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Toponomastica di Palese: ma al Comune sanno di cadere talvolta nel ridicolo?

Che a Palese per la toponomastica cittadina in alcuni casi si sia caduti nel ridicolo è fatto noto già dai tempi di Emiliano sindaco di Bari, ma che anche al Comune di Bari talvolta, forse, non hanno il senso del ridicolo nell’accogliere talune proposte, oltre che di intitolazione, persino nella scelta delle aree pubbliche da denominare provenienti dal locale Organo di decentramento amministrativo, il V Municipio, è una novità dell’amministrazione Decaro. Infatti, alcuni cittadini di Palese da qualche settimana hanno notato, con grande sorpresa, che una rientranza stradale della locale via Duca D’Aosta, che si dirama tra l’omonimo plesso scolastico situato sulla stessa strada e l’area pubblica su cui insiste il monumento ai caduti di guerra, di recente sia stata dal Comune elevata al rango di “via” con l’intitolazione ai “Donatori di sangue”. In realtà, trattasi di un “budello” (oltretutto malmesso nel fondo stradale) lungo circa una trentina di metri e largo grossomodo cinque, su cui non si affacciano né edifici, né tantomeno vi sono ingressi con relativi civici ad una qualsivoglia struttura. In effetti,  è una piccola superficie a sfondo completamente chiuso, su due lati dalle recinzioni metalliche del parcchetto comunale ospitante il monumento ai caduti e l’adiacente Lascito Garofalo e sul terzo dal muro che costituisce la recinzione del giardino che circonda l’edificio scolastico “Duca D’Aosta”. Date tali caratteristiche l’area è utilizzata solo come parcheggio temporaneo, durante le operazioni di entrata ed uscita degli alunni dall’edificio, dei bus scolastici adibiti al trasporto dei fanciulli ed in passato (prima della raccolta rifiuti “porta a porta”) come luogo di giacenza di alcuni cassonetti dell’Amiu. Tanto che tutt’ora in alcune occasioni detto “budello” diviene una piccola discarica a cielo aperto per il deposito abusivo di rifiuti (generalmente gli “ingombranti”) di vario genere non contemplati dal ritiro giornaliero domiciliare. Una siffatta area pubblica, pur non avendone le caratteristiche, è stata quindi sulla carta “promossa” ad arteria stradale, con una delibera di Giunta comunale (la n. 588 del 13 settembre del 2018) che, conferendo ad essa intitolazione toponomastica, ha fatto assumere impropriamente il nome di “via” a ciò che in realtà divide semplicemente due distinte pertinenze pubbliche. A solennizzare tale atto, qualche settimana fa, alla presenza di esponenti comunali e municipali locali, è stata addirittura organizzata un’apposita cerimonia, con tanto di scoprimento dell’unica targa che contraddistingue come “via” tale “budello”. Tale cerimonia, unitamente al fatto di aver identificato come “via” una superficie chiusa e malmessa che non ne ha le caratteristiche, è stata causa di ilarità in una larga fascia di palesini che ora si domandano se, a seguito di tali iniziative, “al Comune di Bari sanno di cadere nel ridicolo quando prendono siffatti provvedimenti amministrativi?”. Probabilmente no. Ma in tema di Toponomastica nel territorio del V Municipio di decentramento amministrativo, non è solo quello innanzi riferito il paradosso. Infatti, come ha fatto rilevare un palesino particolarmente attento a tal genere di questioni, nel 2013 il Comune di Bari ha intitolato il vico VI di via Duca D’Aosta (ossia una strada distante appena un centinaio di metri circa dalla su citata “falsa” via) ad un delegato sindaco di Palese di fine anni Sessanta del secolo scorso, tale Giuseppe Frisario, che in realtà, poi, non ha mai visto l’apposizione della relativa targa su quel vico. In realtà, già dal 2014 a Palese esiste una via intitolata a Giuseppe Frisario, però è ubicata nella zona 167 adiacente al territorio di Santo Spirito. Il paradosso sussiste nel fatto che sia stata, nell’atto deliberativo, prevista l’intitolazione di un vico in area centrale di Palese, nei pressi della locale fermata di Rfi, mentre in realtà l’effettiva via così denominata è ubicata esattamente in un area periferica opposta al luogo individuato nel predetto atto. Quindi, insieme ad altre forse ridicole intitolazioni avvenute all’epoca dell’amministrazione comunale a guida Emiliano, queste ultime notizie in materia di Toponomastica palesina non possono non far ritenere a molti che al Comune di Bari in questa, come forse in altre materie, probabilmente si rasenta o si è già al ridicolo. E, forse, sarebbe proprio il caso di pensare che, prima o poi, qualche area pubblica malmessa o periferica assuma la denominazione “VIA col Vento”!

 

Giuseppe Palella

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