Cultura e Spettacoli

Tra Rossini, Verdi e Bellini, si articola il canto di “Uno Chef all’ Opera”

Il libro di Innocente Galluzzi presentato di recente presso la sede di Banca Generali Private a Bari, nell'ambito degli incontri letterari promossi dall’ associazione culturale Home of Art

«Ho pianto tre volte nella mia vita: quando mi fischiarono alla prima opera, quando sentii suonare Paganini e quando mi cadde in acqua, durante una gita in barca, un tacchino farcito ai tartufi». Così il grande Rossini esprimeva ironicamente tutto il suo profondo apprezzamento per il piacere della buona tavola. Si dice che abbia inventato piatti come il “Filetto alla Rossini” (filetto di manzo con foie gras e tartufo) e che fosse un esperto di abbinamenti tra pietanze e vino, così come Verdi, al contrario, è ricordato per il suo approccio sobrio e minimalista verso il cibo. Queste ed altre interessanti associazioni sono narrate attraverso il genio dello chef, docente di gastronomia originario di Polignano a Mare, Innocente Galluzzi in “Uno Chef all’Opera”, libro presentato di recente presso la sede di Banca Generali Private a Bari, nell’ambito degli incontri letterari promossi dall’ associazione culturale Home of Art, fondata dal Private Banker Francesco Notaro, che celebra l’incontro tra due mondi apparentemente lontani, quello della cucina e dell’opera lirica ma che, attraverso il racconto e l’interpretazione di un esperto gastronomo, ci fa  comprendere il senso e l’ inusitata meraviglia che possono scaturire dalla  creatività culinaria.« Nella creazione di queste ricette mi sono ispirato a tanti elementi legati sia alla storia sia alla tradizione dei grandi dell’opera lirica, ricercando attraverso i profumi, gli ingredienti del territorio e le emozioni che, a sentimento, legavano questi grandi artisti al cibo. Invito tutti a provare a cucinare ascoltando musica di un certo tipo, si può restare davvero sorpresi dal risultato. Nel mio lavoro credo sia importante non soltanto la competenza manuale che ogni cuoco dovrebbe possedere, ma anche quella legata alla conoscenza e alla cultura della nostra tradizione», ha spiegato Galluzzi. Indagare il rapporto tra grandi compositori operistici e la buona tavola, contribuisce a creare una forte connessione tra le due arti. Nel testo, per esempio, l’autore immagina come alcuni piatti potessero essere associati a specifiche opere o personaggi. Un libro che si distingue per originalità, che testimonia quanto oggi l’enogastronomia sia diventata manifestazione dell’arte in senso più ampio, attraverso la valorizzazione e la riscoperta del territorio, dell’ambiente, delle tradizioni, della nostra storia musicale, culturale e artistica. Uno Chef all’ Opera è in grado di intessere un fil rouge in chiave gastronomica anche con il tema stesso di alcune tra le opere liriche italiane più famose. Dall’opera seria a quella buffa, attraversando l’intero Ottocento romantico, fino all’opera verista dei primi del Novecento. Un testo ricco di cenni biografici, aneddoti, curiosità e vizi di gola raccontati a corredo dell’esposizione puntuale e collaudata di ciascuna ricetta.

Rossella Cea


Pubblicato il 26 Luglio 2025

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