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“Tra passato e personaggi biancorossi inesplorati in modo frizzante e curioso”

Un concentrato di biancorosso. Frizzante, curioso ed a volte irriverente come chi scrive, saggio ed allo stesso tempo sagace ed arguto ma soprattutto impercettibile nelle sue disamine calcistiche e domande ogni volta che prende parte alle conferenze stampa. Stiamo parlando del giornalista de ‘La Gazzetta dello Sport” Franco Cirici che ha raccontato storie di una vita vissuta, fatti inediti e racconti collezionati intorno alla squadra di calcio del Bari con testimonianze di quanti hanno scritto pagine memorabili della lunga storia del Bari. Quel che i giornali, le tv, le radio ed i web non hanno potuto riportare, nel libro ‘L’altra metà del Bari’ edito Di Marsico Libri, in vendita dal 28 agosto presso la Feltrinelli, internet e non solo. Abbiamo intervistato brevemente Franco Cirici che ci ha svelato qualche aneddoto ma il consiglio è di affrettarsi a comprare il libro per scoprire tanto altro.

A chi dedichi e come è nata l’idea di quest’opera.

“La dedica è all’interno ed è rivolta ad Alessandra, la mia amata figlia, studentessa modello ed autore peraltro della copertina. Ringrazio naturalmente l’editore Di Marsico, ma anche in qualche modo i protagonisti delle storie, e non solo: da Giorgio De Trizio, Giovanni Loseto e Totò Lopez per avermi dato degli scatti inediti e non per ultimo, un altro ragazzo Gabriele De Nicolò, autore di 4-5 vignette davvero interessanti, studente del liceo artistico. E’ un libro tra passato e presente, un mix di storie, di ben venticinque episodi circa, staccati uno dall’altro che racconta di vita vissuta e confessioni di personaggi che hanno scritto pagine memorabili, come ad esempio il mitico e storico magazziniere biancorosso, al segretario per eccellenza e compianto cavaliere Nitti, a tanti altri”.

Ma si parla anche di te?

“Non mi piace essere protagonista, ed ho scritto quasi per caso un capitolo dedicato a me. Ho preferito scrivere e basarmi su una ricerca inesplorata di personaggi poco conosciuti e di episodi che sui giornali non si sarebbe potuto riportare”.

Ad esempio svelaci qualche episodio o anticipazione?

“Non ho mai fatto mister che mi lega un rapporto di stima ed amicizia a mister Eugenio Fascetti, su di lui vi svelerò quando al termine di una combattuta partita a burraco, durante uno dei tanti ritiri vissuti, si è mangiato un asso di cuori, giocata assieme a Vito Laruccia ed al pres. Vincenzo Matarrese. Ma altro non vi posso svelare”.

Hai menzionato, Vincenzo Matarrese, un tuo pensiero e se come immaginiamo ne parli nel tuo libro.

“Un grande presidente e bravissima persona squisita dal punto di vista umano. Di lui si potrebbe raccontare tantissimo. Nel libro c’è un documento inedito firmato e controfirmato da Vincenzo Matarrese e Franco Sensi, a riguardo della cessione di Antonio Cassano alla Roma per 55 miliardi di lire più la metà firmato di D’Agostino. Quell’atto di vendita più della cessione a cifre importantissimi, provocò in Don Vincenzo uno scatto d’orgoglio perché l’azienda di famiglia, versava in cattive acque e rischiava il fallimento, e lui con quella cessione ‘monster’ per l’epoca di un ragazzo prodotto della cantera biancorossa, fu una vera manna dal cielo”.

C’è un capitolo dedicato all’ultimo Bari quello della meravigliosa stagione fallimentare ed a qualche personaggio?

“Assolutamente non poteva mancare. Oltre a ripercorrere la stagione fallimentare, c’è un focus sulla storia delle ‘garzine’ perché mancava tutto ed anche quelle, ed il dott. Massimo De Prezzo, non faceva mancare nulla. Ma ripeto, ci sono tanti episodi che vi invito senza impegno a leggere e ripercorrere quelle tappe, da ieri ad oggi, al Bari di Totò Lopez che affrontò Platini in Coppa sino ai tempi più recenti, non ve ne pentirete”:

Come si conclude, se non chiediamo troppo, il libro.

“Una sorta di sfilata finale di una trentina di ‘quando’ seguite da tre righe con tante chicche, da Ventola, costretto a tagliarsi i capelli per colpirla meglio di testa su ordine di mister Fascetti ad altri ‘quando’ molto curiosi con riferimenti anche ad un screzio che ebbi con Antonio Conte”.

Una chiosa finale sul Bari dopo la vittoria netta sul Monterosi si appresta a due trasferte ostiche. Le tue aspettative.

“Un Bari da working in progressper dirlo all’inglese. Sicuramente la vittoria di domenica ha dato slancio ed entusiasmo ma siamo alle prime battute e non bisogna esaltarsi, ma mantenere equilibrio e piedi impiantati per terra. Un fantasista come Botta, un ottimo giocatore è uno spreco per la categoria e mancava da tempo, però andiamo piano con accostare determinati giocatori a chi ha fatto la storia, da Maiellaro ad altri giocatori che hanno militato in ‘A’. Affronteremo due trasferte insidiose, la prima contro un Picerno ben organizzato che ha fatto impattare sul pari il Catanzaro, ed in seguito andremo a Catania, contro una squadra con blasone. Saranno due partite toste dove il Bari è chiamato a dire la sua. Occhio, infine, a due ottimi colpi del direttore sportivo Polito, mi riferisco a Mallamo e Ricci che voglio vedere all’opera”.

Marco Iusco

 

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