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Tra Polignano e Monopoli il giallo Penelope

Un mistero chiamato Penelope e che dura da un’ottantina d’anni. L’affidabile Relitti.it afferma che a 0,7 miglia dalla costa tra Polignano e Monopoli, adagiato su un banco di sabbia ad una profondità massima di 48 metri, giace il relitto della Penelope, una nave da carico italiana. Altri siti indicano nel 1942 l’anno di affondamento e nel siluramento ad opera di un sommergibile inglese, la causa. Ma per quante ricerche fatte, non è stato possibile risalire ad alcuna unità italiana, civile o militare varata con questo nome o con esso ribattezzata. Al nome Penelope corrisponde solo un incrociatore leggero della Royal Navy silurato da un u-boot tedesco nel golfo di Napoli 19 gennaio 1944. I conti non tornano al punto da dare vita a dubbi monumentali. Davvero quella nave si chiamava Penelope, batteva bandiera italiana e venne affondata da un sommergibile britannico nel 1942 ? Ancora Relitti.it alla pagina ‘Penelope’ dà voce a tali Tommaso e Marco Paolino i quali dicono : “Si sa che la nave aveva lasciato il porto di Monopoli dove aveva scaricato materiale per la costruzione di casematte costiere. L’identità della nave non è certa, ma è nota a tutti gli operatori della zona come Penelope”. Quale la loro fonte e cosa si intende per ‘operatori della zona’ ? Nonostante l’autorevolezza del sito, qui si parla per sentito dire. Che Penelope fosse il nome di copertura di una nave battente chissà che bandiera e incaricata di qualche delicata, segretissima missione ? Una testata giornalistica online mette in guardia : la Penelope sarebbe “carica di materiale esplosivo” Perché poi questa nave non sia esplosa, visto che sarebbe stata silurata, diventa un sotto interrogativo. E siamo alle solite. Un giorno qualcuno ricorda d’aver sentito o letto – dove e quando chissà – una determinata cosa e per primo ne dà notizia in Rete. Un altro riprende la notizia e le dà risalto. Un terzo la ribadisce ma con qualche esclamativo di contorno. Qualche altro passaggio ancora e, voilà, l’ennesima ‘verità’ da Rete è bell’e scodellata per un popolo di scodinzolanti internauti. L’unica certezza è che il relitto esiste ed è una tra le mete preferite degli esploratori subacquei (Relitti.it classifica ‘medio’ l’interesse biologico e fotografico, e ‘buono’ l’interesse storico dell’immersione). Attenzione però alla discesa, classificata di ‘elevata’ difficoltà per la presenza di correnti e di reti impigliate ai rottami. In conclusione, forse una ‘Penelope’ non è mai esistita. In compenso oggi esistono addirittura due  ‘Penelope’ : Una portarinfuse della Marshall Islands e una nave-cisterna per prodotti petroliferi della marina mercantile russa.

Italo Interesse

 

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