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Tra progetti e distretti urbani, il piano del commercio resta sulla carta

Una delle ultime volte che se n’è parlato, almeno ufficialmente, negli uffici dello Sviluppo Economico di Bari Vecchia, alla presenza dell’allora direttore Marzulli e dei presidenti municipali Paparella, Dammacco e Moretti, a fine giugno dell’anno scorso, pareva che il Piano del Commercio del Comune di Bari fosse a un passo dell’approvazione. E invece per discutere, condividere e soprattutto provvedere a inserimento e soppressione dei mercati cittadini nel nuovo Piano del commercio delle aree pubbliche della città, in base alle disposizioni previste dalla legge regionale sul Commercio n. 24 del 16 aprile 2015, la strada s’è fatta daccapo impervia e densa di incognite. Ne sa qualcosa l’assessora al Commercio barese Palone, già alle prese da quando è stata nominata con l’ancora più grande incognita del megamercato generale di Mungivacca, ma anche alle prese con le diverse questioni relative al funzionamento dei mercati rionali con le modifiche da apportare, appunto, al Piano del commercio. Piano che doveva essere approvato dal Consiglio comunale a settembre dell’anno scorso, ma che nessun consigliere comunale ricorda bene di aver visto ancora, nonostante impegni, promesse, tavoli e tavolini. Insomma, un’altra falla complicata da turare per l’amministrazione comunale riguardante, in questo caso, il cuore aperto di una Città che viveva e prosperava proprio sul commercio, come tutte le città di mare. E che invece da sempre si trova a fare i conti ancora con mercatini rionali buttati per strada, nonostante i divieti per legge, a San Pasquale e a Japigia, mentre tutti i Municipi attendono che sia incrementato il numero delle postazioni riservate alle paninoteche ambulanti e ridefiniti gli stalli sui quali dovranno posizionarsi. Tutte promesse dell’assessora al Commercio, pronta al I Municipio, a convocare già da fine giugno dell’anno scorso i tavoli tecnici per decidere sul posizionamento delle paninoteche ambulanti. In rampa di lancio –ma sempre a parole – la necessità di effettuare interventi di manutenzione nella struttura che ospita il mercato coperto di via Caldarola, a Japigia, stabilendo, come richiesto dal presidente Moretti, di sopprimere il mercato stagionale di Santo Spirito, trasferito nei pressi del faro di San Cataldo. Aspettando gli eventi e il piano del commercio, stavolta su richiesta del IV Municipio, quanto prima sarà attivata l’ala del mercato di via Vaccarella, a Carbonara, composta da un ampio corridoio e da ben tredici box all’interno dei quali saranno avviati – udite udite! – percorsi di imprenditoria sociale giovanile grazie a un premio ricevuto da un raggruppamento di associazioni cittadine nell’ambito di un programma ANCI dedicato ai giovani. “È stato un incontro proficuo – commentava sempre a giugno 2016 la Palone – durante il quale abbiamo condiviso le linee programmatiche dell’amministrazione comunale per tutto ciò che riguarda il Piano del commercio, che dovrà essere discusso e approvato dal Consiglio comunale. Per definire al meglio le disposizioni del documento sono fondamentali i suggerimenti e le proposte dei presidenti di Municipi, portatori degli interessi espressi dai residenti dei diversi quartieri della città. Ci riuniremo nuovamente per risolvere altre questioni importanti, prima su tutte quella relativa allo spostamento del mercato di Santo Spirito su cui siamo d’accordo con quanto più volte richiesto dal presidente Moretti per conto dei residenti”. Qualche altra riunione certamente ci sarà anche stata nelle varie ripartizioni comunali, tra assessori, direttori e presidenti ex circoscrizionali, ma del piano del commercio alcuna traccia in aula consigliare. Del resto, sempre secondo l’assessora allo Sviluppo Economico: “il Comune è pronto a rilanciare i suoi distretti urbani del commercio, sulla scia dell’annuncio della giunta regionale di voler procedere con il finanziamento dei DUC”. E cioè i progetti per la realizzazione dei distretti, dopo che la sua omologa pugliese al ramo, Loredana Capone, aveva annunciato la sottoscrizione di una serie di protocolli tra Regione, Comuni e associazioni di categoria. Morale? Aspettando i Comuni che dovranno realizzare le attività rispettando le norme previste attraverso l’intervento della Regione Puglia coi CAT (i Centri di assistenza tecnica) e i distretti urbani, il commercio a Bari e dintorni è in agonia. Anzi è morto….

 

Francesco De Martino

 

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