio ha detto di se stesso e dell’entusiasmo di aver accettato in una piazza come quella barese: “Sono felice di essere giunto in una piazza del genere. Qunado il direttore sportivo mi ha chiamato ho accettato immediatamente. Vengo in una piazza affamata come il sottoscritto, che viene da tanta gavetta ed un percorso fatto di sacrifici e sempre grand eumiltà. Ho giocato anche in Eccellenza per seguire il mio mister, rimettendomi sempre in gioco e dando il massimo. Lo scorso anno a Cosenza abbiamo fatto un miracolo sportivo salvandoci, ma ripeto sono felicissimo di poter giocare qui. Ci dobbiamo isolare dall’esterno e pensare a dare il massimo”. Sul tecnico Auteri e sulle sue caratteristiche, lui che tra l’altro fra i professionisti ha collezionato 132 presenze e segnato ben undici reti ed altrettanto assist, ha detto: “Sono uno molto combattivo ed ho accettato subito questa sfida. Il mister non lo conoscevo di persona, ma lo avevo affrontato da avversario e so che le sue squadre sono molto propositive. Io ho giocato sia nel terzetto largo, che da esterno sia basso che alto a tuttocampo, come ora si suole dire nel gergo. Sono a disposizione del mister e della squadra, dove ho trovato davvero un gruppo affiatato. Su tutti, cito il capitano Valerio Di Cesare e Mirco Antenucci, ma ripeto sono davvero felice”. Infine è tornato a parlare della sua esperienza a Cosenza, squadra di provenienza: “Eravamo partiti dal basso, penultimi e con un organico ridotto, alla fine dopo il cambio tecnico e che ci siamo visti negli occhi, giocatori e staff, abbiamo raggiunto la salvezza. Ecco, quello serve, guardare oltre, dare il massimo ed isolarsi dalle pressioni esterne. Noi dobbiamo pensare a correre ed al campo, solo da lì passa il raggiungimento del nostro obiettivo e ci auguriamo con il nostro dodicesimo uomo”.

M.I.

 

 

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