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Torre a Mare: accessi vietati, lavori infiniti e spezzoni di costa ‘privatizzati’

E’ stato un lavoro meticoloso, con tanto di rapporti e ‘report’ fotografici, quello svolto nei giorni scorsi dal personale della dipendenza di Bari/Torre a Mare delle Guardie Ambientali. Un lavoro sfociato in una nota trasmessa al Comune di Bari e in un esposto alla Procura della Repubblica sulla situazione ‘anomala’ creatasi a sud del lungomare di Torre a Mare, chiusa al traffico per una frana che ostruisce il passaggio al litorale per oltre un chilometro. Analogo rapporto, ci tiene a far sapere il dirigente regionale GA Enrico Grandi, era già stato inviato all’attenzione del Sindaco di Bari Antonio Decaro e della Guardia Costiera in data 11 aprile 2017. Ma tutto quanto è rimasto chiuso in chissà quali armadi e cassetti, visto e considerato purtroppo che non c’è stato alcun riscontro, in oltre tre anni. Eppure, i rischi sono parecchi, per la pubblica incolumità, come si dice. Dopo aver eseguito un accurato sopralluogo e redatto il documento descrittivo dello stato attuale dei luoghi di cui fanno parte i rilievi fotografici, non è difficile rendersene conto. Come mostrano le foto la strada in questione che costeggia il lungomare a sud di Bari, verso Torre a Mare e San Giorgio, è stata giustamente sbarrata da transenne fisse e rete per delimitare la zona franata, è stato aggiunto un tratto di ‘’guardrail’’ per circa 150 metri per bloccare eventuali punti critici. E dalla parte mare si vede facilmente lo stato della frana, ma via via camminando si nota la delimitazione imposta dai responsabili e tecnici comunali fino alla fine del lungomare. <<In questo tratto di costa –si legge ancora nel rapporto delle Guardie Ambientali – è possibile grazie alla presenza di alcuni piccoli lidi sabbiosi, prendere il sole e fare bagni infatti nell’attuale periodo estivo tutto il tratto costiero è gremito da bagnanti>>. Il punto dolente? Sebbene c’è un cartello che consente il passaggio ai mezzi di soccorso, sarebbe proprio di capire  come, in caso di incidente, ambulanze, Carabinieri e Vigili Urbani possano passare per raggiungere il luogo del sinistro. Considerando anche che tutti gli accessi al mare delle ville costruite sulla costa, sono privati e aperti solo ai residenti, contrariamente a quanto stabilito dalla legge. Altro annoso problema è il deposito dei rifiuti urbani ed il conseguente svuotamento o pulizia del litorale che a seguito dell’accesso vietato non può essere effettuato dal personale dell’Azienda municipalizzata all’Igiene Urbana (Amiu) con conseguente degrado ambientale del territorio. E le spiagge una volta affollate dai bagnanti, diventano in questo modo proprietà privata dei residenti, come denunciano da tempo Grandi e le sue Guardie Ambientali. Per le quali, infine, riveste importanza anche il fatto che spesso i giovani e meno giovani, la sera durante l’estate, sono soliti accendere falò e fare grigliate sulla costa, cosa tassativamente proibita in quanto pericolosa per la navigazione notturna. Ma nessuno, o quasi, interviene per rivitalizzare una costa abbandonata a se stessa, da rimettere a nuovo solo nelle parole di amministratori e politicanti di turno…

 

 

Francesco De Martino

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