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Torna al suo splendore la chiesa di Santa Maria al Rito

 

Riapre oggi al culto e torna al suo splendore, la chiesa di Santa Maria al Rito, situata tra Torre a Mare e Noicattaro,  comunque incardinata in Noicattaro e dipendente per funzione dalla Chiesa Madre di Noicattaro. La cerimonia liturgica di riapertura al culto, verrà presieduta alle 19,00 dall’ arcivescovo di Bari- Bitonto Monsignor Francesco Cacucci. Ma di che cosa si tratta e che cosa è esattamente questa chiesa, lo abbiamo chiesto al parroco della Chiesa Madre di Noicattaro, don Vito Campanelli.

Don Vito, intanto perchè quel nome tanto singolare di Santa Maria al Rito?

“L’interpretazione più accreditata che possiamo dare è quella di una derivazione da Loreto. Venne infatti innalzata dai devoti alla Madonna di Loreto e per deformazione e crasi, è passata a Rito.  E’ un tempio, anche abbastanza spazioso, esistente sin dal 1926 che alcuni fedeli vollero per ringraziamento, dovuto allo scampato pericolo della prima guerra mondiale”.

Poi è rimasta chiusa..

“Negli anni 60, subì un crollo e noi, dopo oltre cinquanta anni, vi abbiamo rimesso mano. Va detto che sul quel luogo esisteva ed esiste anche un’altra piccola chiesa rurale. Infatti, accanto alla chiesa del Rito trovate una cappelletta”.

Che cosa si svolge oggi?

“Il vescovo procederà alla liturgia di riapertura al culto alle 19,00. Subito dopo si terrà una conferenza con l’ architetto e il direttore dei lavori. E’ opportuno precisare che tale riadattamento è stato possibile ed è stato realizzato con i fondi dell’otto per mille della Cei e le offerte dei fedeli”.

Don Vito, lei è responsabile diocesano per il settore turismo. Molti vacanzieri, la domenica d’estate, trovano che nel borgo antico di Bari, rispetto a Lecce, molte chiese sono chiuse in orari pomeridiani ..

” Intanto sono aperte alle funzioni religiose e la gente vi può dunque entrare. Credo che sia comunque bene organizzarsi e trovare intese con chi organizza i viaggi e i flussi del turismo. La diocesi e le chiese contano solo sui volontari e come tali, visto che non hanno stipendio, non possiamo obbligarli a rimanere in chiesa. Esiste dunque un problema legato a chi possa svolgere il ruolo di custode”.

Lei è responsabile del settore sport della diocesi. Che dice del Bari in D?

“Una grave perdita sportiva per la città. Bisogna lavorare per risultati più importanti”.

Bruno Volpe

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