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Tra ingiustizie arbitrali e ricerca del sostituto di Cheddira

Un Bari che non vince da sei gare, in realtà cinque in campionato perché si aggiunge quella di Coppa contro il Parma, ma per onestà intellettuale ci piace ricordare che almeno in quattro gare ha subito dei torti evidenti ed andiamo in ordine cronologico: con il Parma, Frosinone, Ternana e dulcis in fundo contro il Sudtirol in occasione nelle due reti segnate dalla squadra altoatesina. Il Bari sicuramente si deve ritrovare e deve pensare a vincere e ad essere più furbo, a non fermarsi se non viene ravvisato un fallo, specie in periodi in cui tutto gira storto, ma la classe arbitrale si sta rivelando inadeguata e non all’altezza perché poi questi episodi stanno penalizzando il cammino del Bari, proiettato nelle zone alte della classifica. Alle difficoltà del momento, si andrà ad aggiungere l’assenza del capocannoniere della serie B, Walid Cheddira, autore di nove gol e rimasto a riposo precauzionale perché domenica è partito in Qatar. Nell’ultima partita come suo sostituto si sono avvicendati Scheidler e poi Salcedo, con quest’ultimo autore del gol capolavoro che ha pareggiato i conti ma che comunque è partito titolare nella posizione di regista con licenza di spaziare sulla fascia per poi tagliare ed accentrarsi. Per il giocatore italo-colombiano con la maglia del Bari è la prima gioia, ma anche un gol che mancava da maggio 2021. In conferenza stampa sabato pomeriggio Eddie Salcedo, al settimo cielo ha detto la sua: “E’ stato un grandissimo gol e mi serviva tanto e mi libera da un anno che non segnavo. Sono felice per il primo gol con la maglia del Bari, però meritavamo di più. Siamo una squadra forte, dobbiamo crederci. Ci teniamo ed andiamo avanti”. A disposizione di Mignani tornerà anche Ceter che per Como, vista la lunga sosta dovrebbe farcela ma in mezzo al campo Mignani perderà un altro tassello fondamentale, Mattia Maita che ha ricevuto un cartellino giallo totalmente gratuito per un fallo che si sarebbe anche potuto non sanzionare.  Nel Bari che potrebbe essere varato con il 4-3-2-1 ed una sola punta come terminale offensivo, conterà buttarla dentro una volta più degli avversari e potrà tornare a farlo, lontano da casa dove sin qui ha totalizzato quattordici punti, meglio ha fatto soltanto il Genoa. Anche se resta ancora da spiegare come mai la media di 30mila spettatori in casa non si riesce a vincere, l’unica vittoria è quella con il punteggio tennistico contro un Brescia domato per 85’ minuti. Il pareggio in ogni caso alla luce della reazione della squadra di Mignani sotto di due gol è da apprezzare ed encomiabile e bisogna tornare ad alzare l’asticella come in avvio di campionato. Con il Como una delle squadre che era partite con ambizioni di vertice e totalmente diverse che in panchina ha anche un ex campione del Mondo e due volte campione d’Europa, come Cesc Fabregas non potrà essere una pareggiata. Tra i recuperati ci sarà Folorunsho e magari dal primo minuto Ruben Botta, il numero dieci biancorosso che nell’ultima gara è subentrato al posto di Bellomo che stava giocando da mezzala. Su Botta, Mignani nel post-gara ha detto: “Quando sei sotto devi smuovere le acque e serve fantasia. Qualità nello stretto che Botta ha ed è entrato bene, lui è un cucitore di gioco, dà sempre la possibilità ai compagni di muoversi nello spazio e quando lo fa con questa intensità fornisce un grande aiuto”. Un punto però che il tecnico lo ha preso con il giusto peso e valore per la squadra che ha risposto al fuoco nemico sotto di due gol e che possa essere anche da volano per ritrovare una vittoria che manca dall’8 ottobre per 1-2 contro il Venezia. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

 

 

 

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