Cultura e Spettacoli

Tra la polvere degli scavi, scoprì la Puglia

Il 5 dicembre del 1961 si spegneva nella sua casa a Torre a Mare, Michele Gervasio. Campano di nascita (era nato ottantaquattro anni prima a Monteverde, un comune dell’avellinese), Gervasio fu pugliese d’adozione per un due terzi dell’esistenza. Laureatosi in lettere a Napoli, perfezionatosi in archeologia a Roma e completati gli studi ad Atene presso l’Istituto Archeologico Germanico sotto la guida di Karl Julius Beloch (lo stesso luminare che fu maestro di Antonio Lucarelli, altro storico insigne di casa nostra), Michele Gervasio scoprì la Puglia. Una scoperta non avvenuta a tavola ma tra la polvere degli scavi, naturalmente. Un amore a prima vista, una cosa fulminante. A far scoccare la fatale scintilla fu il Dolmen della Chianca nell’agro di Bisceglie, che Gervasio insieme ad altri due studiosi (Angelo Mosso e Francesco Samarelli) riportò alla luce il 6 agosto 1909 ; la scoperta avrebbe più avanti ispirato uno dei suoi migliori studi, ‘I dolmen e la civiltà del bronzo nelle Puglie’, Trani, Vecchi, 1913. Il clamore della scoperta mise in tale evidenza il valore di questo studioso, che Gervasio, a soli trentadue anni venne nominato Direttore del Museo Archeologico di Bari, carica che mantenne ininterrottamente sino al pensionamento, avvenuto nel 1958. L’attività di Direttore non lo distolse dall’esercizio archeologico. Tra il 1937 e il 1939 condusse scavi nel territorio dell’antico abitato di Canne allo scopo d’individuare il luogo esatto dove avvenne l’epico scontro. Gervasio individuò una fossa comune, che ritenne un ossario dei caduti, tesi condivisa da altri coevi esperti prima che studi recenti rivelassero trattarsi invece di un sepolcreto di epoca medievale. – Sulla determinazione del luogo in cui si è combattuta la battaglia gli studiosi sono ancora divisi : c’è chi ritiene che lo scontro si svolse nell’agro di Barletta presso l’Ofanto e chi invece ne identifica il sito nei pressi del Fortore. – Sull’argomento il Nostro scrisse due libri : ‘Scavi di Canne’ (Alfredo Cressati, 1939) e ‘Canne della Battaglia’ (Bari, EPT, 1956). Numerosi saggi di Michele Gervasio sono apparsi su riviste e giornali, tra cui ‘Japigia’ (di cui fu cofondatore e primo segretario di redazione), ‘Corriere delle Puglie’ e ‘Gazzetta del Mezzogiorno’. Altre opere :  ‘Per la storia delle legioni 15ì Apollinaris e 20^ Valeria Victrix’ (Roma, Ermanno Loescher & C., 1910), ‘Il castello di Bari’ (Bari, Società editrice tipografica, 1927), ‘La pinacoteca provinciale di Bari’ (Bari, Laterza, 1930) e ‘I rapporti tra le due sponde dell’Adriatico nell’età preistorica’ (Bari, Alfredo Cressati 1934). A Michele Gervasio è stata dedicata una via a Torre a Mare.

Italo Interesse


Pubblicato il 5 Dicembre 2015

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